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Fini svende anche la storia

Dopo essersi depurato delle scorie con l’acqua di Fiuggi, Gianfranco Fini prosegue il suo iter verso l’estrema sinistra, contando sul fatto che, essendo fotogenico e facendo bella figura nei salotti buoni, è riuscito finora a mantenere parte dei suoi elettori, benché da lui svenduti a buon mercato. Chi non si ricorda della sua storica visita in Israele, anni fa? Allora ebbe a parlare del fascismo come “Male Assoluto”, espressione grottesca che neppure gli storici più schierati si sono mai sognati di usare. In effetti tale infelice espressione qualcosa di assoluto ce l’ha, ed è il fatto di essere assolutamente ridicola, una sciocchezza all’ennesima potenza, una espressione che potrebbe trovare una sua collocazione nell’ambito di un qualche cartone animato giapponese, uno di quelli dove l’eroe mediatico, difensore del Bene, mette in atto tutte le sue strategie, alla fine vincenti, per combattere le forze del Male. Chi aderì alla repubblica di Salò (molti erano giovanissimi) lo fece per motivi ideali, giusti o sbagliati che fossero, più che per convenienza personale, e tale scelta si può pure dire sciagurata, ma è fin troppo facile e meschino etichettarla gratis et amore dei a posteriori come vergognosa, per convenienza politica o strumentalmente per ottenere benevolenza negli ambienti politici che contano di più a livello non solo nazionale, ma anche europeo, mirando alla poltrona sempre più prestigiosa. Adesso nessuno si meraviglia più, ma anni fa, all’epoca delle esternazioni sul “Male Assoluto”, nessuno avrebbe pensato che Fini, per ambizione politica, arrivasse a svendere anche la storia. Con i più cordiali saluti.

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