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Il fantasma dell'informatico

In un periodo nel quale si fa un gran parlare di liberalizzazioni e di scardinamento di certe caste inossidabili forse non tutti sanno che esiste ancora un mestiere fantasma: quello dell'informatico. Gli informatici non hanno un albo, non sono una categoria e ovviamente non hanno nemmeno un contratto. Sono di volta in volta inquadrati al ribasso come metalmeccanici, addetti al commercio, chimici, tessili, precari di ogni sorta o peggio ancora freelance figli di nessuno. In un paese nel quale giustamente hanno un contratto, una categoria e una dignità figure professionali come le maschere dei cinema, i maghi, le colf e dove recentemente hanno rivendicato il sacrosanto diritto a veder riconosciuta la loro professione anche i collaboratori dei politici (al secolo portaborse), gli informatici continuano a non esistere. Dal neodiplomato che sviluppa siti web a tempo perso al professionista che lavora da una vita su impianti industriali sofisticati e complessi, l'informatico non esiste. Per esercitare la professione dell'informatico non servono titoli di studio, non serve alcuna iscrizione ad alcun albo, non servono credenziali o requisiti di alcun tipo. Qualsiasi primate col pollice opponibile può improvvisarsi informatico e proporsi sul mercato, compreso quello dell'amministrazione pubblica. Il risultato è un far-west senza regole, dove aziende grandi, medie e piccole si scannano tra di loro. Un mercato potenzialmente fiorente ma completamente rovinato non "dai cinesi" o “dalla crisi” ma da una cronica assenza di regole che ha portato al cannibalismo e alla svendita al massimo ribasso delle risorse e delle loro professionalità, a vantaggio della cialtroneria e dell'improvvisazione. Un esempio? Se per entrare nella sala operatoria di un ospedale servono (giustamente) le qualifiche opportune, per mettere le mani sui server dello stesso ospedale può bastare un qualsiasi analfabeta di primo pelo piazzato là dalla meno qualificata delle ditte esterne che, proprio in quanto tale, ha vinto l'appalto per i servizi grazie massimo ribasso e bluffando ignobilmente sui requisiti. Per capirsi, fermare il sistema informativo in un ospedale significa bloccare il pronto soccorso, i laboratori di analisi, la refertazione, il centro prenotazioni, le casse, eccetera, eccetera. Come può un paese definirsi industrializzato se proprio l'informatica, uno dei principali strumenti di sviluppo ed innovazione tecnologica, rimane una disciplina fantasma nella quale non vengono nemmeno riconosciute, regolamentate e tutelate la figure professionali che vi operano? ___________________________________ Wasabi wasabi.spazioblog.it@alice.it http://ilpaesedeibalocchi.spazioblog.it

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