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la scuola di oggi

Caro Direttore, si parla spesso dello sfascio della scuola, e si sentono ripetere le litanie sui tagli di spesa, l’impossibilità di nuove assunzioni, e così via lamentando. Vorrei qui riportare un episodio che attiene ad un diverso capitolo: gli interventi impropri, gestiti da persone incompetenti che producono effetti contrari a quelli desiderati. Mia nipotina (13) frequenta la terza media in un Istituto Statale di Roma. Forse a causa della scarsa “socializzazione” e (mancato) “inserimento” di alcuni elementi – utilizzo il lessico oggi adottato in queste circostanze – la classe è stata affidata alle cure ed attenzioni di uno “psicologo”. Ho richiamato la causa di questo intervento in forma dubitativa dal momento che – è stato detto a causa della “privacy” - non era possibile saperne di più. Nella classe vi è anche un allievo che necessita della presenza di un insegnante di sostegno. Due giorni fa si è svolto quanto segue: l’intera classe, 19 allievi, è stata fatta sedere in circolo, ed a seguito di sorteggio uno dei ragazzini veniva invitato a dire con una parola il proprio giudizio su ciascuno dei compagni. Questa scena si svolgeva alla presenza anche dell’insegnante di lettere. Finito il giro, ciascuno veniva invitato a dare il proprio giudizio su quanto aveva ascoltato dalla bocca del compagno sorteggiato. Si procedeva quindi a nuovo sorteggio per designare un nuovo “referente” e proseguire così il giro di opinioni. Questa scena è durata due ore (perse per attività didattica), e cinque o sei sono stati i “referenti” sorteggiati. Il risultato di tutto ciò è stato che mia nipote l’indomani non è voluta andare a scuola, lamentando indisposizioni immaginarie; in realtà, come ha confessato in seguito, era frustrata dal sarcasmo dei compagni, dalle loro risa e da quelle dello stesso insegnante. Ora chiunque abbia un po’ di “sale in zucca” sa perfettamente quanto siano crudeli i ragazzini nel deridersi a vicenda, nel prendere qualcuno come bersaglio di scherzi, di ingiurie e cattiverie di ogni tipo. Tutto ciò è sempre esistito; in passato era combattuto dall’educazione ricevuta in famiglia e dalla fermezza con la quale genitori ed insegnanti contrastavano questi istinti di “bullo”, nati e sviluppatisi nell’uomo sapiens. Oggi non è più così: penso che genitori ed insegnanti abbiano rinunziato al ruolo di educatori. Tuttavia suscita ancora la mia meraviglia e vorrei scrivere quanto sopra accaduto in manifesti da affiggere per le strade, dal momento che trovo assurdo che uno “psicologo” – del quale mi piacerebbe sapere l’esatta qualifica – organizzi una vera cassa di risonanza dei peggiori istinti, esacerbando gli animi e scatenando le cattive pulsioni di adolescenti. Tanto vorrei segnalare anche alle “autorità competenti”, ammesso che ancora ne esistano in questo sgangherato Paese. Con i miei distinti saluti. Rosario Nicoletti

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