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Per L'agenzia delle entrate la buona fede non esiste

Gentile direttore,mi rivolgo a lei perchè ormai "abbandonato" sotto tutti i punti di vista,da uno Stato parassita. Ecco quanto: Nel 2004,avendo svolto due lavori e avendo avuto quindi più cud,per ignoranza (avevo 23 anni)non ho presento la corretta dichiarazione dei redditi.Nel 2010,mese di agosto (il più consono per le notifiche)l’ufficio di Vimercate mi invia notifica di accertamento,per quanto sopra. Avendo da poco venduta l’abitazione in cui ero residente (in Pozzo d’Adda) e in attesa del completamento delle opere di restauro della nuova casa acquistata,ero allora ospite dei miei genitori e pertanto non ero venuto immediatamente a conoscenza dell’atto impositivo. Nel mese di novembre,incontrato casualmente il postino di Pozzo,vengo a conoscenza che presso l’ufficio postale è depositato un atto giudiziario e mi reco immediatamente a ritirarlo.Dopo una settimana circa effettuo il pagamento con le sanzioni ridotte (cifra pari al oltre 1.100 euro) e mando una raccomandata all’ufficio competente dell’agenzia sopra citata spiegando la situazione (periodo di consegna,luogo di residenza e tutto l’iter) pensando che fosse riconosciuta la mia buona fede. Niente da fare,nel mese di dicembre del 2011 la arriva la celeberrima cartella esattoriale di Equitalia con la richiesta delle intere sanzioni perché secondo loro ho pagato dopo i 60 giorni dalla notifica che sottolineo,non avevo ancora ricevuto. Tengo tra l’altro a precisare che per 1 euro di imposta regionale evasa mi vengono richieste 258 euro di sanzioni. Presento istanza di sgravio in autotutela all’ufficio,allegando una dichiarazione dell’ufficio postale da cui si evince che avevo ritirato la raccomandata il 23/11/2010,e quindi per me la notifica si considerava in quella data,ma niente da fare. Per evitare il ricorso in commissione tributaria,ho fatto una ulteriore richiesta di riesame tramite posta certificata,sottolineando che "per legge" i 60 giorni di tempo per effettuare i pagamenti,scattano dal momento del ritiro da parte del notificato e non più dal primo giorno di giacenza presso gli uffici postali (come così rispostomi dall’agenzia dell’entrate),ma a distanza di oltre due mesi non ho ancora ricevuto la risposta,che doveva invece pervenirmi ENTRO E NON OLTRE I 30 GIORNI SUCCESSIVI. L’ufficio,evidentemente non è a conoscenza dello statuto dei diritti del contribuente che dice che l’amministrazione,tenuto conto del principio di collaborazione e buona fede,deve assicurare l’effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati. Si concedono condoni,scudi fiscali,accordi con i grandi evasori,il direttore dell’agenzia dott.Befera dice che i contribuenti non vanno vessati e poi un comune cittadino deve pagare e basta.Comunque ho dovuto fare ricorso in commissione tributaria e in attesa della decisione,recarmi presso la sede di Equitalia,perdendo giornate di lavoro,per farmi rateizzare la cartella e non incorrere in qualche fermo amministrativo. Filippo Ciresi

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