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CERTIFICHIAMO L'ACQUA DI RUBINETTO

Gentilissimo Direttore, un tempo gli Italiani bevevano quasi solo acqua di rubinetto. La quantità di plastica nei rifiuti domestici era assai modesta. Oggi siamo sommersi dai rifiuti di plastica, in gran parte costituiti da bottiglie dell’acqua minerale o di bevande confezionate. Dell’acqua potabile dell’acquedotto non ci si fida, nonostante di solito in realtà sia ottima, anzi di norma migliore delle acque oligominerali per il suo maggior contenuto in calcio, che la rende preferibile per un più corretto apporto di questo elemento, come testimoniato dai medici igienisti. Perché allora non rendere obbligatoria la certificazione di qualità delle acque potabili di rubinetto, esattamente come avviene per le acque minerali, incentivandone così il consumo, magari con una campagna pubblicitaria ad hoc? Rassicurando il consumatore si prenderebbero due (forse tre) piccioni con una fava: si ridurrebbero sensibilmente le quantità e quindi i costi di smaltimento dei rifiuti, l’inquinamento ambientale e anche la spesa relativa al consumo di acqua da bere, che ha un’incidenza via via crescente su portafogli sempre più vuoti. Con i più cordiali saluti.

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