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CAMORRA CAPITALE

Gentilissimo Dottor Maurizio BELPIETRO In queste ore, stanno emergendo rapporti tra un clan camorristico e un noto gruppo partenopeo ,proprietario di vari alberghi di lusso in Italia, di cui uno a Roma. Si parla di riciclaggio di denaro sporco e altre attivita’ non proprio trasparenti. L’hotel di Roma, un 5 stelle con piscina, sale massaggi e palestre varie, sorge su quella che una volta era la sede dell’ATAC, l’azienda dei trasporti della Capitale. E gia’ qui verrebbe da chiedersi, come il gruppo alberghiero sia riuscito ad ottenere i difficilissimi, se non a volte impossibili, permessi necessari per l’apertura di un mega hotel. Come abbia ottenuto il cambio di destinazione d’uso e’ un mistero, che qualcuno dell’amministrazione comunale capitolina, dovrebbe spiegarci. E soprattutto come e’ stato acquistato il palazzo:un’ asta pubblica o cosa? E qualcuno dovrebbe spiegarci anche, se sono ancora richiesti i certificati antimafia, o se sono soltanto carta straccia. Sta di fatto, che ancora una volta e’ emerso, che Roma e’ il punto di approdo delle varie mafie,in testa la camorra, seguita dalla ’ndrangheta. Ma il peggio e’ che le autorita’ comunali, ancora una volta, hanno dato via libera ad un illecito. L’ennesimo e,ne stia certo,non ultimo, che fa diventare Roma sempre meno Capitale e sempre piu’ preda ambita del malaffare. “PIJAMOSE ROMA” uno slogan, che qualcuno ha interpretato alla lettera. I nuovi lanzichenecchi firmano assegni, portano fiumi di denaro(sporco) e fondano in poche ore societa’ vere o fittizie, con il tappeto di WELCOME! steso dal Comune di Roma. Alla luce di queste indagini, per il bene di questa citta’, che e’ anche la mia citta’, e’ doveroso e urgente commissariare il Comune di Roma e nominare, sempre con la stessa urgenza, un commissario straordinario. Il Ministro degli Interni, che e’ una persona in gamba, non puo’ non intervenire. Se il Comune non e’ colluso, e’ quantomeno distratto.Troppo. Forse ormai e’ gia’ tardi ,ma non voglio arrendermi all’idea di una citta’ governata dalle mafie e in cui un Sindaco non sa’ con chi va a cena e si distrae un po’ troppo davanti al malaffare imperante della citta’, che finge di governare. E finge anche male. Recita una vecchia poesia romanesca,che parla del Tevere”QUANTA STORIA SOTTO ‘STI PONTI.E QUANTA MERDA”.Troppa. Cordialmente Massimiliano Scio’ Roma

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