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Monti e la Storia

Monti ha mancato l’appuntamento con la Storia La democrazia parlamentare rappresenta una delle buone strade per costruire una società prima equa, poi giusta, poi altro ancora. Il welfare costruito nel novecento dal centrosinistra, molto influenzato ed illuminato dal PCI e dai sindacati, era riuscito, nonostante i condizionamenti economici, politici e violenti della borghesia reazionaria e della violenza fascista, aveva costruito le basi per il benessere diffuso ma non ancora per l’affermarsi dell’equità. Si era però in attesa che l’appuntamento storico con l’Europa fosse l’occasione per crescere in razionalità prima tedesca e poi scandinava, semplificazione ed equità. Già i governi di centrosinistra della seconda repubblica avevano deluso e quegli obiettivi sembravano ormai un sogno irrealizzabile a breve e medio termine. Però caduto Berlusconi, assurto ad immagine della irrazionalità e della dissolutezza, la venuta di Monti, immagine della razionalità e del rigore, pur provenendo come Prodi dall’infido sottobosco democristiano, si sperava che un economista, pur formatosi all’aziendalismo borghese bocconiano, sapesse cogliere l’occasione, anche per lui stesso e la sua memoria nella Storia, per imboccare la strada della razionalità e quindi della semplificazione e dell’equità. Non l’ha fatto. Perché? Soffre anche lui dell’incapacità congenita di tanti economisti borghesi a superare la convinzione che senza i privilegi ai poteri forti l’economia non giri perché senza privilegi la borghesia oligopolista non sia disposta a “rischiare”? È stato piazzato lì dal capitalismo finanziario? Comunque sia è mancato l’uomo e non è stato capace di tagliare i veri privilegi e di attingere là ove le ricchezze rubate all’Italia sono nascoste. Né ha saputo proporre il cambio delle regole che sono alla base della evasione fiscale e dell’ingiustizia sociale: il superamento delle regole internazionali sul commercio e sui movimenti finanziari ovvero, in soldoni, il superamento del sistema dei paradisi fiscali. Un uomo di scienza, un vero economista, un antimonopolista, come ama farsi considerare dopo la questione Microsoft, questo avrebbe fatto. Ma non l’ha fatto mancando così all’appuntamento con la Storia. Angelo Bini

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