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I "CANI KILLER" E LE RESPONSABILITA' DI PISAPIA

Carissimo direttore le scrivo in merito a quanto accaduto in via Martirano, nel quartiere periferico di Muggiano, che ha avuto come conseguenza la tragica morte di un anziano aggredito da un branco di cani randagi (ma le prime testimonianze parlavano di un gruppo di 5 o 6 animali). In questi ho seguito con grande attenzione l’ evoluzione della vicenda attraverso i mezzi di comunicazione. E ho notato un continuo rimpallo fra Comune e Asl nello scaricare le proprie responsabilità. In realtà a me pare, in base alla legislatura vigente che le responsabilità siano proprio di Comune, che dovrebbe provvedere in collaborazione con le ASL alla cattura degli animali vaganti e poi al loro ricovero in strutture idonee. A tale proposito ricordo brevemente le leggi in materia che lo sanciscono : Articoli 823 e 826 del Codice Civile, Legge 281/91,Ordinanza del 16 luglio del 2009 del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, art. 1. Ed è sempre il Sindaco il proprietario di tutti gli animali vaganti, gatti di colonia inclusi, non microchippati. Le leggi sono chiare e chi è stato delegato dai cittadini a farle applicare dovrebbe conoscerle a memoria. Mi supisco che a fronte delle segnalazioni del problema della presenza di un branco vagante in una città dove il randagismo, a parte quello sporadico, causato da crudeli abbandoni non esisteva praticamente più, Pisapia non abbia provveduto a risolvere il problema con tempestività. Prima che accadesse l’inevitabile. Nel caso specifico del Comune di Milano è noto a tutti che nelle periferie esistono luoghi di degrado. Com’è pure noto che gli accampamenti nomadi, gli orti, le baracche abusive sono ormai covi di uno scandaloso commercio di cani. Ci sono pit bull, molossoidi e altri cani di grossa taglia utilizzati sia come guardie del corpo per gente che vive nell’illegalità sia come animali per i combattimenti clandestini. Ma ci sono anche poveri cuccioli, magari rubati, sfruttati per l’accattonaggio. Mi auguro che a pagare lo scotto dello sfascio quotidiano e continuo di questa città non siano adesso soltanto i “cani killer” (così li hanno bollati i media). E che il Comune provveda ad adempiere al suo dovere facendo sì che i luoghi segregati non siano più tali e che non siano più il rifugio ideale non solo di qualche povero randagio ma della dilagante delinquenza. La ringrazio per l’attenzione e mi congratulo del fatto che Libero sia una delle poche voci fuori dal coro dei “difensori d’ufficio” di Pisapia annidati nella maggiro parte dei quotidiani. Cordialmente Manuela Arioli

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