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Il coraggio della trasparenza per governare il bene comune

Si sta discutendo intensamente dei costi della politica. Si dimentica però che in ogni azienda gli sprechi possono sì essere fatali, ma prima e più spesso sono fatali e gravi le incompetenze e la immeritorcrazia, che sono genesi della malagestio. E per tale si deve intendere, oltre alla corruzione, anche la perdita di opportunità, gli sprechi causati da decisioni non competenti. Oltre ai danni emergenti vi sono mille casi di lucro cessante o mai conseguito, proprio per cecità od insipienza degli amministratori. Troppo spesso al vertice di importanti istituzioni industriali e finanziarie pubbliche troviamo degli inadatti, spesso carrieristi politici di bassissimo profilo, nominati (e non eletti) soltanto perché fedelissimi in quota ai partiti ed ai loro vertici. Persone che non hanno mai studiato né frequentato quel mestiere, e hanno mandato a prendere alte decisioni su di esso. Si impone quindi un ulteriore coraggioso passo, che ha a che fare con la capacità: siano publicati i curricula di tutti gli amministratori delle società pubbliche, con particolare evidenza dei titoli e competenze specifiche maturate e richieste per svolgere l'incarico. Perché oltre e più che il problema di quanto guadagnano, vi è quello delle opportunità che fanno perdere. Vedremo quali sono i meriti e le competenze, e così daremo risposta a tanti amari perché: idee annunicate, con relativi ingenti oneri per progetti preliminari mai realizzati, opere inefficienti ecc..L'efficienza e l'efficacia della spesa pubblica dei suioi mille rivli delle partecipate passa solo da qui. Paolo Fiorini Verona

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