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POTEVA RIVOLTARE L'ITALIA COME UN CALZINO: ORA SE NE DEVE ANDARE

Umberto Bossi deve farsi da parte. E’ vero che ha rappresentato la figura emblematica della Lega, ma ormai di errori ne ha fatti troppi. E madornali. Quelli più recenti non sono di certo i peggiori. Di gran lunga il peggiore è stato quello di far cadere il primo Governo Berlusconi, quando la Lega aveva dei numeri tali in Parlamento (la bellezza di centoottanta deputati), che avrebbe potuto rivoltare l’Italia come un calzino. Certe occasioni si presentano una volta sola e non bisogna buttarle via, e per giunta in quel modo. Ovviamente dopo questo colossale tradimento dell’elettorato il consenso non è più stato lo stesso. E’ vero che gli elettori vengono spesso traditi, ma ci sono dei limiti. Bossi si è preoccupato più di rimanere il padre-padrone della Lega che del buon successo del partito. Lo dimostra il fatto di aver allontanato lo stesso ideologo del partito, cioè il suo vero fondatore, il professor Gianfranco Miglio, insigne costituzionalista, giurista, politologo e faro illuminante del movimento politico, perché evidentemente gli faceva ombra. Mentre Miglio era l’ideologo, Bossi è sempre stato un capopopolo, e in questo ruolo ci sapeva anche fare. Bisogna però considerare che circondarsi di “yes-men” e di attaccamanifesti per apparire il più bello del reame alla lunga può portare sfortuna. Nonostante tutto, la fortuna gli è sempre stata benevola, direi che non si dovrebbe lamentare. Da chi potrebbe essere sostituito? Da più d’uno. Nel movimento, o vicino al movimento, ci sono sicuramente persone più meritevoli e preparate di lui. Per esempio Giulio Tremonti. Ai leghisti suggerirei di farci un pensierino sopra. Con i più cordiali saluti.

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