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prima di vendere Sea bisogna far rispettare la Legge a Linate

Egregio direttore, in questi giorni si sente un gran parlare di vendita e privatizzazione di Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Milano; non entro del merito se sia meglio o peggio, corretta o meno come operazione perchè lo stanno già facendo tutti i politici milanesi e lombardi. Vorrei porre l'attenzione su un problema assai più importante che riguarda il destino e il futuro di Milano Malpensa: il ruolo che dovrebbe avere Linate. Come più volte abbiamo scritto sul portale di Aeroporti Lombardi ci sono alcune cose strane e scorrette che avvengono a Linate e a quanto pare tutti fanno finta di nulla. Partiamo da qualche premessa: il decreto Bersani Bis del 2001, legge riguardante la ripartizione del traffico aereo passeggeri sul sistema aeroportuale di Milano, stabilisce che i vettori comunitari possono operare collegamenti di linea point to point , mediante aeromobili del tipo narrow body (unico corridoio), tra lo scalo di Linate e altri aeroporti dell`Unione europea sulla base dei volumi di traffico passeggeri, in arrivo e in partenza, registrati tra i medesimi aeroporti e il sistema aeroportuale di Milano, nell'anno solare 1999. Il Decreto stesso conferma la necessita' di provvedere, entro la fine dell'anno 2001, ad una verifica del funzionamento della ripartizione del traffico aereo sul sistema aeroportuale di Milano, tenendo conto dell'obiettivo prioritario dello sviluppo dell'Hub di Malpensa. Fatte queste 2 premesse occorre però ricordare che in tutti i principali paesi ove si è costruito/ampliato un nuovo grande aeroporto (Monaco soprattutto, Oslo, Stoccolma, Hong Kong ma persino Atene e ora Berlino) si è sempre chiuso il precedente scalo cittadino al fine di rendere competitivo e conveniente l'apertura di rotte intercontinentali da un unico scalo ove arrivino anche i voli di corto e medio raggio dediti sia al traffico originante/destinante che al traffico transitante fondamentale per tenere in vita ulteriori collegamenti che necessitano di ulteriori passeggeri originanti altre città... a Milano non si è mai avuto il coraggio e la volontà politica di andare fino in fondo e si adottò quindi una ripartizione del traffico. A quanto mi risulta, al contrario di quanto riportato nel Decreto, non si è mai provveduto a effettuare una verifica circa l'effettivo funzionamento di questa ripartizione e il problema è persino peggiorato negli ultimi mesi, è notizia ancora recente di Maggio 2011 la chiusura di Lufthansa Italia e con essa tutte le ambizioni di far diventare Malpensa un hub della compagnia, chiusura motivata dai vertici di Lufthansa con l'impossibilità di poter far convivere il progetto su Malpensa con l'attuale concorrenza di Linate. Come non ricordare i recenti episodi di compagnie che hanno traslocato voli da Malpensa a Linate? Nel mese di Ottobre 2011 Air France ha trasferito tutti i voli per Parigi da Malpensa a Linate dove oggi opera ben 6 frequenze giornaliere nonostante il limite del decreto fissa massimo 2 voli al giorno; dal 25 marzo 2012 anche Klm trasferisce tutti i voli per Amsterdam da Malpensa a Linate da dove opererà 4 frequenze giornaliere nonostante il limite del decreto preveda un solo volo giornaliero. Il problema è proprio il non rispetto dei limiti di frequenze imposto dal Decreto che di fatto impoverisce Malpensa non rendendo conveniente l'apertura di alcune destinazioni di lungo raggio più deboli che senza i voli di feederaggio non posso reggere. Inoltre sul corto/medio raggio chi apre i voli su Malpensa oltre a dover giustamente far fronte alla concorrenza dei voli presenti deve anche lottare contro la concorrenza di Linate che parte da un punto privilegiato e di quasi monopolio Sky Team. Infatti anche altre compagnie aggirano facilmente i limiti imposti, ad esempio ad Aprile Cai-Alitalia da Linate volerà a Napoli anche 10 volte al giorno ad Aprile nonostante il decreto preveda un limite di 2 voli giornalieri: tutte queste frequenze moltiplicate sono frutto di una allegra interpretazione delle restrizioni, infatti Cai-Alitalia è titolare di ben 5 Coa (certificato operatore aereo) e di conseguenza pur facendo capo a un unico vettore utilizza i codici di volo di 5 sue compagnie (ex Alitalia, ex Airone, ex Airone Cityliner, ex Volare, ex Alitalia Express) che ormai sono solo sulla carta: avete mai visto un aereo colorato Volare negli ultimi tempi? o un sito internet ove acquistare questi fantomatici voli? no perchè sono vettori solo sulla carta per aggirare il decreto Bersani Bis a Linate. Persino compagnie come British Airways e Lufthansa volano su Londra e Francoforte più del consentito utilizzando i code share di Eurofly o Air Dolomiti, tutte le compagnie straniere portano quindi il traffico pregiato verso i propri Hub a discapito del Pil nostrano e del lavoro che manca a Malpensa (catering, handling, hotel, taxi...) Un ulteriore aggiramento della normativa avviene su un altro punto, ossia il traffico point to point (punto a punto). Una lettura attenta di questo termine vorrebbe far pensare che da Linate un passeggero può andare a Parigi e fermarsi, invece qualsiasi compagnia straniera vende un Linate-Parigi-New York o un Linate-Francoforte-Hong Kong senza nessun tipo di problema ne per le valige ne per le carte di imbarco.... persino Alitalia-Cai vende ad esempio i voli Linate-Roma-Pechino senza alcun tipo di problema e persino dei fantomatici Bari-Linate-Londra Quindi cosa intendono per collegamenti di linea point to point il Ministero e l'Enac che dovrebbero vigilare sul rispetto di questi paletti? Come ben sappiamo la rivalità di Linate nei confronti di Malpensa non ha consentito prima a Klm, poi ad Alitalia e infine a Lufthansa di poter insediare con successo un hub in quanto la dispersione dei voli di breve-corto raggio a Linate unita alla concorrenza dello scalo cittadino a favore degli hub stranieri non rende conveniente l'apertura di alcune rotte intercontinentali che attualmente da Malpensa non possono reggere. Eppure basterebbe fare come a Berlino dove chiudono i 2 vecchi scali per avere da Giugno un rinnovato grande aeroporto che possa garantire la massimizzazione degli investimenti e dei voli diretti. Serve da parte del sistema politico ed economico milanese e lombardo una attenta e seria riflessione perchè come recentemente ammesso dall'Assessore Cattaneo e dall'imprenditore Gamberale bisogna ridisegnare i limiti di Linate per poter avere un grande aeroporto intercontinentale che una città come Milano e una regione come la Lombardia si meritano. Cordiali Saluti 22/03/2012 Alessandro Quaglia, vicepresidente Associazione Aeroporti Lombardi

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