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esuberi al termovalorizzatore di colleferro

A proposito degli esuberi in Gaiagest, società del Consorzio Gaia per la gestione dei termovalorizzatori di Colleferro, sarebbe opportuno chiarire alcuni punti e porci delle domande. In primo luogo sgombriamo il campo da false notizie: non è stato raggiunto nessun accordo tra i sindacati e l’azienda per l’attivazione della cassa integrazione in deroga. La richiesta, insistente, dell’azienda sembra sia motivata da fantomatici motivi di ordine economico, organizzativo e non ultimo la volontà della Regione Lazio di assorbire l’intero Consorzio nella neonata LazioAmbiente, solo dopo l’avvio della cassa integrazione. Partiamo da qui. La C.i.g. in deroga la paga la Regione. A chi giova questo fatto? Per la parte economica sarebbe opportuno ricordare che i termovalorizzatori hanno goduto per un lungo periodo del CIP6, cioè la possibilità di vendere la corrente prodotta, direttamente all’ENEL con un guadagno molto alto. Naturalmente i costi aggiuntivi li pagano i clienti ENEL sulle bollette. Vorremmo sapere dove sono finiti i soldi che EP Sistemi e Mobilservice hanno guadagnato in questi anni. Parliamo di decine e decine di milioni di euro. In impianti analoghi, dopo il periodo di CIP6, sono state fatte ristrutturazioni che permettono di migliorare la sicurezza, la produttività e l’impatto ambientale (vedi San Vittore). Più volte i vertici aziendali hanno sollecitato i dipendenti Gaiagest alla continuità e quando possibile ad un aumento della produttività, perché risultavano preziosi gli introiti per i pagamenti degli stipendi Gaia. Veniamo ora alla ristrutturazione organizzativa. Questa prevede l’esubero di 15 addetti ripartiti tra i vari reparti. Per l’esercizio, cioè il gruppo di lavoratori che gestisce, con le proprie conoscenze e l’esperienza ormai decennale, gli impianti, si è deciso di ridurre le persone a turno da 8 a 7, accorpando le sale controllo, da due a una, di fatto variando le condizioni di sicurezza degli impianti . Intanto vorremmo sapere se la variazione di esercizio sia stata comunicata agli organi competenti (ISPELS, ARPA, ASL), e se poi sono state introdotte le nuove procedure per la conduzione. Per la manutenzione si pensava in un primo momento di chiudere quella meccanica mantenendo quella elettrostrumentale, per poi mantenere un solo meccanico a fronte dei sei attuali. Rimane però il fatto che negli impianti ha fissa dimora una società esterna che svolge lavori meccanici senza che nessuno abbia sollevato il problema di opportunità e di incompatibilità. E non è la solo ditta esterna presente nei due impianti che svolge lavori che potrebbero benissimo essere eseguiti da operatori Gaiagest. Stessa cosa per quello che riguarda le consulenze esterne nonostante uffici ben forniti di competenze come quello per la Sicurezza sul lavoro. E’ utile ricordare, tra l’altro, che durante il periodo di gestione del Commissario straordinario dott. Lolli, il Consorzio abbia provveduto allo spostamento di personale dal Gaia a Gaiagest ad integrazione del personale già presente, sia in esercizio che nella manutenzione, e il conferimento dei servizi, con il relativo personale, della società Gaiser. Altra anomalia è quella che vede ammontare a circa 3000 le ore di straordinario richiesto ai lavoratori Gaiagest durante il 2010. Straordinari che prevedono anche incentivi che ad oggi non sono stati ancora revocati. E poi tanti passaggi di livello sia negli uffici Gaia che ai termovalorizzatori. Sempre al Commissario straordinario vorremmo chiedere perché a fronte di ritardi nei pagamenti dei Comuni non abbia chiesto la tariffazione diretta ai contribuenti come fa l’Ama a Roma. E poi perché a fronte dei rincari tariffari, giusti, richiesti agli stessi Comuni, e la manifesta presenza di esuberi nella società di Gaia, non si sia proposto, a fronte degli aumenti, un integrazione dei servizi come quello cimiteriale, decespugliamento, affissioni, potatura piante. E infatti i Comuni serviti dal Consorzio sono passati dai 44 ai 22 attuali!!! Vorremmo dedicarci ora alla parte giudiziaria, dove la Corte dei Conti hanno appurato con sentenza, la distrazione di somme erogate da vari enti, come la Cassa Depositi e Prestiti, per lavori mai eseguiti e che la stessa Corte, individuando i responsabili, ne chiede la restituzione. Questa è la situazione, non certo creata dai lavoratori, ma da una gestione della cosa pubblica, perché il Consorzio Gaia è una struttura pubblica, abbastanza allegra. E’ anche incomprensibile come, all’indomani del blitz delle forze dell’ordine, l’azienda non abbia trovato di meglio che sospendere un lavoratore, reo di aver collaborato con la magistratura (reintegrato solo dopo l’intervento del giudice) e quelli che sono stati arrestati, e tuttora sotto processo, continuino a lavorare tranquillamente. Ed è anche incomprensibile il fatto che i sindacati abbiano tanta fretta di firmare la cassa integrazione in deroga. Perché???

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