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PER CHI

Livorno 7 marzo 2012 PER CHI Due militari italiani arrestati in India, siamo alle solite, un'ennesimo episodio che mette in evidenza il singolare senso dello stato in animo a coloro che in questa nazione gestiscono politica,economia, cultura e informazione. I nostri militari, che da decenni sono costantemente impegnati a tenere alta la bandiera e l'onore dell'Italia, riuscendoci, continuano ad essere trattati come come "figli di nessuno". A nulla valgono i risultati ottenuti, i riconoscimenti delle popolazioni di ogni etnia ed estrazione, gli apprezzamenti delle autorità in ogni angolo del mondo, il sacrificio estremo, la professionalità, l'equilibrio, la dignità e l'orgoglio di essere italiani con i quali essi operano. Tutto inutile, tutto invisibile, tutto impalpabile. Possibile che non interessi a nessuno mettere in luce quello che c'è di buono in questa bistrattata Italia. No, non interessa, o forse fa paura scoprire che quelli che da un'agguerrita minoranza - ideologicamente dominante - sono ritenuti degli ottusi esecutori agli ordini di pericolosi guerrafondai, sono in invece una (non la sola per fortuna) delle realtà più vive, efficienti e virtuose della Nazione, dove vengono coltivati valori e ideali universalmente riconosciuti, indispensabili per determinare i principi che guidano azioni nobili e condivise. Purtroppo è accaduto anche di peggio! Quanto fango è stato gettato su alcune operazioni condotte all'estero e su alcuni reparti delle nostre FF.AA.? Fango gratuito, frutto di incontinenza ideologica o di speculazione mediatica. Puntualmente lo sporco gioco è stato scoperto, e puntualmente il fango puzzolente è stato rimosso solo da chi ha continuato a lavorare con umiltà e determinazione, nel fango, quello buono, quello fertile, nel quale possono nascere i fiori, dove sudore, senso del dovere e professionalità camminano insieme. Ora abbiamo due ragazzi che per aver fatto il proprio dovere, nel rispetto delle regole, in nome dell'Italia e non solo, visto che erano li anche per tutelare legalità, libertà, principi e...interessi non personali, rischiano di essere "giustiziati". In un qualsiasi paese d'oltralpe, a tutela dei propri militari e della dignità nazionale si sarebbe scatenata un'offensiva implacabile da parte dei rappresentanti della politica, dell'economia, della cultura e dell'informazione; in altri paesi anche del sud del mondo, la popolazione si sarebbe "indignata" con marce, sit-in e accampamenti improvvisati nelle piazze, davanti alle ambasciate o alle sedi istituzionali, magari bruciando qualche bandiera. E da noi?....Il nulla. Quello che è successo la notte del 15 febbraio 2012 dentro e fuori del mercantile Enrica Lexie, spiegato nei minimi particolari, dovrebbe essere a conoscenza non solo degli organi istituzionali competenti ma, vista la delicatezza della vicenda, anche degli italiani che magari si preoccupano maggiormante di questi ragazzi che delle intercettazioni telefoniche, più o meno bollenti, che riempono pagine intere dei nostri giornali. Sarebbe interessante sapere chi e perchè, con irresponsabile dabbenaggine, ha permesso la consegna dei due Marò nelle mani di un paese che con l'inganno stava palesemente violando le regole del diritto internazionale, o perchè la diplomazia ufficiale è intervenuta solamente quando la situazione era già compromessa. Dilettantismo, menefreghismo, superficialità, ingenuità? Comunque un'ingiustificabile comportamento. Mentre state leggendo, migliaia di ragazzi con le stellette impegnati in Italia o all'estero, i colleghi dei due militari “rapiti”, stanno svolgendo il loro lavoro, come sempre, giorno e notte, al caldo e al freddo, vicino ai rischi e lontano dagli affetti, lo fanno con dedizione, sapendo per quale nobile causa si impegnano, ma.....forse...... dopo questa ennesima manifestazione di latitanza dello spirito di corpo nazionale, si chiederanno ....PER CHI. Luigi Lupini incs.par.

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