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SE TUTTO VA BENE SIAMO ROVINATI

Gentilissimo Direttore, se tutto va bene siamo rovinati. In Italia manca il lavoro di qualità, quello a cui aspirano i nostri troppi laureati (c’è però chi si ostina a sostenere che sono troppo pochi), spesso costretti a emigrare per poterlo trovare in qualche altra parte del mondo. Stando a quanto risulta sempre più evidente, tuttavia, anche i lavori per i quali non è richiesta una laurea non abbondano neppure loro. Si continua a ripetere, a mo’ di disco rotto, che questi lavori gli Italiani non li vogliono fare, che li devono fare gli immigrati, fatto sta che negli ultimi tempi è sempre meno raro trovare Italiani che fanno richiesta per un lavoro qualsiasi e stentano assai a trovarlo. Non c’è che dire, siamo messi bene. Il guaio è che Destra e Sinistra si sono date la mano, sventolando alto il vessillo dell’Europa unita, per portarci al punto in cui ci troviamo. L’Europa ci ha riempito di immigrati: ci hanno detto e continuano a dirci che non bisogna respingerli, e che però bisogna anche far in modo che non emigrino verso altri Paesi europei (la Francia in particolare), che potrebbero respingerli al mittente, come è capitato durante la primavera araba. In effetti migliaia di profughi sono sbarcati in Italia in quel periodo con l’intenzione di approdare in Francia, ma sono stati respinti in massa al confine italo-francese tra Ventimiglia e Menton. Ero convinto che, mentre la Sinistra ci avrebbe sicuramente rovinato con la sua politica dell’”aggiungi un posto a tavola, che c’è un amico in più”, la Destra avrebbe tentato di opporre resistenza, anche a costo di fare qualche dispetto a questa Europa di burocrati che ci ha massacrato e che ci massacrerà anche nei prossimi anni. Mio malgrado, sono arrivato a una triste, tristissima conclusione, basata non sui proclami e sulle cose sbandierate a mo’ di propaganda politica, ma sulla semplice analisi dei dati di fatto. A parole il Centrodestra ha fatto della lotta all’immigrazione il suo cavallo di battaglia, mentre il Centrosinistra non ha mai celato la sua simpatia per una società multiculturale e multietnica. Nei fatti risulta invece che i permessi di soggiorno sono stati concessi a profusione, ovvero a centinaia di migliaia, dai Governi del Centrodestra, mentre il Centrosinistra è stato decisamente più parsimonioso, per quanto nei proclami desse l’impressione di voler spalancare le porte a tutti. Ricordo che in concomitanza con l’entrata in vigore della legge Bossi-Fini fu concessa una sanatoria che, a detta di Bossi, avrebbe regolarizzato10-15.000 persone, mentre poi le regolarizzazioni, in buona parte ottenute da chi non ne avrebbe avuto neppure titolo (come aveva denunciato e documentato all’epoca anche Striscia la Notizia), hanno abbondantemente superato le 700.000. Con le relative ricongiunzioni sono arrivate altre centinaia di migliaia di persone e altre ancora arriveranno nei prossimi anni. Niente del genere fu mai realizzato dal Centrosinistra. Sembra che vi sia stata una sorta di inversa proporzionalità tra proclami e risultati. Poi è venuta la fase numero due: dopo l’approvazione della legge che prevedeva il reato di clandestinità, formulata in modo da non produrre alcun effetto, si è concessa la seconda maxisanatoria, di centinaia e centinaia di migliaia di regolarizzazioni. Qualunque famiglia, italiana o extracomunitaria (e qui la farsa era al suo culmine), che avesse un reddito lordo di 20.000 euro all’anno, corrispondente a un reddito netto di circa 1.200 euro al mese, cioè praticamente tutte le famiglie con un reddito dichiarato, e cioè che non erano riuscite a evadere il fisco (essendo tale reddito familiare appena compatibile con la sopravvivenza), avevano diritto a regolarizzare tre persone, cioè una colf e due badanti. Non erano previsti controlli (quand’anche lo fossero stati, si sa come vengono fatti in Italia) e perciò con una semplice dichiarazione e senza nessun accertamento, con l’eccezione di quello inteso a verificare che fossero stati versati 500 euro per ogni persona da regolarizzare, si è dato il via alla più grande sanatoria mai realizzata. In effetti la cosa è avvenuta all’insegna del “tutto rigorosamente falso”. Non penso infatti che ci sia nessuno disposto a credere che una famiglia con un reddito di 1200 euro al mese si potesse permettere di spenderne altrettanti (e forse qualcuno in più) per pagare stipendio e contributi a una colf o a una badante. Figurarsi quando le persone da regolarizzare fossero addirittura tre. Evidentemente per la legge era plausibile che una famiglia con un reddito mensile di 1200 euro ne potesse spendere più di 3600 euro per mantenere tre persone al suo servizio. Non mi pare poi che fosse in alcun modo previsto che si dovesse neppure documentare lo stato di necessità, vale a dire, per esempio: in famiglia c’erano due persone non autosufficienti certificate e perciò servivano due badanti. Chiunque poteva richiederle, senza che servissero giustificazioni. E’ del tutto evidente che si è trattato di una sanatoria generalizzata e fuori controllo, anche perché le persone regolarizzate, ottenuto il loro permesso di soggiorno, il giorno dopo avevano tutto il diritto di licenziarsi, nell’ipotesi che avessero mai davvero lavorato come colf o badanti. Almeno ci avessero risparmiato la farsa del limite di reddito: neppure Pinocchio avrebbe osato tanto; che fosse ufficialmente dichiarato che si potessero pagare stipendi con soldi che non si hanno (o l’aritmetica è sconosciuta alla legge?) è una cosa che stentavo a credere e che non avrei mai neppure osato immaginare. Mi pare però che la legge fosse formulata così. Non mi sarei meravigliato più di tanto se una legge siffatta fosse stata confezionata dal Centrosinistra, ma non avrei mai creduto che il Centrodestra potesse concepire un simile capolavoro. Sarei contento di essere smentito e di aver mal interpretato, ma, ahimè, credo che la cosa si sia realizzata proprio nei termini che ho sommariamente descritto. Un’ultima amara considerazione: non posso far a meno di concludere che, in definitiva, il Centrosinistra le porte le spalanca a parole, come il cane che abbaia e non morde, il Centrodestra nei fatti. Ciò nonostante, gentilissimo e stimato Direttore, non ho ancora perso del tutto la speranza che il Centrodestra, ammesso che ancora esista, possa fare qualcosa di più del predicare bene e razzolare male. Spes ultima dea: la speranza è sempre l’ultima a morire. Con i più cordiali saluti.

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