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Una chemio di nome Monti

Tra le tante fiabe che si sentono raccontare nel paese dei balocchi c'è quella che il debito pubblico è dovuto al fatto che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. Non di rado illustri economisti ed inverecondi politici ci prendono per il culo con questa ignobile cazzata. Pochissimi fanno invece notare che la corsa sfrenata e sconsiderata all'emissione di titoli di stato, che ha toccato il suo massimo splendore nell'era craxiana, ha prodotto quel fiume di denaro (a debito) che ha poi consentito da un lato il proliferare di immensi e inossidabili serbatoi occupazionali (cioè elettorali) volti esclusivamente a garantire la permanenza al potere di questa classe politica, dall'altro il dilagare dei fenomeni di corruzione e malaffare che ancora oggi, stando alla Corte di Conti, imperversano come e più di prima. Quando non ci sono soldi da buttare c'è poco da corrompere. Se non ci fosse stato quel famigerato fiume di denaro a debito, confluito indiscriminatamente nel pentolone centralista, magari non ci sarebbe stato bisogno di Mani Pulite e forse ora non saremmo con le pezze al culo. E invece, in un paese con welfare e servizi da terzo mondo, ci vengono pure a dire che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. La verità è che l'Italia è un malato terminale di cancro, anzi, di almeno due tipi di cancro: serbatoi elettorali e debito pubblico. Ogni sfigato che lavora "per davvero" deve mantenere almeno un falso invalido, un pensionato baby e un fancazzista pubblico. E come se non bastasse deve pure farsi carico del debito pubblico a colpi di accise sui carburanti, IMU sulla prima casa, tagli alle detrazioni e salassi di ogni tipo. Risultato: se non ci ammazzerà il cancro ci ammazzerà la chemio che il governo Monti ci sta somministrando a dosi sempre più massicce. Monti non si fermerà all'articolo 18. C'è ancora da intervenire sull'IVA, sulle pensioni minime, sulla sanità, su quel poco di welfare che è rimasto, eccetera, eccetera. E si accettano scommesse sul TFR (mi piace vincere facile). Viceversa, le uniche cose che non verranno toccate saranno proprio quelle strettamente legate alle cause e agli effetti del debito: serbatoi elettorali, corruzione e malaffare (sarà un caso che recentemente il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha rinviato il disegno di legge anti corruzione e che non c'è verso di mettere un tetto ai super stipendi dei manager pubblici?). Va da sé che tutti i sacrifici che questo governo tecnico ci sta chiedendo e ci chiederà di fare suonano come una sorta di accanimento terapeutico su un malato terminale: noi. E' un po' come quando nel medioevo pensavano di guarire i malati con le sanguisughe. Indovinare come finirà non è difficile. La Grecia ci offre l'opportunità di poter vedere il futuro. Basta guardare un qualsiasi telegiornale o una delle tante trasmissioni di approfondimento per vedere a cosa stiamo andando in contro: una macelleria senza precedenti che non servirà ad evitare né il default, né l'uscita dall'euro. Un massacro per il quale a pagare il conto non sarà certo chi ci ha messo in questa situazione e nemmeno chi ne ha beneficiato. Questa è la verità. Chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto, come al solito. Nel nome della migliore tradizione italiana, a prenderla nel sedere sono sempre gli stessi: i cittadini onesti. E se par caso alla fine della chemio saremmo ancora vivi, il cancro sarà lì ad aspettarci nuovamente. Alla fine della cura Monti infatti il paese tornerà nelle mani di chi, pur avendolo mandato a rotoli, può contare sui serbatoi elettorali di cui sopra. ________________________________________ Wasabi wasabi.spazioblog.it@alice.it http://ilpaesedeibalocchi.spazioblog.it

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