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bunga bunga, spread, articolo 18

Ho sempre pensato che art 18 e spread, fossero degli strumenti di distrazione di massa, alla stessa stregua del bunga bunga, che da oltre tre anni sono utilizzati dai media, dai politici, e dalle Istituzioni, per distrarre il popolo rispetto ai reali problemi del paese, che va come un treno senza freni verso il baratro. Basta vedere il nostro PIL che continua a scendere, il nostro debito che continua a salire, la disoccupazione che cresce, l’occupazione che cala, il potere d’acquisto degli Italiani che scende e coloro i quali, evasori o non evasori, che avevano qualche soldo che fuggono dalle terre Patrie. Ho fatto l’imprenditore per oltre trent’anni, non ho mai avuto alle mie dipendenze meno di trecento dipendenti, non ricordo che mai abbia utilizzato l’articolo 18 per licenziare un dipendente, in effetti, non ho mai licenziato alcuno ma ho sempre assunto senza mai pensare a licenziare. Ho dovuto licenziare tutti i miei dipendenti, l’anno scorso, per un argomento di cui nessuno sembra accorgersene che da cinque anni sta falciando molte pmi, che è il credito. Non mi è simpatica la Camusso, come non mi sono di mio gradimento le OO.SS. e le AA. II, sono enti, lontani dal territorio, autoreferenziali, cui ormai non crede più nessuno, come partiti e politici. Ero quasi certo che la Camusso, questa volta, condizionata dal Pd, dal governo tecnico, e dalle altre OO.SS., cedesse e accettasse l’accordo sull’art 18, invece inaspettatamente ha difeso tutte le prerogative dell’articolo 18. Mi sono chiesto perché non ha ceduto di fronte a tante pressioni, considerato che questo articolo 18, sembra non interessare a nessuno degli interessati, imprese e dipendenti. Devo riconoscere che la Camusso ha ragione da vendere a difendere il valore (simbolico) di un posto di lavoro. Ha ragione. In effetti, la Camusso è rimasta la sola a dare valore non solo al posto di lavoro ma anche al mantenimento dello stesso posto di lavoro e alla fidelizzazione tra lavoratore e impresa. Ha ragione per lo stesso motivo per cui le imprese hanno torto a non dare valore ai posti di lavoro che riescono a creare ed al numero di occupati che hanno la forza di mantenere. Ha ragione la Camusso per lo stesso motivo per cui hanno torto le Istituzioni a tassare (IRAP) molto di più una impresa, che a parità di ricavi e di utili, ha dipendenti rispetto a una che non ne ha. Ha ragione la Camusso per lo stesso motivo per cui hanno torto le Istituzioni Finanziarie a dare molto più credito a una azienda che fa solo utili senza alcun dipendente rispetto a una impresa con molti dipendenti con poco utile ma, cosa molto importante assolve ad un compito sociale Istituzionale che, guarda caso, dovrebbe ricordarselo anche il nostro Presidente Napolitano, è sancito non dall’articolo 2, 3, o 18 della nostra Costituzione ma dall’articolo 1: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La Camusso non mi piace, aggiungo che mi è antipatica, ma sono invidioso della sua determinazione, della forza della sua convinzione, del timore che incute nelle forze politiche e del rispetto che riesce comunque a ottenere nel difendere anche posizioni squisitamente ideologiche. Invidio una come la Camusso, mi piacerebbe che le pmi avessero una come la Camusso a difendere il valore della creazione e del mantenimento di un posto di lavoro con la stessa determinazione e la stessa forza e convinzione della Camusso. Una Camusso delle pmi che con determinazione battendo i pugni sul tavolo del Governo chiedesse giustizia ed equità per tutte quelle imprese cui è applicata una tassa Incostituzionale, come l’Irap, per aver commesso il grave errore di aver creato dei posti di lavoro. Una Camusso delle pmi che lottasse contro le banche per vedersi riconoscere il merito creditizio per aver assolto un compito sociale sancito dalla nostra Costituzione. Basta adesso blaterare di argomenti di distrazione di massa, basta bunga bunga, basta spread, basta con l’articolo 18, adesso è il momento che le persone serie parlino e si confrontino su tematiche serie che riguardano il futuro dei nostri figli: lavoro, crescita, credito. Viva la Camusso. Giuseppe Pizzino Imprenditore fallito

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