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LO STATO ED IL LAVORO...CHE NON C'E'

Incuriosito dell'ormai appassionante tema del costo del lavoro.Prima di inoltrarsi nel noto Art.18 (poter licenziare..per poter assumere) la ministro Fornero dovette anche fare accenni sulla volontà di aumentare i salari. Sono ormai anni in cui siamo diventati spettatori e, ahinoi, attori di questa economia occidentale,in sofferenza, vittime risapute del CORTO CIRCUITO creatosi dalla concomitanza della globalizzazione,senza regole di presentazione,dai costi ai limiti della concorrenzialità,con la sempre più alta tecnologia dei computers che..hanno finito per compiere la frittata.Pensando pure che lo scompiglio di questa miscela (bomba) avrebbe anche potuto scoppiare prima. Da queste premesse, l'atteggiamento FIAT e le decisioni di altri imprenditori, che ormai arresi alla fine,si decidono di portare all'estero le proprie produzioni.Che si arrivasse a questo punto non poteva essere che scontato...con uno Stato imballato e senza incentivazioni ad un rilancio per creare spiragli di speranza... agevolando anche l'imprenditoria estera (che nel solo ultimo anno ha registrato un crollo del 53% di presenze) e nostrana, con snellimenti burocratici ed economici. Ma lo Stato, per poter essere utile ed aiutare deve "snellire" come non ha mai fatto. La Germania non ha proprio niente da insegnare (leggi IRAP)? Ultime dal Senato : per andare incontro ad eventuali prossimi suicidi tra gli imprenditori...non si è accorciato il tempo di fatturazione...ma con un marchingegno di un timbro dell'Autorità con cui si potrà andare in banca per far valere il credito risultante. Saluti. Angelo Mandara

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