Cerca

...scempio

Egregio Direttore, è davvero possibile che il Ministero dell'Economia e delle Finanze- Dipartimento delle Finanze - Direzione della Giustizia Tributaria - Ufficio VI - con nota a firma del Dirigente Fiorenzo SIRIANNI, rigetti la mia istanza di autorizzazione all'assistenza tecnica in materia tributaria, formulata ai sensi dell'art. 63 del DPR n. 600/76, richiamato dall'art. 12 del D.Lgs n. 546/92, solo perchè sono stato assoggettato a procedimento disciplinare, utilizzando quale motivazione l’applicazione dei criteri fissati a suo tempo (nel lontano 1954) dal Comitato incaricato della formazione e dell'aggiornamento dell'elenco delle persone autorizzate al predetto esercizio? Questi i fatti. - In data 3/9/2011 con raccomandata AR indirizzata all’Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale del Personale – Ufficio Dirigenti, ho chiesto, ai sensi dell’art. 63, comma 3, del D.P.R. n. 600/73 l’autorizzazione all’esercizio dell’asistenza e della rappresentanza davanti alle Commissioni Tributarie. - In data 12/9/2011 con nota prot. 2011/128642, la Direzione Centrale del Perosnale –Ufficio Dirigenti, mi partecipava di aver trasmesso la mia richiesta al competente Dipartimento delle Finanze – Direzione della Giustizia Tributaria – Ufficio VI. - In data 28/9/2011 con nota prot. 15463, la Direzione della Giustizia Tributaria – Ufficio VI, mi partecipava aver richiesto all’Agenzia delle Entrate per la Puglia – Ufficio Contenzioso un breve rapporto informativo nei miei confronti, in uno al parere in merito al rilascio dell’autorizzazione. - In data 15/12/2011 con nota prot. 20226 la Direzione delle Giustizia Tributaria – Ufficio VI, a firma del Dirigente Renato ACCONCIA mi partecipava che, essendo dall’istruttoria emerso che il sottoscritto era stato sottoposto a procedimento disciplinare, conclusosi con la sanzione del licenziamento dal servizio senza preavviso, tale circostanza costituiva motivo ostativo al rilascio dell’autorizzazione, in quanto l’Amministrazione, nell’espletamento del proprio potere discrezionale deve constatare l’assenza di elementi tali da rappresentare un potenziale ostacolo al corretto svolgimento dell’attività professionale. Nel contempo mi si invitava a presentare entro 10 giorni eventuali osservazioni in ordine ai motivi ostativi e mi si faceva presente che dell’eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni mi sarebbe stata data ragione e contezza nella motivazione del provvedimento finale. - In data 31/12/2011 con raccomandata AR indirizzata alla Direzione della Giustizia Tributaria – Ufficio VI, trasmettevo le mie osservazioni, composte da n. 39 pagine ed 11 allegati. Nello specifico facevo presente che appariva del tutto priva di significato la affermazione contenuta nella nota prot. 20226 e relativa al compito che incombe all’Amministrazione che nell’espletamento del proprio potere discrezionale deve constatare l’assenza di elementi tali da rappresentare un potenziale ostacolo al corretto svolgimento dell’attività professionale. Infatti, amio avviso non risultavano (e non risultano) assolutamente evidenziati né gli elementi che possono raprresentare un potenziale ostacolo né, tanto meno, quale possa essere il nesso logico che intercorre tra il procedimento disciplinare ed il corretto svolgimento dell’attività professionale da autorizzare. Nel contempo, ai sensi della legge n. 241/90 ho chiesto copia della relazione redatta dalla Direzione Regionale della Puglia – Ufficio Contenzioso, al fine di poter comprendere quali fossero quegli elementi emersi a mio carico tali da rappresentare un potenziale (ma non concreto) ostacolo al corretto svolgimento dell’attività professionale. - In data 13/1/2012, con nota prot. 857, la Direzione della Giustizia Tributaria mi trasmetteva copia integrale della nota prot. 2011/50125 del 24/11/2011 della Direzione Regionale della Puglia – Ufficio Contenzioso, a firma del Capo Ufficio Dott. Angelo MANCAZZO, il quale dopo aver evidenziato i miei dati anagrafici, le mie funzioni svolte e la sussistenza del procedimento disciplinare, al punto n. 4 della citata nota così testualmente recita:” Alla luce delle considerazioni che precedono e sulla base di quanto stabilito dal Comitato ministeriale, ...omissis... si esprime parere sfavorevole in merito al rilascio dell’autorizzazione”. - In data 23/01/12, con nota prot. 1460, la Direzione della Giustizia Tributaria – Ufficio VI, a firma del Direttore Fiorenzo SIRIANNI mi faceva presente che:”...omissis... l’istanza di autorizzazione presentata dalla S.V. non è accolta. Ciò in quanto l’esito positivo della richiesta in oggetto è connesso ...omissis... anche all’assenza di significative sanzioni disciplinari/penali o contabili durante la carriera in base ai criteri fissati a suo tempo dall’apposito comitato ministeriale ...omissis...”. - Considerato che sia la Direzione della Giustizia Tributaria – Ufficio VI - che la Direzione Regionale della Puglia – Ufficio Contenzioso – facevano esplicito riferimento ai criteri fissati a suo tempo dall’apposito Comitato Ministeriale, ho ritenuto indispensabile richiederne copia. A seguito di mia istanza formulata ai sensi della legge n. 241/90, tesa ad ottenere copia del citato provvedimento redatto dallo “sconosciuto Comitato”, con nota prot. 3217 del 20/02/2012 mi è stato spedito dalla Direzione della Giustizia Tributaria – Ufficio VI - una copia dei “Criteri di Massima” adottati a suo tempo dal Comitato. In pratica trattasi di un VEBALE COMPOSTO DI 16 PAGINE IN CUI VI E' IL RESOCONTO DELLE SEDUTE DEL 30 APRILE, 4 E 7 MAGGIO 1954 , riportante sul frontespizio con scriutturazione a mano " Criteri di massima". In fondo alla pagina n. 10, dopo un chiarissimo "omissis" è riportato quanto segue: Letto, confermato e sottoscritto Il segretario F. Izzo Il sottosegretario di Stato F.to Castelli VISTO si approva il MINISTRO F.to Tremelloni Poi segue un verbale n. “illegibile” della seduta del 30 ottobre 1974. La pagina si apre con un “omissis”, espone delle considerazioni di scarsa entità per circa 18 righe e si conclude con un “omissis”. Non vi sono firme. Poi segue un allegato n. 8, composto dal foglio n. 12, n. 13 e n. 14 che si chiude con una firma illegibile. Poi segue un verbale del 4 dicembre 1975. La pagina si apre con un “omissis”, espone delle considerazioni di scarsa entità per circa 19 righe e si conclude con un “omissis”. Non vi sono firme. In entrambi gli ultimi due verbali non è indicata neppure la composizione del “COMITATO”, tant’è che i fogli sono privi di qualsiasi firma come già detto in precedenza. Tutti i verbali sono assolutamente privi dell’apposizione del numero di Protocollo, elemento questo sicuramente indispensabile ed obbligatorio per qualsiasi atto della Pubblica Amministrazione. Ma che importa, tanto si tratta di quel povero imbecille del Tortora al quale è possibile ledere la dignità senza troppo problemi. Sicuramente i personaggi presenti alla seduta del 4 dicembre 1975 difficilmente possono essere stati gli stessi della seduta del 30 aprile, 4 e 7 maggio 1954, atteso che dall’anno 1954 all’anno 1975 sono trascorsi ben 21 anni! Inevitabilmente la Morte avrà colto anche qualcuno di loro...immagino. Il predetto verbale, nonostrante le diverse e certosine ricerche, non risulta pubblicato ufficialmente il nessun bollettino dell'Amministrazione Finanziaria né in alcun testo sotto forma di Circolare e/o Risoluzione. Ma ecco che l’autorevole parere del fantomatico Comitato, datato anno 1954, all’improvviso appare, solo ora, dopo ben oltre 58 anni che riposava sereno e tranquillo nelle polverose stanze ormai dimenticato, ma ridestato in tutto il suo vigore ermenutico solo per denegare al dott. Tortora un suo sacrosanto diritto. Lei, Sig. Direttore ritiene legittimo ed onesto che ciò accada nel nostro democratico e trasparente paese, laddove un Funzionario qualunque si arroga il diritto di interpretare le disposizioni di legge ed applicarle senza alcuna analisi critica, senza uno straccio di motivazione in palese violazione della legge n. 241/90, forse solo perché “i problemi e le conseguenze che ne discendono non intaccano la sua coscienza, sempre che ne abbia una, ma danneggiano irrimediabilmente un altro”. Al riguardo mi permetto di richiamare alla sua attenzione la Sentenza n. 442 del 26/7/2001 emessa dalla Sezione I del TAR per l’Emilia-Romagna, il quale per un caso analogo ( contestuale presenza di richiamo scritto per attività incompatibili, presenza di censura eriduzione di un decimo dello stipendio per un mese a seguito di comportamento scorretto verso i superiori), ha accolto il ricorso del ricorrente così ragionando:”Tuttavia atteso che, in generale, il potere discrezionale autorizzatorio comprende anche quello inibitorio, l’autorizzazione può essere negata, ma in presenza dei menzionati requisiti (n.d.r. venti anni diu servizio effettivo), quando sussistono potenziali ostacoli al corretto esercizio della professione, sotto il profilo deontologico e morale ( vedi TAR Lazio, sez. II del 15/9/1987, n. 467). L’esercizio di tale discrezionalità, specie se in senso negativo per l’interessato, deve naturalmente essre congruamente motivato, per principio generale e in applicazione dell’art. 3 della legge n. 241/90, in ordine alle circostanze ostative e alla valutazione della loro rilevanza negativa ai fini del corretto esercizio della professione. E’ agevole rilevare come ciò non sia avvenuto nella fattispecie: -anzitutto, non è certamente agevole cogliere “ictu oculi” il nesso tra i comportamenti sanzionati (svolgimento di attività incompatibile) e l’idoneità ad un corretto svolgimento delle funzioni di assistenza e rappresentanza, perciò le ragioni della ritenuta rilevanza di tali comportamenti ai fini considerati dovevano essre esplicitati in motivazione, non essendo rivelate né dalla natura dei fatti, né dal tenore delle sanzioni: Tanto meno si comprende perché i fatti considerati siano di gravità e rilevanti così da esonerare l’Amministrazione do ogni e qualsivoglia valutazione della condotta complessiva tenuta durante tutto il servizio. Conclusivamente, la parzialità degli elementi considerati e la mancata esplicitazione del giudizio di rilevanza degli stessi in termini di affidamento sul corretto svolgimento delle funzioni da autorizzare, confermano la fonadatezza delle censure di carenza istruttoria e, rispettivamente, motivazionale”. Che dire, in conclusione, nel mio caso laddove ho svolto con onestà, abnegazione ed amore il lavoro nei confronti dell’Amministrazione a far data dal 1 giugno 1978 fino al 14 settembre 2009; dal 1 gennaio 2004 al 14 settembre 2009 non ho fatto un giorno di assenza per malattia o altro; dal 10 maggio 2004 al 23 giugno 2009 ho ricoperto il ruolo di Capo Area Servizi prima e di Capo Area Controllo successivamente presso l’Ufficio di Brindisi e, durante tutto il periodo, pari a mesi 61 e giorni 15, sono sempre stato presente mediamente in Ufficio tra le 7 e le 9 ore di lavoro, oltre il viaggio di andata e ritorno da Bari-Santo Spirito a Brindisi e viceversa, località distanti precisamente Km 135,500. Rientrando a Bari ogni sera verso le 19,30-20,00, quale attività incompatibile potevo svolgere! Tanto premesso, La invito ad intervenire in autotutela per riscattare con senso di dignità quella violenza gratuitamente ed illegittimamente perpetrata nei mei confronti. Resto a disposizione per ogni chiarimento. La saluto cordialmente e fiducioso attendo un suo cenno di risposta.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog