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defferenza fra dipendenti e autonomi

La differenza statistica tra i guadagni dei lavoratori dipendenti e autonomi é solo falsità, demagogia e diffamazione nei confronti degli autonomi. Adesso ti spiego perché: Lo stipendio dei dipendenti è omogeneo quasi per tutto il territorio nazionale, é omogeneo per quasi tutte le fasce di età, con una base minima garantita dal contratto nazionale del lavoro sino all'età pensionabile; al disotto del quale o è senza busta paga, o è un altra cosa, ma non è lavoratore dipendente, e quando si presentano in televisione esibendo la busta paga di 1.200 € al mese commiserandosi, dicono cose non vere, in quanto essi percepiscono 15,5 mensilità all'anno e ne lavorano 10.5 mesi perciò 15,5x1.200=18.600:10,5=1.771,43 I guadagni dei lavoratori autonomi sono eterogenei: per posizione geografica, per fascia di età, per settore merceologico, per condizioni di vita e di salute. Non bisogna essere laureati in sociologia per capire che un artigiano in Sardegna, -a parità di età e qualità merceologica- guadagna meno di un artigiano in Lombardia o in Piemonte. E' arcinoto che il pico produttivo nella vita di un uomo è dai 30 ai 50 anni prima di allora un autonomo guadagna pochissimo perché la sua azienda non è ancora inserita nel campo produttivo e dopo di allora e la sua produzione cala vistosamente. Purtroppo a causa della pensione da fame che gli autonomi percepiscono, sono costretti a lavorare praticamente per tutta la vita, ma con risultati – quando sono fortunati- meno del 50% rispetto al lavoratore dipendente. Quando una partita iva viene aperta l' ultimo trimestre dell'anno o viene chiusa il primo trimestre, si è obbligati a fare la denuncia dei redditi per tutto l'anno pur avendo guadagnato pochissimo, senza contare che gli autonomi guadagnano per i mesi che lavorano, senza nessuna delle agevolazione che abbiamo visto sopra per i dipendenti; quindi quando si fa una unica statistica per lavoratori autonomi è solo falsità e demagogia. Sono cose che il Sig PasserO dovrebbe conoscere benissimo anche se ha trascorso tutta la vita a cantare sul ramo delle banche; insieme a i suoi colleghi del governo attuale e prima di rilasciare comunicati soppressivi e intimidatori alla stampa; dovrebbe riflettere meglio. Perchè se le piccole e medie imprese continuano a chiudere e a scappare con questo ritmo; la messa a punto dei conti dello stato rimarrà una chimera per molti anni a venire. La ringrazio vivamente se pubblicherà questa lettera e la saluto cordialmente. Franz Pellaro

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