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A proposito di Valle Giulia

Egregio direttore, mi sembra che il ritratto fatto da Pasolini, nel suo scritto abilmente provocatorio, su una parte degli studenti manifestanti a Valle Giulia, e, in particolare, le osservazioni sui gionalisti che hanno scritto su quegli scontri di piazza, siano un'istantanea del suo (mi riferisco a lei, signor Belpietro) modo di essere. Giornalisticamente parlando, anche lei mena botte ai rivali o incensa gli amici potenti quando, da opportunista borghese difensore della borghesia, furbescamente dice solo quello che le conviene dire per far sembrare di essere, proprio lei, dalla parte della ragione e unico depositario della verità. La saluto. P. S. Per rinfrescarle un po' la memoria le mando uno stralcio di quanto si trova su Wikipedia a proposito di Valle Giulia. Come ben sa, è una semplice sintesi ma ha il pregio di essere documentata e di citare le fonti. Il 1º marzo 1968, un venerdì pieno di sole, circa 4000 persone si radunarono in Piazza di Spagna. Da lì il corteo si divise in due: una parte mosse verso la città universitaria, mentre la maggioranza degli studenti si diresse verso Valle Giulia con l'intento di occupare la facoltà precedentemente sgombrata dalla polizia. Giunti sul posto, gli studenti fronteggiarono un imponente cordone di forze dell'ordine. Un piccolo gruppo di poliziotti, staccatosi dalla fila, prese uno studente e iniziò a picchiarlo; la reazione degli studenti fu immediata e iniziò un lancio di sassi ed altri oggetti contundenti. Solo gli ufficiali di presidio disponevano di armi cariche (la versione istituzionale affermò che ciò fu ordinato gerarchicamente per evitare il degenerare della situazione che si prevedeva incandescente, mentre "radio caserma" affermò - ripresa da fonti giornalistiche della destra estrema - che questa era una condizione ordinaria delle forze di polizia, dovuta alla carenza di fondi per l'acquisto delle munizioni). Gli scontri presto degenerarono in tutta l'area universitaria e, sorprendentemente, gli studenti mostrarono di essere in grado di reggere l'urto con le cariche della polizia, a differenza di quanto era accaduto in altri scontri accaduti nei mesi precedenti. A guidare l'attacco contro la polizia furono gli esponenti del movimento neofascista Avanguardia Nazionale, che guidati da Stefano Delle Chiaie, erano già abituati agli scontri di piazza. Avanguardia Nazionale era inoltre supportata da alcuni esponenti del FUAN e del MSI. Al termine degli scontri i fascisti guidati da Delle Chiaie e il FUAN occuparono la facoltà di Giurisprudenza, mentre gli studenti di sinistra occuparono Lettere. Si registrarono 148 feriti tra le forze dell'ordine e 478 tra gli studenti. Ci furono 4 arrestati e 228 fermati. Otto automezzi della polizia furono incendiati. Cinque pistole furono sottratte agli agenti.

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