Cerca

“ Chi paga le tasse ??? “ - “ Il lavoro “ – “ lavorare “.

Egr. Direttore Belpietro, buonasera. Sono un piccolo imprenditore che cerca di dare il pane alla sua e ad un altra trentina di famiglie ogni giorno. Ogni giorno mettendo in gioco e rischiando di tasca propria il proprio capitale costruito da sacrifici della sua famiglia e a lungo sudato e faticato. Ogni giorno nello scontrarsi con una logica di "statalismo" che altro non fa che inventare difficoltà e mettere i bastoni fra le ruote. Parlandone con un altro collega, ho ricevuto l'illuminazione su quello che è il ns. problema. Ossia sul fatto che nessuno ha capito ( o vuol capire ) e tantomeno parlare, della enorme differenza tra "lavoro" e "lavorare". Bello sarebbe se i sindacati, il governo, le stesse associazioni di categoria avessero il coraggio di divulgare questa inconfutabile verità! Spero che mi avvertirete se mai aveste intenzione di pubblicare quanto a seguito. Grazie. A seguito la filosofia presentatami. Oggetto: “ Il lavoro “ – “ lavorare “. SPETTABILE REDAZIONE, Sono un artigiano, titolare di una piccola ditta con circa quindici dipendenti, che opera nel Friuli Venezia Giulia. Vi scrivo perché da molto tempo, coltivo un idea, che probabilmente è tutta mia, a causa forse della mia ignoranza, della mia incapacità di ascoltare o forse semplicemente, non essendo un addetto ai lavori, non ho mai sentito un esplicita differenziazione fra il verbo “ lavorare “ e il sostantivo “ il lavoro “. Che cos’è “ il lavoro “ ?? Secondo la mia magari dubbia interpretazione, è un bene prezioso, uno scrigno contenente un tesoro che è posseduto dall’imprenditore, e che viene in seguito condiviso con altre persone, che a loro volta “ lavorare “. Non è un qualche cosa di naturale, automatico, dovuto, dovuto per nascita; è una possibilità che ti viene data e che può anche esserti tolta, dipende solo ed esclusivamente da colui che possiede “ il lavoro ”. Il “ lavoro “ esiste solo nell’ipotesi in cui - un individuo, una mattina si sveglia, e trova il modo di creare, di inventare un dignitoso benessere per lui e per i suoi simili. Senza l’imprenditore non esiste ricchezza per nessuno, senza l’imprenditore la gente non potrebbe “ lavorare “. Per assurdo, qual’è la sostanziale differenza fra l’occidente e i paesi del terzo mondo?? Anche in quei paesi la gente “ lavorare “, però muoiono di fame perchè non c’è chi possiede “ il lavoro “. Si ritrovano ad avere sopra la loro testa una casta di persone che non condividono le loro ricchezze, e di conseguenza anche la migliore professionalità non basta per vivere dignitosamente, essendo indispensabile che ci sia qualcuno che ti metta in condizioni di poterla sviluppare, e questo lo fa solo l’imprenditore. Arrivando al dunque; pur essendo consapevole che per le sinistre sia matematico recriminare contro gli imprenditori; quello che non capisco è il perché nessuno mai spenda “ molte “ parole di elogio per coloro che con i loro sforzi, la loro inventiva e capacità, si prodigano per il bene loro e del loro Paese. Gli imprenditori non sono tutti miliardari, ci sono milioni come me, che da quaranta anni, pur vivendo bene, devono fare giornalmente attenzione alle proprie scelte, per non perdere in un momento il lavoro di una vita. A me piacerebbe tantissimo che qualcuno facesse proprie queste mie parole, magari nella Vs. trasmissione e che se ne parlasse in contraddittorio, in modo che appaia palese la NOTEVOLE diversità fra i due ruoli. Io voglio sentir dire per televisione che senza gli imprenditori, tutti saremmo con un osso conficcato nel naso, nudi e morti di fame. Spero di non aver detto solo cose ovvie, e di non averVi fatto perdere del tempo. ALTRO ARGOMENTO Oggetto: “ Chi paga le tasse ??? “. Da sempre, sento dire che: - i dipendenti pagano le tasse. - mentre gli imprenditori sono dei ladri evasori. Ma questo corrisponde a verità??? Lo abbiamo sentito dire così tante volte, che per la maggioranza delle persone sono divenute inoppugnabili. Ma in effetti chi paga le tasse?? Le tasse non vengono pagate da coloro che “ lavorare “; sono gli imprenditori che pagano le tasse, in base al numero di ore che il loro personale “ lavorare “. Questo significa che se un imprenditore ha venti dipendenti, paga venti IRPEF. Chi produce il denaro per pagare le tasse?? Non sono certo i dipendenti, perché è indubbio che aspettino solo di essere chiamati da “ coloro che possiedono il lavoro “, affinché sia data loro l’occasione di esprimere la loro professionalità; per poter vivere dignitosamente, e basta. Anzi fanno ancora qualche cosa di peggiore, quando non “ lavorare “, non solo non pagano le tasse, ma addirittura si rivolgono allo Stato per avere un sostegno sociale, anche se in quel momento non producono niente. Questa è una verità inconfutabile. Per assurdo, quale è la sostanziale differenza fra l’occidente e i paesi del terzo mondo? Anche in quei paesi la gente “ lavorare “, ci sono pescatori, agricoltori, cacciatori, però nessuno di loro paga le tasse. Di riflesso, quando un imprenditore porta in quei luoghi “ il lavoro “, automaticamente iniziano a pagare. Un esempio eclatante erano i Paesi dell’Est; in quei Paesi lo Stato era l’unico imprenditore, e di riflesso la gente non pagava tasse, essendo inutile che prima lo Stato gli desse il denaro e che poi se lo ripigliasse. Oggi invece gli imprenditori in quei paesi pagano le tasse per il loro personale. Lo stesso identico discorso vale per l’aiuto che gli imprenditori danno allo Stato nel contribuire per i loro concittadini, all’assistenza sanitaria, le pensioni, le spese per gli infortuni ecc. Tutte cose che altrimenti lo Stato dovrebbe pagare, di tasca Sua. E’ lo Stato che ha il dovere istituzionale, di dar da mangiare agli affamati e dar da bere agli assetati, non certo gli imprenditori. Pertanto il basilare aiuto che gli imprenditori danno allo Stato nel portare questo pesante fardello, dovrebbe essere premiato, e non criminalizzato. Si potrebbe andare avanti così ancora per molto, ma arrivando al dunque; che cosa dovrebbero chiedere gli imprenditori, se ne avessero il coraggio? ( data la radicalizzazione embrionale che gia da sempre, l’imprenditore è definito come ladro sfruttatore della povera gente ) a. Primo di non essere chiamati evasori. ( Io credo siano poche le società, che, quando devono ammodernare i propri macchinari, lo possano fare senza il ricorso al credito, e questo solo a causa dell’ingente pressione fiscale ) b. Secondo, di non pagarle proprio le tasse o almeno di pagarne una quota irrisoria. Bisogna dire forte e chiaro, che non è giusto che un imprenditore più guadagna e più tasse deve pagare; anzi sarebbe giusto il contrario; superiore è il numero di persone a cui deve accudire; meno tasse dovrebbe sborsare. A me piacerebbe tantissimo che qualcuno facesse proprie queste mie parole, magari nella Vs. trasmissione e che se ne parlasse in contraddittorio. Io voglio sentir dire per televisione che gli imprenditori, sono dei benefattori, portatori di ricchezza per tutti. Vi ringrazio per l’attenzione prestata. Trieste, 19 novembre 2006.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog