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Il sesso "a norma di legge"

Se domani il governo decidesse di vietare gli alcolici la gente continuerebbe a bere, ma illegalmente. Lo stato perderebbe una fetta consistente di introiti e ne beneficerebbe la malavita organizzata. Eppure ogni giorno - e specialmente nei fine settimana - muoiono decine di persone per incidenti stradali dovuti all'alcol. Se domani il governo decidesse di vietare i tabacchi la gente continuerebbe a fumare, ma illegalmente. Lo stato perderebbe una fetta consistente di introiti e ne beneficerebbe la malavita organizzata. Eppure sui pacchetti di sigarette c'è scritto che il fumo uccide ed infatti ogni anno decine di migliaia di persone vengono colpite da tumori al polmone. Se domani il governo decidesse di vietare i video poker nei bar e nei locali pubblici la gente continuerebbe a giocare, ma illegalmente. Lo stato perderebbe una fetta consistente di introiti e ne beneficerebbe la malavita organizzata. Eppure ogni anno centinaia di migliaia di persone si rovinano la vita davanti a queste macchinette. Se domani il governo decidesse di vietare le case di piacere... Ops, già fatto... Nel 1958... E infatti la gente continua ad andare a prostitute ma illegalmente, lo stato perde una fetta consistente di introiti e ne beneficia la malavita organizzata. Eppure nelle case di piacere non mi risulta si morisse per l'alcol o per il fumo e forse non ci si rovinava per il gioco d'azzardo. C'erano forse altri problemi, ma certamente non più gravi di questi. Risultato: sfruttamento, violenza, riduzione in schiavitù da una parte e vere e proprie crociate medioevali dall'altra, con tanto di retate in luoghi dove si sospetta vengano consumati rapporti sessuali consenzienti ma "non gratuiti", persecuzione di presunti clienti rei di essersi fermati con l'auto ad un semaforo rosso o ad uno stop in prossimità di una prostituta, gogna mediatica per qualche malcapitato personaggio pubblico colpevole di essersi fatto gli affari suoi in privato, eccetera, Della prostituzione dovrebbe essere punito solo lo sfruttamento ma in realtà siamo da sempre in pieno clima da caccia alle streghe. Questo perché purtroppo nel paese dei balocchi regna sovrana l'ipocrisia. Ne siamo maestri! Accettiamo veline, vallette e ballerine mezze nude in televisione ad ogni ora del giorno e specialmente in fascia protetta ma il sesso è e rimane un tabù. La farfallina inguinale di Belèn Rodrguez in prima serata a Sanremo va bene purché se ne parli; se un'anonima telefonista notturna in onda un un altrettanto anonima televisione privata si sfila le mutandine alle tre di notte, parte la crociata. Siamo proprio un popolo di deficienti... E nell'eterna discussione tra chi vorrebbe legalizzare, regolamentare, controllare e tassare il fenomeno della prostituzione e i benpensanti perbenisti che preferiscono lasciare le cose come stanno e girarsi a guardare da un'altra parte, non si parla quasi mai del valore sociale di quello che da sempre è ritenuto il mestiere più antico del mondo. Ci sono uomini che per vari motivi non hanno una compagna, una moglie, una fidanzata con la quale avere una vita sessuale "a norma di legge". Oppure ce l'hanno, ma soltanto sullo stato famiglia perché sono ormai sepolti vivi in un rapporto di coppia tenuto insieme solo dai figli e dal mutuo. O semplicemente uomini soli. Soli "perché han studiato da prete o per vent'anni di galera, per madri che non li hanno mai svezzati, per donne che li han rivoltati e persi". Tutti uomini che per legge non possono fare sesso. Se la prostituzione non fosse più un tabù ma venisse controllata e regolamentata e soprattutto ci si adoperasse al fine di garantire che chi decide di esercitarla lo faccia per libera scelta, a queste persone bisognerebbe riconoscere sia i diritti (e doveri) di ogni lavoratore, sia la dignità di una professione che molti casi non riguarda semplicemente la sfera del piacere ma rappresenta una vera e propria missione sociale. Lunga vita a queste persone davvero speciali.

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