Cerca

DARWIN CI DAREBBE PER SPACCIATI

I figli sono i cittadini di domani, coloro che sosterranno le nostre pensioni con il loro lavoro, sono il nostro principale investimento, senza dubbio alcuno. Lo Stato italiano li ignora e ne ignora volutamente il costo, che ricade tutto sulle spalle dei genitori: cavoli loro, chi glielo ha fatto fare? Urge un’inversione di tendenza, la tendenza essendo ora quella dell’eutanasia di un intero popolo, che decide più o meno consapevolmente di non darsi un futuro. E’ fuor di dubbio che l’onere maggiore se lo sobbarchino le mamme. Di solito, infatti, queste ultime non si fanno sostituire in famiglia da collaboratrici domestiche, se non in misura marginale, e quindi in aggiunta al lavoro «extra moenia» si ritrovano a dover fare in tutto e per tutto anche il lavoro che fanno le casalinghe. In teoria, per i nostri politici, il problema non esiste: semplicemente, le donne che lavorano dovrebbero rinunciare alla maternità. Infatti gli asili non ci sono, oppure ci sono, ma sono accessibili solo ai figli di donne che non lavorano e che quindi non hanno reddito (in pratica, solo ai bimbi extracomunitari), non sempre ci sono i nonni e lo sgravio fiscale che lo Stato riconosce alle famiglie è quasi pari a zero. La situazione è grave, ma non seria, ovvero, per essere più precisi, è semplicemente disperata. Un popolo che si amministra come il nostro è votato all’estinzione, nella propria totale indifferenza. Darwin su di noi non scommetterebbe un centesimo bucato. Con i più cordiali saluti.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog