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Considerazioni sull' economia italiana

Eg. Direttore Belpietro, fermo restando il Suo diritto a non pubblicare, per me sarebbe molto utile conoscere i motivi per i quali la mia lettera del 7 marzo u.s., che trascrivo, non é stata pubblicata. La ringrazio molto. Torino, 12 marzo 2012 TESTO DELLA LETTERA NON PUBBLICATA Egregio Direttore, secondo me, gli Italiani hanno maturato il convincimento secondo cui il Presidente del Consiglio ha come scopo del suo mandato istituzionale quello di ricollocare il Paese in una posizione di assoluto rispetto nell’ ambito europeo. Finalità assolutamente encomiabile della quale non si può che essere orgogliosi. E’ innegabile che i risultati ci siano : lo spread è tendenzialmente in discesa, gli altri Paesi dicono un gran bene dell’ Italia ma ancor di più lo fanno nei confronti del Presidente del Consiglio italiano che miete successi per “le sue capacità professionali e per il coraggio dimostrato”. Si è acquisito, tuttavia, anche il convincimento che per raggiungere l’ obiettivo di cui sopra, il Prof. Monti, deliberatamente non si renda conto che il regime fiscale imposto al Paese non é sostenibile. Il popolo è stanco di vedersi portar via ciò che ha faticosamente creato, risparmiando, nel corso della propria vita di lavoro. Avevamo, tutti, posto una gran fiducia nell’ azione del nuovo Governo, essendo formato da Tecnici dell’ economia, di assoluto rispetto. Si pensava che il Governo avrebbe seguito la strada che : - eliminando i privilegi (fra i quali certi stipendi che, confrontati con la paga di un operaio, fanno gridare allo scandalo, perché nessuna valutazione di merito può autorizzare una discriminazione così elevata in un Paese democratico (?!?); - riducendo le spese pubbliche, dando efficienza alla pubblica Amministrazione attraverso una revisione delle incombenze e delle procedure burocratiche che avrebbero portato anche ad una riduzione dei costi della burocrazia; - varando “tecniche di controllo” capaci di eliminare la corruzione in occasione della realizzazione, “a volte solo sulla carta”, di opere pubbliche il cui costo, in rapporto all’ utilità finale è sempre eccessivo (è appena il caso di richiamare l’ azione altamente meritoria delle trasmissioni TV come “le iene” o “strisca la notizia”; - altri provvedimenti degni di una equipe di Professori; sarebbe riuscito a farci vivere meglio senza peraltro assistere allo scempio delle nostre tasse. A quest’ ultimo riguardo e e senza con ciò voler lanciare un salvagente a favore degli evasori fiscali, vorrei chiedere a ciascun Componente del Governo se non si sia mai posta la domanda circa i motivi che portano all’ evasione, a parte i casi di autentica criminalità per mole di evasione, la cui ovvia risposta consiste nella considerazione secondo cui le tasse sono eccessivamente alte e servono in gran parte ad alimentare la corruzione e gli sprechi. Nulla è stato fatto di tutto questo ed inoltre si ha l’ impressione che il Governo, partito con l’ etichetta di “duro che non guarda in faccia a nessuno” sia stato oggetto di pressioni da parte di partiti, caste,…….….col risultato che i ricchi,in pratica, a fronte della loro fortuna finanziaria,non vengono toccati, o quasi, dai provvedimenti governativi che stanno mettendo in ginocchio un Popolo di diverse decine di milioni di persone che dispongono di poche o di nessuna risorsa. In definitiva, tutti si interrogano su quello che sarà il futuro non dell’ Italia ma degli Italiani, sempre che ci sia un futuro per la massa degli Italiani che non hanno avuto la fortuna o la capacità di appartenere ad un certo Mondo di “eletti”; ciò anche in considerazione del fatto che si sta litigando sui diritti dei lavoratori (art. 18 ed altro) ma non ci si sta preoccupando del fatto che le possibilità di lavoro,giorno per giorno, diminuiscono ed aumentano i disoccupati ed i cassaintegrati. Fino a quando può durare questa situazione? E’ meglio non pensare alle nefaste conseguenze che una tale situazione comporta…………

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