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L'Italia che nessuno guarda

Buongiorno Sig. Direttore, mi chiamo Maddalena, ho 24 anni e sono una di quelle normali "giovani" a cui si fa riferimento così tanto spesso, così impropriamente. Le scrivo sollecitata da un servizio di un telegiornale di questa mattina, uno dei tanti, che ancora una volta mostra il lato meschino di questa nostra Italia: oltre 400 falsi invalidi sono stati beccati, non so dove,se su se giù e sinceramente poco importa, perchè sempre di Italia si parla. Desidero condannare queste sanguisughe che piuttosto che lavorare dignitosamente preferiscono succhiare soldi alla comunità, ma credo che sia altrettanto sbagliato mostrare solamente il lato meschino di questo nostro popolo, sulla scia di una moda che da troppo tempo denigra il nostro meraviglioso paese e la nostra gente. Sono testimone di un episodio in controtendenza: mia mamma, quasi sessantanni di donna convive da tutta la vita con una malattia ormai debellata (e anche dimenticata purtroppo), la poliomielite. Questa malattia le ha compromesso l'uso della gamba destra da quando aveva 5 anni. Non c'ha mai fatto troppo caso, oppure ha sempre impedito che questo le negasse qualsiasi opportunità lei desiderasse sfruttare, tanto che non ha mai gestito la sua vita diversamente da come farebbe una qualsiasi persona normale, anzi forse sforzandosi un po' di più rispetto agli altri proprio perchè consapevole di certi limiti: adesso è responsabile di una comunità per ragazzi disabili psichici che ha fondato oltre 30 anni fa insieme a mio padre e ad altri volenterosi. Solamente ora, alla soglia dei 60 ha deciso che di sfruttare le opportunità che lo Stato italiano offre alle persone con difficoltà come la sua e ha fatto richiesta dell'invalidità, non per mantenersi, perchè è ancora in grado, ma per avere quelle agevolazioni che le spettano (e che ha avuto solo in parte, tra l'altro). Ho avuto la fortuna di conoscere più di una persona che pur meritando un sostegno economico da questo paese ha preferito, per gran parte della sua vita, cavarsela con le proprie forze, limitate e ritengo ingiusto che vivano all'ombra di quegli indegni scansafatiche per i quali siamo riconosciuti internazionalmente. E' compito dei giornalisti far emergere questa Italia, l'Italia che nessuno guarda.

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