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STAMPA SOVVENZIONATA...PUR CHE SI SCRIVA ?

E per non farmi mancare niente... affondiamo il coltello anche nella carta stampata. Solito a commentare quanto non "garba", provo ad entrare in un campo che pure presenta elementi di criticità..con tutta la simpatia per gli addetti ai lavori della comunicazione. La domanda è: ma un giornale assistito, una Radio o TV locale,in cosa si differenzia da qualsiasi altra azienda in crisi (che diversamente si lascia fallire)..per dover accampare la sovvenzione statale? Magari i dettagli del come...non andiamoli a raccontare ai parenti di quei imprenditori suicidatisi per mancanza di sovvenzione, anzi per aver dovuto subire fatturazioni a tre anni? Per tanti giornali, minori e no, è come avere dei Santi in paradiso...e che cifre? Infatti si era forse iniziato con la richiesta per i soli giornali di partito...Sempre convinto che il giornalismo sia passione e non necessitando di alti stipendi. All'estero qual'è la situazione? Questa sovvenzione di finanziamento pubblico ai giornali,andrebbe spiegata ...proprio sul piano logico razionale (giornali, la cui finalità e consistenza ricorda certi corsi di laurea che rappresentano la quinta essenza dell'originalità in fatto di approfondimento didattico...tenuti e giustificati dallo Stato?). Un'ondata di denaro pubblico, qualcosa come 700 milioni all'anno, in sovvenzione alla Comunicazione, soldi sottratti alle malandate finanze, mentre ancora di recente si continua a sopportare mannaie di ogni genere. Sempre in ossequio al motto : più tiratura di copie...più contributi. Saluti. Angelo Mandara

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