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Italia: solo un'espressione geografica?

Dopo aver rinunciato alla sovranità territoriale (si pensi, ad esempio, al trattato di Osimo o alla scarsa difesa degli interessi nazionali in sede europea), dopo aver legalizzato un omicidio come l’aborto, dopo aver sottomesso la sovranità popolare ai potentati finanziari (è storia di questi mesi), si prendono in considerazione l’abolizione dell’insegnamento della Divina Commedia nelle scuole e la legalizzazione dei matrimoni gay. I nostri Padri si sacrificarono per 70 anni per edificare l’Italia unita. Dal secondo dopoguerra si sta demolendo la parte sana ed umana dei principi sui quali fu edificata. Torneremo ad essere, nelle parole del Metternich, una mera “espressione geografica”? L’Europa delle Nazioni, ognuna portatrice delle sue tradizioni e dei suoi valori, è un’illusione? Alberto Casirati

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