Cerca

La credibilità dello Stato

Egregio Direttore, Sono a chiederle cortesemente spazio in rubrica per esprimere il mio personale disappunto e quello della mia associazione per gli eventi legati alla missione antipirateria nell’oceano indiano. Mi riferisco ai fatti che hanno portato all’arresto dei due sottufficiali fucilieri del Reggimento San Marco, in dispregio di qualsiasi legge internazionale. Ci sentiamo umiliati ed offesi dall’India ma anche dal comportamento dei nostri governanti i quali, dopo aver correttamente protestato attraverso i tradizionali canali diplomatici, avrebbero dovuto adottare tutte quelle misure necessarie per dissuadere l’India dal mantenere un simile comportamento irriguardoso. Un Paese che non si fa rispettare non merita rispetto e se la classe politica non comprende il danno che può derivare da tale atteggiamento vuol dire che è consapevole di non aver più alcuna credibilità. In Italia spira un preoccupante antimilitarismo fin dal secondo dopoguerra e solo dopo la caduta della cortina di ferro , quando cioè sono iniziate le “pacifiche” invasioni di extra-comunitari (europei e non), ci si è accorti di quanto pericoloso fosse tale atteggiamento. Da poco tempo si è ricominciato a parlare dei valori della bandiera e dell’inno nazionale. Il ritardo accumulato però pesa enormemente sulla mentalità delle generazioni meno giovani, spesso ignoranti la nostra storia risorgimentale, troppo a lungo trascurata dalla scuola pubblica e le conseguenze sono quelle di non avere una classe dirigente e soprattutto politica in grado di affrontare queste emergenze. Vorrei però entrare nel merito di quanto accaduto e sta accadendo. La decisione del comandante della nave di entrare nelle acque territoriali e nel porto indiani rappresenta, dopo il poco edificante comportamento del comandate di Nave Concordia, un’altra scossa al prestigio della categoria. Ma è veramente difficile credere che sottufficiali in missione per conto dell’Italia abbiano deciso di consegnarsi alle autorità indiane senza aver ricevuto un preciso ordine dai vertici della Difesa. Il silenzio assordante dei vertici del Ministero su tale circostanza lascia l’amaro in bocca e fa pensare !!!! Mi auguro che i “tecnici” al governo, non abbiano sottovalutato le possibili ulteriori conseguenze sulla nostra credibilità, già messa a dura prova per altri versi, e diano un segnale inequivocabile all’India ma anche al popolo italiano per far comprendere al mondo intero che l’Italia è un grande Paese e, come tale, non può essere vilipeso impunemente. Egregio direttore, anche la stampa deve fare la sua parte spronando ogni giorno il governo ed vertici dello Stato per far luce su ciò che è realmente accaduto; verificare quali siano le regole d’ingaggio, se l’azione è stata videoregistrata, se è stata ben definita la catena di comando per individuare eventuali responsabilità e, se riscontrate deficienze o errori, prendere gli opportuni provvedimenti affinché simili incidenti non abbiano più a ripetersi. Cordialmente suo Enzo Dott. Bertelli Capitano di Vascello (ris. MM) (Presidente dell’Associazione Culturale Libertà@Progresso)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog