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Giovani: impossibile aprire ditta.

Spett.le Direttore, ho deciso di scriverLe a proposito del problema del lavoro per i giovani, cosa che tocca me in prima persona, ma non solo, il problema che vengo a sottoporLe interessa moltissimo ragazzi che come me dopo gli studi hanno deciso di entrare nel mondo del lavoro: Mi chiamo Smaniotto Davide, e sono nato il 17 Ottobre 1989, a Massa (MS) e vivo qui da sempre in una realtà che per per opportunità di lavoro assomiglia purtroppo tristemente alle zone più depresse del Sud Italia; ho frequentato con passione e soddisfazione per cinque anni l'Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato "E.BARSANTI" della mia città dove ho conseguito il diploma di maturità professionale con qualifica di "TECNICO DELLE INDUSTRIE ELETTRICHE" con votazione di 100/100; successivamente ho conseguito presso la Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della piccola e media Impresa (CNA) l'ATTESTATO DI QUALITA' sempre inerente le competenze nel campo elettrico. Dopo varie "micro assunzioni" nei più diversi campi, quest'anno, "ingolosito" da tutte queste agevolazioni per le imprese di cui si parla tanto, ho deciso di mettermi in proprio e di aprire una mia ditta di installazione di impianti elettrici, ma quando mi sono presentato per richiedere partita IVA e registrazione all'albo delle imprese, mi sono sentito dire che io non avevo i requisiti per poter aprire una ditta di impianti elettrici, nonostante un diploma professionale ed una attestato di qualità, dovevo essere stato assunto continuativamente per ben due anni in qualità di "operaio elettricista specializzato" alle dipendenze di una ditta di impianti elettrici abilitata alle lettere A e B come richiesto dal DM 37 del 21/01/2008 per acquisire i requisiti richiesti! Non volevo crederci, i cinque anni di studio, il diploma, l'attestato, NON MI SERVONO A NULLA!!!!!! Le probabilità di esser assunto in qualità di apprendista sono praticamente nulle, figuriamoci come operaio specializzato!! Sono davvero demoralizzato ed arrabbiato, non potrò mai aprire una mia ditta di impianti elettrici, siamo proprio all'assurdo, uno studia, si impegna, vuole mettersi in regola per non lavorare al nero e gli viene negata ogni possibilità, ma che cosa ho studiato a fare??? Se fossi andato a lavorare invece che a scuola, probabilmente oggi sarei imprenditore di me stesso, invece mi ritrovo con tanti fogli in mano ed un pugno di mosche. Quello che più mi fa arrabbiare e che su i media e nei dibattiti politici, quando si parla di giovani e lavoro, vengono millantate le agevolazioni e le possibilità che esistono per introdurre noi giovani nel mondo del lavoro, ma mai si accenna a questo piccolo particolare che di fatto ci nega anche lo spirito imprenditoriale! Veniamo descritti come mammoni che non vogliono allontanarsi dalle vesti dei genitori, ma in pratica siamo obbligati a farlo, senza opportunità di lavoro e di studio, cosa dobbiamo fare? Caro Direttore, spero che almeno Lei metta in risalto questa grossa problematica, tutti devono sapere (Ministri in primis) come siamo bistrattati noi giovani dal mondo del lavoro! Avrei molto altro ancora da raccontarLe, ma non vorrei fare un dibattito, mi piacerebbe avere l'opportunità di parlarLe personalmente. La ringrazio anticipatamente per l'interesse che sono sicuroLei vorrà dedicare a questo caso, Cordiali saluti. Davide.

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