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Dispositivi medici, troppe anomalie.

Sciroppi e compresse (si assumono per bocca) sono classificati farmaci oppure integratori alimentari. Ultimamente ne prolifera la pubblicità come “dispositivi medici”. Ma uno sciroppo per la tosse, per esempio, può creare un film protettivo ad “effetto barriera” che protegge le vie respiratorie? Essendo deglutibile non passa nemmeno dal naso, dalle fosse nasali, dai seni paranasali, dalla trachea, ecc. quindi, agendo per assorbimento intestinale, può essere registrato come “dispositivo medico”? Secondo me questo è uno stratagemma di mercato per abbinare il termine “medico” e non “alimentare” anche a prodotti di derivazione erboristica, senza dover necessariamente dimostrarne a priori l’efficacia secondo criteri medico-farmaceutici: un ‘sistemino’ per aggirare i problemi legati all’iter di registrazione di un farmaco e al giro di vite che subiranno da parte dell’EFSA gli integratori alimentari.

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