Cerca

risposte??

Australia 24 Marzo 2012 Buon giorno Presidente Mi presento sono Enrico Sgaravato cittadino Italiano ed ho ventiquattro anni le scrivo in quanto vorrei avere un suo consiglio. Premetto che Le sto scrivendo alle ventitré ora locale con l'illusione che Lei legga questa mia lettera e Le dirò che questa illusione mi fa piacere e mi fa sentire bene. Dunque il corpo centrale di questa mia lettera è......CHE NE SARA' DI NOI?? DOVE VIVERE?? Ma procediamo con ordine, tutto inizio più o meno una decina di anni fa al momento della scelta per la scuola superiore, Dio solo sa per quale motivo ma allora scelsi la scuola Alberghiera di Adria, mi diplomai con ottimi voti e otteni la qualifica di tecnico dei servizi della ristorazione. In quel periodo conobbi anche Sara che a breve diventerà mia moglie. Finita la scuola e con il cuore e la mente piena di aspettative come solo un ragazzo può essere intrapresi il mondo del lavoro come cuoco scoprii allora che non era ciò che veramente volevo fare e cambiai, cominciai a lavorare come cameriere. All'inizio non mi dispiaceva contatto con la gente buon stipendio mi divertivo, ma c'era qualcosa che non andava non era ciò che volevo non mi sentivo felice. Provai quindi e fermarmi e a pensare con Sara entrambi convenimmo che non eravamo nel settore lavorativo giusto, ne parlammo quindi con amici e parenti ma tutti convenivano sul fatto che con una laurea ora mai non vai da nessuna parte a meno che non ci siano raccomandazioni con il cuore in frantumi ma i nostri sogni ancora nel cassetto ci rassegnammo ad uniformarci alla massa. Comprammo casa nel duemilanove la desideravamo veramente li avevamo riposto tutte le nostre speranze in quella casa saremmo mai stati felici? Da qui in poi la vita sarà tutto un punto interrogativo. Nel frattempo io continuavo il mio lavoro da cameriere la cosa non mi entusiasmava ma il mutuo era da pagare, arrivò il duemiladieci direi l'inizio se non erro la “crisi” alle porte non era ancora cosi forte, ricordo ancora con che fiducia ne discutevo col mio datore di lavoro, il ristorante cominciò a lavorare meno le entrate si ridussero e vedendo la mal parata provai a cambiare ristorante ma le promesse non erano buone provai quindi a cambiare settore ma qui mi scontrai con la fredda e tragica realtà “ troppo giovane e senza esperienza” queste erano le risposte che ricevevo “hai studiato come cuoco e vuoi fare il commesso perché?” era la domanda classica, cominciarono a insinuare in me il tarlo che forse chi aveva sbagliato ero io, solo io. Ma mi rifiutavo di pensarlo a vent'anni non è possibile reinventarsi mi chiedevo? No è la risposta o almeno non ora. Il mutuo ora mai e acceso e adesso??? Ci chiedevamo io e Sara, provai cosi per gioco a mandare qualche CV a Melbourne in Australia e inaspettatamente mi risposero. Non ci potevo credere i nostri sogni assopiti si destarono non ci volevamo rassegnare vogliamo la felicità la meritiamo siamo giovani queste le nostre motivazioni e partimmo. Partimmo con l'idea di reinventarci non intraprendere più il settore della ristorazione ma dedicarci al sociale “sentirci utili” questo volevamo ma i visti per l'immigrazione non erano come creavamo noi frivolamente pensando di poter fare ciò che più ci faceva sentire bene, scoprimmo cosi amaramente che l'unica maniera per restare qui in Australia legalmente era per me diventare Restaurant Manager e cosi feci. A distanza di un anno però cominciarono le prime domande questo non è ciò per cui ero partito, non e la vita che sognavo e di studiare qui in Australia con un visto simile neanche se parla, l'inizio della fine. Nel frattempo la situazione in Italia è crollata drasticamente lavoro per i giovani pari al nulla, prospettive giovani azzerate e politiche sociali pressoché inesistenti ma più le cose andavano male in Italia e più la nostalgia si fa sentire, non so se Le è mai capitato Presidente di vivere all'estero ma le assicuro che si accentua molto di più il legame con la propria terra, le proprie radici comincia a mancare tutto perfino gli odori ed i rumori. Ed è qui che si snocciola la questione, io e la mia fidanzata nel giugno duemilatredici convoleremo a nozze ci sposeremo in Italia e poi vorremo finalmente poterci sistemare li dato che ci sono tutti i presupposti per iniziare una famiglia. Cominciammo cosi a pensare cosa fare ma la risposta è sempre un grande punto interrogativo parliamo con amici e conoscenti chiediamo consigli ma tutti sono unanimi sul fatto che in Italia le cose stanno andando sempre peggio e nessuno vede più uno spiraglio di normalità oramai, siamo in guerra. Non sarà quella combattuta anni fa con baionette e granate ma comunque una guerra è, a colpi di rating, declassamenti, inflazioni e tagli una guerra “ moderna” fatta coi soldi cosi mi piace definirla nella quale la mia generazione è capitata nel mezzo, leggendo queste mie parole mi rendo conto di far La sorridere ma non abbiamo sufficiente esperienza per poter vedere le cose più chiaramente e non vediamo un futuro davanti a noi non vediamo realizzabile l'idea di una famiglia. Io e Sara vorremo con tutto il cuore tornare a Casa con maiuscola perché è cosi che la sentiamo, ma con che prospettive di lavoro?? L'unica sarebbe tornare e continuare a fare ciò che non mi piaceva più? Rinunciare ad una vita felice? Restare qui e rassegnarsi al fatto che dovremmo vivere nella tristezza? Tante domande ci scorrono nella testa, tante domande e poche risposte anzi nessuna direi, più ci pensiamo e più si accentuano i divari tra i due continenti, cuore o testa? Meglio restare dove sicuramente avremo i soldi rinunciano alla gioia di poter vivere a casa o tornare illudendosi di trovare un lavoro? La prego di non cestinare questa mia lettera mi farebbe piacere ricevere una risposta mi rassicurerebbe sapere che nonostante tutto c'è ancora qualcuno che ascolta noi giovani e che offre conforto e aiuto come solo un Nonno può fare in maniera genuina e disinteressata. Concludo augurando Le una buona giornata, Le chiedo scusa per gli eventuali errori grammaticali e/o ortografici che avrò commesso, porto con me l'idea di aver fatto il possibile per me e Sara rivolgendomi a Lei che magari avrà anche cose più importanti a cui pensare ma egoisticamente in questo momento mi sento di meritare una risposta per la bella immagine che cerco nonostante tutto di trasmettere dell'Italia che qui è vista non più come pizza, spaghetti e mandolino ma come Berlusconi e bunga-bunga. Cordiali saluti Enrico Sgaravato

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog