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Una strana iniziativa della Telecom

Lo scorso anno e anche nell'anno in corso con le medesime modalità, la Telecom Italia S.p.A. ha consentito a un certo numero di suoi dipendenti che ne facessero richiesta, di iscriversi ai corsi di laurea triennale dell'Università Telematica Uninettuno.L'azienda ha pagato a ciscuno dei dipendenti che hanno deciso di iscriversi, la quota di iscrizione al primo anno che ammonta a circa 2000 euro. La Telecom garantisce inoltre l'iscrizione agli anni di corso successivi al primo a tutti coloro che abbiano superato almeno il 50% degli esami previsti da ciascun anno accademico dei vari corsi di laurea. C'è da tenere presente che attualmente l'azienda è in contratto di solidarietà, per cui i suoi dipendenti sono soggetti a una riduzione dell'orario di lavoro con conseguente diminuzione della contribuzione mensile. Alla luce di ciò appare singolare che, pur in un momento di grave difficoltà economica, la Telecom si faccia carico di tali costi. Del resto tale iniziativa non ha nulla a che fare con la lotta alla disoccupazione dal momento che interessa persone che lavorano con contratto a tempo indeterminato. Stranamente, molti che nella loro vita non hanno mai avuto nè interessi culturali, nè alcuna voglia di studiare, sono diventati "bravissimi studenti", riuscendo a superare anche più esami in tempi brevi. Per essere ammessi agli esami, che per i dipendenti Telecom sono scritti e si svolgono presso le sedi aziendali, occorre eseguire dei compiti assegnati dai docenti. Tali compiti, che una volta ultimati vengono inviati per via telematica agli stessi docenti, per ammissione di alcuni studenti, vengono a volte copiati da internet senza alcun impegno intellettivo. Anche se non è mia intenzione essere polemico, mi torna in mente quanto affermava un celebre politico italiano, ovvero: "A pensar male si fa peccato ma ci si indovina sempre".

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