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..quando la cattiveria rovina l'uomo..

Egregio Direttore, la nota che trasmetto, in allegato, contiene solo un grido di aiuto perchè giustizia sia fatta dopo che, quella amministrazione a cui ho donato oltre 31 anni della mia vita e per la quale ho sempre onestamente lavorato - vero è che dall'1/1/1994 al 14/9/2009 non ho fatto un giorno di assenza per malattia o altro e che addirittura nel mese di gennaio 2009 vantavo ancora 50 giorni di ferie dell'anno precedente oltre a quelle in corso - mi ha illegittimamente licenziato grazie ad una cospirazione finalizzata ad altri scopi, mi ha coperto di avvisi di accertamento per decine e decine di migliaia di euro e solo dopo 19 giorni da quella data sono stato colto da infarto al miocardio (o come lo chiamano “di crepa cuore”) ed ancora oggi trascorro notti insonni per il tanto male ingiustamente patito. Desidero che la mia storia emerga, venga a galla, voglio essere giudicato dalla gente onesta e non solo da tutti coloro che succedutisi nella vicenda l’hanno solo offuscata fin dall’inizio per coprirmi di fango. E come ultima chicca, in questi giorni. mi hanno rigettato la domanda con la quale chiedevo mi fosse riconosciuta la causa di servizio per l'infarto. Lo ritenevo quasi inevitabile visto che, come ho scritto nella nota allegata, dall'1/1/1994 al 14/9/2009 non ho fatto un giorno di assenza per malattia o assistenza o altro e che al mese di Febbraio 2009 vantavo ancora oltre 50 giorni di ferie in aggiunta a quelle maturate nel corso dell'anno. E poi, andare per 61 mesi e 15 giorni ogni giorno da Bari-Santo Spirito a Brindisi e viceversa perun totale di ben km. 270 e prestare servizio mediamente per circa 9 ore al giorno oltre il viaggio e raggiungere e superare gli sfidanti obiettivi di contrasto all'evasione, non è poco cosa. Mi scuso per la ripetizione.... Nella mia nota è presente il nome di ciascuno ed il ruolo ricoperto. Così si ripaga la gente onesta! Ho bisogno di verità e giustizia per evitare ulteriori, gravi ed irrimediabili danni. La ringrazio e distintamente la ossequio. TORTORA DOMENICO - Via Napoli n. 176/B - 70127 BARI – Frazione Santo Spirito – cell. 3471807854 e-mail: domenico.tortora1949@libero.it Leggete, per cortesia, la storia di un onesto dipendente dello Stato, di come è stato maltrattato, vilipeso, umiliato, praticamente ucciso dai comportamenti sleali della Pubblica Amministrazione. Il sottoscritto, dott. TORTORA Domenico, C.F. TRTDNC49L26A662F, nato a Bari il 26/7/1949 ed ivi residente alla Via Napoli n. 176/B – Frazione Santo Spirito, espone quanto segue: Sono stato assunto dal Ministero delle Finanze, a far data dall’1/6/1978, con la qualifica di funzionario e ho sempre svolto con la massima diligenza e tempestività qualsiasi compito mi fosse affidato: dall’attività di verifica, al contenzioso tributario, all’accertamento, alle risposte a quesiti e pareri richiesti dall’utenza qualificata, alla rappresentanza e difesa dell’Agenzia nei procedimenti concernenti le controversi di lavoro con il potere di conciliare e transigere. Infatti, ho lavorato dapprima presso l’Ufficio Distrettuale delle II.DD. di Bari, poi in data 20 gennaio 1994 sono stato trasferito per esigenze di servizio alla D.R. Puglia ed assegnato all’Ufficio Affari Giuridici e del Contenzioso Tributario e successivamente all’Ufficio Governo dell’Accertamento e Studi di Settore. In seguito ho ricoperto incarichi dirigenziali presso l’ufficio di Brindisi dal 10/5/2004 al 31/3/2005 in qualità di Capo Area Servizi nonché dall’1/4/2005 al 24/6/2009 in qualità di Capo Area Controllo. Quindi ho avorato per trentunanni per l'Amministrazione finanziaria senza mai essere attinto da alcun richiamo o censura per l'operato svolto, ricevendo invece apprezzamenti positivi e note di stima da parte dei miei superiori, fino a che non si sono verificati i seguenti accadimenti che mi hanno profondamente turbato. Premetto che la mia sensazione è che, nei miei confronti, si sia concretizzato e continui a concretizzarsi un inspiegabile “fumus persecutionis”, in quanto le azioni compiute non appaiono assolutamente dettate dall’esigenza di applicare correttamente la legge per la ricerca della verità, ma dalla volontà precisa e specifica di nuocere in ogni e qualsiasi modo alla mia persona, anche con comportamenti squisitamente emulativi. Il tutto sembra originato da una sorta di “teorema” precostituito. Questi i fatti: Con nota DFP IFP-RA-0001643 del 8.8.2008 e DFP IFP-RA-0001811 del 3.9.2008, la Presidenza del Consiglio dei Ministri - DPF Ispettorato, delegò, ai sensi degli art. 1, comma da 56 a 65, Legge n.662 del 23.12.1996 e art. 53, comma 9, 3, 11 del D.lgsvo n.165 del 30.3.2001, la Guardia di Finanza - Nucleo Polizia Tributaria di Bari, per l'esecuzione di un verifica nei confronti della "Fiscalservice s.s. di Trovato Agata" con sede in Bari alla via C. Rosalba n.47/O, al fine di rilevare la presenza di dipendenti pubblici e, conseguentemente, valutarne la loro posizione lavorativa all'interno della ridetta compagine aziendale. Va necessariamente precisato che mia moglie, la sig.ra Trovato Agato, è socia accomandataria della predetta società. Orbene, nei confronti della FISCALSERVICE s.a.s. sono stati eseguiti i sotto elencati controlli: A)una verifica ai sensi della legge n. 662/96 per il periodo dal 25/11/2008 al 13/5/2009 (Alleg. “A”); B) una verifica fiscale nei confronti della Fiscalservice sas per il periodo dal 13/5/2009 al 27/5/2009 (Alleg. “B”); C) una verifica fiscale nei confronti della Società di Fatto (!) per il periodo dal 27/5/2009 al 29/5/2009 (Alleg. “C”). E segnatamente, in data 25/11/2008, la G. di F. di Bari, Nucleo di Polizia Tributaria – II gruppo Tutela Entrate Sez. Dogane e IVA Intracomunitaria, composto di n. 5 Militari al comando del Maggiore MATTIACE Mercurino, effettuava il primo accesso presso la sede della Fiscalservice sas. Le operazioni sono iniziate alle ore 19,35 del 25/11/2008 e si sono concluse alle ore 00,15 del 26/11/2008. Al momento dell'accesso, eravamo presenti nel locale io, il sig. Abbatescianni e il sig Spagnoli che siamo tre buoni amici. In quel particolare momento io, che ero appena rientrato dall'Ufficio di Brindisi, indossavo ancora la giacca perchè ero passato a prendere mia moglie (che, però, non era in sede) e mi ero intrattenuto a chiacchierare con il sig. Abbatescianni. Questa circostanza è stata palesata ai militari, i quali hanno ugualemente procededuto all'escussione dei presenti (il sottoscritto, il sig. Abbatescianni, e il sig. Spagnoli) e contestualemente hanno effettuato l'ispezione del locale che si è conclusa niente meno che alle ore 00,15, con una durata di ben oltre quattro ore in una realtà ambientale di appena 48 mq! Durante il loro intervento i cinque militari della G. di F. che hanno passato al completo setaccio l’intera sede della società ( aprendo tutti gli armadi, i cassetti, le borse e sfogliando pagina a pagina tutti i libri, registri e documenti dei clienti). Tuttavia, dalla lettura del P.V. Del 25/11/2008, non si evidenzia nella maniera più assoluta la elencazione di alcuna documentazione richiesta e/o reperita di natura fiscale quale: libro giornale, schede di mastro, libro degli inventari, registro degli acquisti ai fini IVA, registro delle fatture emesse ai fini IVA, originali fatture di acquisto e copie fatture emesse, estratti di conto corrente bancario, ecc. Inoltre: - le citate note dell’Ispettorato della Funzione Pubblica non risultano allegate a nessun atto consegnato nelle mie mani; - il foglio di servizio, legittimante l’accesso, è privo del numero di protocollo e al punto n. 4 (afferente la durata dell’incarico) la predetta durata è prevista dalle ore 13,00 del 25/11/2008 alle ore 22,00 del_?__; (non si conosce di quale giorno) Ma non basta! Nel citato processo verbale del 25/11/2008 non vi è alcun richiamo allo Statuto del Contribuente (legge n. 212/2000) circa i diritti spettanti né si è rappresentato ai soggetti interessati la possibilità di farsi assistere da un difensore di fiducia, attesa la estrema delicatezza delle operazioni che si andavano a compiere. Si ritiene che la violazione così palese dei diritti garantiti costituzionalmente vizi in maniera insanabile il processo verbale nella sua interezza. E ancora, nel processo verbale del 25/11/2008, al foglio n. 4, si legge che la documentazione rinvenuta viene acquisita con il consenso della parte (in originale) e concentrata presso gli uffici del reparto in intestazione per il successivo esame. Così non è. In realtà, non vi era alcun motivo perché la documentazione non potesse essere fotocopiata in quella sede ovvero cautelata con le modalità di rito né vi era alcun provvedimento di sequestro. La stessa, infatti, dopo essere stata fotocopiata altrove dai militari verbalizzanti è stata restituita in originale solo in data 5/2/2009, dopo ben 73 giorni! Peraltro, gli originali della documentazione ritirata non risultano assolutamente sottoscritti né dall’amministratore della società né dai militari verbalizzanti. Sicuramente, già tali rilievi configurano violazioni di legge che denotano un'anomalia del procedimento.Ma non è ancora questo il punto focale della vicenda. Infatti le operazioni sono proseguite nei giorni 10/12/2008 (fg. 5 e 6, durata dalle ore 10,30 alle ore 11,50) – 5/2/2009 (fg. dal 7 all’11, durata dalle ore 9,50 alle ore 11,45) – 4/3/2009 (fg 12 e 13, più 1 allegato, ma senza la indicazione del numero dei fogli che lo compongono, durata dalle ore 09,55 alle ore 12,50) e concluse il giorno 13/5/2009 (fg. dal 14 al 24 più 2 allegati) con processo verbale riaperto alle ore 14,15 (fg. 14) e chiuso alle ore 16,35 (fg. 24). Osservazioni Nel p.v. del 5/2/2009, al foglio n. 7, ultimo capoverso, i verbalizzanti scrivono testualmente: “ La disamina sotto il profilo formale e sostanziale dei libri contabili ha evidenziato la omessa contabilizzazione di tali importi indicati nella documentazione extracontabile, in quanto gli stessi secondo la parte sono riferiti a delle previsioni e non a degli effettivi incassi. In particolare, suddivisi per anno di imposta, sono stati riportati i seguenti importi indicati sul quaderno contraddistinto dalla copertina recante fiori e scritta “Pigna Flowers” sul quale sono stati riportati,distinti per anno, annotazioni di entrate/uscite.” ( seguono ai fogli n. 8-9 e 10 i prospetti a cui si rinvia) Al riguardo si precisa quanto segue: La omessa contabilizzazione scaturirebbe dalla disamina sotto il profilo formale e sostanziale dei libri contabili. Così non è! Infatti nessun libro o registro contabile è stato mai richiesto dai Verbalizzanti né nel processo verbale del 25/11/2008 né in quello del 10/12/2008 né in quello del 5/2/2009, ove è stato mosso il rilievo. Eppure era ben noto ai Verbalizzanti che la FISCALSERVICE sas, in quanto in contabilità ordinaria, non poteva non tenere il libro giornale obbligatorio per legge. Come sia stato fatto il riscontro non è dato sapere e/o conoscere. Sempre al foglio n. 7, si confutano genericamente le osservazioni della Parte, laddove questa sostiene che gli stessi (importi) sono riferiti a delle previsioni e non già a degli effettivi incassi. Giova sottolineare che queste dichiarazioni sono state espresse dalla sig.ra TROVATO Agata (amm.re della società) solo al foglio n. 10 del P.V. e mai prima di allora! Come è possibile che vengano trascritte anticipatamente al foglio n. 7, ultimo rigo? Al foglio n. 10 del P.V. del 5/2/2009, ultimo capoverso, si legge che durante l’attività ispettiva sono stati rinvenuti dei carnet di assegni di conto corrente, intestato regolarmente alla FISCALSERVICE SAS, sulle cui matrici erano manoscritti importi e annotazioni riconducibili ai compensi erogati al socio accomandante e al socio accomandatario. ( segue il prospetto con il numero dell’assegno, la data, l’importo ed il nominativo del beneficiario) Tale controllo non ha evidenziato alcuna irregolarità in quanto gli importi precedentemente indicati sono stati contabilizzati sul giornale di contabilità. (foglio 11 del P.V. del 5/2/2009) Così non è! Infatti, pur non formulandosi alcun rilievo a carico della società, nessun libro o registro contabile è stato mai richiesto dai Verbalizzanti né nel processo verbale del 25/11/2008 né in quello del 10/12/2008 né in quello del 5/2/2009, ove si sono formulate quelle conclusioni. Eppure era ben noto ai Verbalizzanti che la FISCALSERVICE sas, in quanto in contabilità ordinaria, non poteva non tenere il libro giornale obbligatorio per legge. Come sia stato fatto il riscontro non è dato sapere e/o conoscere. Infatti, se leggiamo il P.V. del 25/11/2008, foglio n. 3 - 13° rigo, è molto chiaro che i carnet prelevati sono nel numero di 5 (cinque). Premesso che ogni carnet contiene decisamente 10 assegni siamo ad un totale di 50 assegni. Nel prospetto redatto dai Verbalizzanti ne sono indicati solo 18! E degli altri 32? E perché mai, nel P.V. del 5/2/2009 al foglio n. 10 - penultimo rigo prima della tabella – i Militari parlano di “compensi erogati”? Così non è. Si tratta di Acconto e/o di Riparto Utili, operazione questa legittima e ammissibile in una Società di Persone. La circostanza che al foglio n. 10 del P.V. del 5/2/2009 siano elencati assegni emessi con data dal 20/3/2003 al 03/01/2005 è estremamente significativa per la seguente ragione e precisamente che le ricerche effettuate dai Militari sono state certamente invasive. Infatti, come si sarebbero potuti rinvenire n. 5 carnet così lontani nel tempo senza aprire cassetti e/o armadi? Certamente sarebbe stato più facile reperire il o i carnet in corso. Al predetto processo verbale del 13/5/2009 risultano allegati, sub lettera “A” e “B”, n. 2 processi verbali per la acquisizione di Dati e Notizie Utili al Servizio ( fg. 15, punto 2. del p.v.) a seguito della escussione di Clienti della FISCALSERVICE s.a.s. Dall’esame di entrambi i processi verbali di escussione si rileva che gli stessi sono stati redatti in data 3/12/2008 ma portati a conoscenza della società verificata solo in data 13/5/2009, addirittura oltre 5 mesi e mezzo dopo la loro formulazione! Ma indipendentemente da tanto, i militari travisano le risposte fornite dai citati clienti i quali, al contrario, hanno solo ed esclusivamente asserito di aver incontrato il TORTORA nelle adiacenze della società ma giammai nella sede legale né hanno dichiarato di aver intrattenuto con lo stesso alcun rapporto economico/commerciale/professionale o di altra natura. Inoltre, nei singoli Processi verbali delle operazioni compiute il 25/11/2008, il 10/12/2008, il 5/2/2009 ed il 4/3/2009, i Militari non richiamano nella maniera più assoluta l’esigenza di una eventuale sospensione delle attività ovvero di un rinvio, né tanto meno hanno mai informato il contribuente circa il prosieguo delle operazioni. Il loro è stato un essere o meno presenti di natura squisitamente discrezionale, avvisando solo telefonicamente il giorno prima dell’intervento, lasciando così, di fatto, il contribuente nella spasmodica, defatigante ed estenuante… attesa giornaliera! Dall’inizio delle operazioni (25/11/2008) e fino alla conclusione delle stesse (13/05/2009) sono decorsi ben 177 giorni, in totale spregio della legge n. 212/2000! E tanto senza tener conto degli ulteriori circa 16 giorni fino al 29 maggio 2009 per la esecuzione delle altre due verifiche! Si ritiene, indipendentemente da ogni particolare difficoltà nell’esecuzione dell’indagine, che si sia andati ben oltre i limiti dettati dalla legge n. 212/2000 e fissati in giorni 30. Infatti, se è vero che la circolare della G. di F. parla di giorni 30 in termini di permanenza effettiva nella sede, non può accettarsi lo stillicidio con carenza periodica senza conoscere come e quando lo stesso avrà termine. Tale circostanza, oltretutto non giustificata nella maniera più assoluta da esigenze particolari, è sintomatica di un atteggiamento inquisitorio e persecutorio. La mancata osservanza del suddetto termine di giorni 30, in uno alla assenza di richiesta di proroga, induce a concludere per la irritualità delle operazioni compiute con conseguente inefficacia delle stesse. Al foglio n. 23 del PV del 13/5/2009, a conclusione delle operazioni di verifica, testualmente si legge: “IN CONCLUSIONE, I VERBALIZZANTI, RITENGONO CHE SIA COMPROVATA UN’ATTIVITA’ CHE I PUBBLICI DIPENDENTI -SIA IN SERVIZIO CHE NON-SVOLGONO ALL’INTERNO DELLA CITATA SOCIETA’, I CUI EVENTUALI RIFLESSI SIA DI NATURA FISCALE CHE IN RELAZIONE ALLA SUSSISTENZA DELLE VIOLAZIONI CONNESSE ALLA LEGGE 662/96 E ALL’ART. 53, COMMI 9 E 11 DEL DL.GS N. 165/2001, SARANNO VALUTATI CON SEPARATI ATTI. DEGLI ESITI DI TALE ATTIVITA’ SARA’ NOTIZIANDO (rectius: notiziato) L’ORGANO DELEGANTE” (fg. 23). osservazioni La su esposta considerazione, e cioè, che ad avviso dei verbalizzanti fosse provato lo svolgimento di una attività da parte del/dei pubblico/i dipendente/i in seno alla società appare in stridente contrasto laddove nel prosieguo si evidenzia che la sussistenza delle violazioni di cui alla legge n. 662/96 saranno oggetto di successiva valutazione con separati atti. E no! Delle due, l’una: Se è comprovato, senza ombra di dubbio, lo svolgimento di una attività incompatibile ai sensi dell’art. 1, comma 60 della legge 662/96, non si comprende perché le eventuali violazioni necessitino di una successiva valutazione da condensarsi, oltre tutto, in un altro e separato atto! La predetta circostanza andava immediatamente comunicata all’Amministrazione Finanziaria ovvero all’Organo Delegante in quanto ogni ritardo non giustificato è da intendersi quale omissione di atti di Ufficio. In data 13/5/2009,(fg. 1), in concomitanza della chiusura delle attività di verifica di cui alla legge 662/96 avvenuta alle ore 16,35, in prosieguo alle ore 16,45 (dopo soli dieci minuti di pausa ma sempre presenti nella sede della società), il predetto Nucleo ha dato inizio ad una verifica sostanziale nei confronti della FISCALSERVICE s.a.s. per il periodo compreso tra il 01.01.2004 e il 28.11.2008, al fine di verificare la posizione fiscale della società in relazione a quanto rilevato e riportato in precedenza. (fg. 15 del P.V.V.). Le operazioni sono terminate alle ore 17,35 (fg. 18 del P.V.V.) osservazioni a)appare quanto mai improbabile che per la redazione in due esemplari del processo verbale di verifica giornaliero composto di 18 fogli da compilare, leggere, timbrare e sottoscrivere da parte di 4 soggetti si siano impiegati appena 50 minuti! (dalle ore 16,45 alle ore 17,35); b)la circostanza che i militari avessero già pronto e firmato l’ordine di servizio del giorno 13/5/2009 nei confronti della Fiscalservice sas, prima ancora di concludere le operazioni iniziate il 25/11/2008, lascia sicuramente perplessi circa la corretta trasparenza nei rapporti con il contribuente cittadino! Le operazioni sono proseguite nei giorni 19/5/2009 – 25/5/2009 e 27/5/2009 con la redazione in pari data del p.v. di verifica aperto alle ore 09,45 (fg. 25) e chiuso alle ore 10,20 (fg. 25) e del P.V. di Constatazione redatto in triplice copia e composto di n. 21 fogli. osservazioni a)dal p.v. di verifica del giorno 25/5/2009, redatto dai militari presso gli uffici del reparto e contenuto nei fogli dal n. 20 al n. 24, si evidenzia che le operazioni sono iniziate alle ore 09,00 e sono state sospese alle ore 17,00. Quindi ben 8 ore di lavoro, senza interruzione, per la stesura di circa 5 fogli. Ed è in questo p.v. del 25/5/2009, al foglio n. 23,1° capoverso, che i militari formulano l’ipotesi del modello giuridico della (presunta) “Società di Fatto”. b)al foglio n. 5 del predetto p.v. di verifica, si legge che l’atto è redatto in tre esemplari, uno dei quali viene consegnato alla parte nel momento in cui si presenterà presso questi uffici. Corre l’obbligo di precisare che nessuno è stato mai convocato presso alcun ufficio della G. di F. per la consegna di alcun atto. c)dal p.v. di verifica del 27/5/2009 al foglio 25,V° capoverso, si legge: “ in conclusione con la chiusura formale e sostanziale della verifica in corso – la quale sarà formalizzata in apposito p.v. di constatazione-, gli operanti con separato atto procederanno inoltre all’apertura di un’attività di verifica nei confronti della riscontrata s.d.f.” Emerge di tutta evidenza che, alla chiusura del verbale giornaliero e precisamente alle ore 10,20, il processo verbale di constatazione non era stato ancora redatto ed infatti i verbalizzanti espressamente hanno affermato che la chiusura “sarà formalizzata”, utilizzando il verbo al futuro. Anche a voler ipotizzare il contrario, e cioè che le operazioni sono iniziate alle ore 09,45 e concluse alle ore 10,20, in uno alla stesura del processo verbale di constatazione, si giungerebbe alla conclusione che in soli 35 minuti sono state stampate le tre copie per un totale di 63 fogli, lo si è letto e sono state apposte dai quattro soggetti in totale 252 firme! Se, al contrario, si dovesse ritenere che alle ore 10,20 il processo verbale non era stato ancora formalizzato, resta da chiedersi quando lo stesso avrebbe avuto concreta esistenza, posto che alle ore 10,30 ( e cioè dopo soli 10 minuti) sono iniziate le operazioni di verifica nei confronti della presunta “società di fatto”, come si dirà in prosieguo. d) ad ogni buon conto si evidenzia che non sono emersi assolutamente rilievi a carico della Fiscalservice s.a.s., nel senso che non è stata rilevata alcuna violazione ai sensi dell’art. 53, comma 9 e 11 del D.Lgs 165/2001. In data 27/5/2009, a seguito della chiusura della verifica nei confronti della FISCALSERVICE s.a.s. alle ore 10,20, è stata iniziata una verifica sostanziale nei confronti della presunta “Società di fatto” per il periodo dall’1/1/2003 al 28/11/2008 alle ore 10,30. Le operazioni sono terminate alle ore 10,50 (fg. 21) con la redazione del processo verbale di verifica composto di n. 21 fogli. osservazioni a)la circostanza che i militari avessero già pronto e firmato l’ordine di servizio del giorno 27/5/2009 nei confronti della Società di Fatto, prima ancora di concludere le operazioni iniziate il 13/5/2009, lascia sicuramente perplessi non solo circa la corretta trasparenza nei rapporti con il contribuente cittadino, ma offre anche legittimamente il fianco a valutazioni di natura squisitamente persecutoria e quasi predisposta a “tavolino”. b)la indicazione delle ore 10,30, quale inizio delle operazioni di verifica nei confronti della presunta s.d.f., non solo conferma inequivocabilmente quanto sopra esposto al punto B2. c), ma considerato che queste ultime operazioni si sono concluse alle ore 10,50, ne consegue che in soli 20 minuti sono state stampate le due copie per un totale di 42 fogli, lo si è letto e sono state apposte in totale 168 firme( essendo quattro i soggetti)! Le operazioni sono proseguite il giorno 28/5/2009 presso gli uffici del reparto. osservazioni a)il predetto processo verbale redatto in data 28/5/2009 e composto di n. 5 fogli contraddistinti dal n. 22 al n. 26 sono censurabili e tali da inficiare completamente l’attività svolta per i seguenti motivi: 1. al primo capoverso si legge che il giorno 28 del mese di maggio dell’anno 2009 alle ore 08.00 circa viene riaperto il presente atto per far constare che i sottoscritti verbalizzanti… continuano le operazioni di controllo iniziate in data 27/5/2009 nei confronti della “Società di Fatto”. Dopo di che si evidenziano quelle che sono le OPERAZIONI COMPIUTE IN DATA 29.05.2009 In pratica i Verbalizzanti conoscevano in anticipo, già dal 28/5/2009, l’attività che avrebbero svolto il giorno successivo. Tutto ciò rende particolarmente incomprensibile quando sono state compiute le predette operazioni, posto che le stesse si sarebbero poi concluse alle ore 16,00 di oggi stesso (foglio 26, al 3° capoverso) dopo ben 8 ore di ininterrotto lavoro. 2. nel prosieguo si legge che i militari hanno, al fine di quantificare il volume di affari e i ricavi, nonché i correlati costi da attribuire alla sdf, preso in considerazione quelli: a) dichiarati dalla parte nei periodi di imposta oggetto di controllo, acquisiti sia tramite la funzione “SERPICO” dell’Anagrafe Tributaria e raffrontate con quelle esibite dalla parte,…. omissis.. (fg. 22 sub a) Al riguardo si sottolinea che sarebbero stati presi in considerazione, per la determinazione sia del volume di affari che dei ricavi, i dati dichiarati dalla parte (MA QUALE PARTE: la FISCALSERVICE S.A.S. o la presunta Società di Fatto!) ed acquisiti tramite la specifica funzione dell’Anagrafe. Considerato che nel processo verbale di cui è cenno, la parte sarebbe la presunta S. di F., ne consegue che non è dato comprendere nella maniera più assoluta a quali dati si stia facendo riferimento da parte dei Militari e qualora gli stessi fossero stati acquisiti tramite SERPICO, si tratterebbe di evidente duplicazione di importi già dichiarati. Le operazioni si sono concluse in data 29/5/2009 con la redazione del Processo Verbale di Verifica e contestuale compilazione del Processo Verbale di Constatazione. Le operazioni sono iniziate alle ore 12,30 circa (foglio 27, I° capoverso, quarta riga) e terminate alle ore 13,30 (foglio 36,penultimo capoverso). osservazioni Preliminarmente non può sottacersi la circostanza che, mentre la prima verifica (quella ex 662/96) è durata dal 25/11/2008 al 13/5/2009, la seconda verifica alla Fiscalservice è durata dal 13/5/2009 al 27/5/2009) la verifica nei confronti della (presunta) SOCIETA’ DI FATTO è durata: il giorno 27/5/2009 dalle ore 10,30 alle ore 10,50; il giorno 28/5/2009 (ma con operazioni compiute il 29/5/2009, come sopra descritto!!!) presso gli Uffici della Guardia di Finanza; il giorno 29/5/2009 dalle ore 12,30 alle ore 13,30 per la notifica del Processo Verbale di Constatazione. Se è pur vero che nessuna norma preveda un tempo minimo ( posto che la legge 212/90 c.d. Statuto del Contribuente prevede solo un termine massimo), appare quanto mai “strano” e decisamente fuori dai canoni istituzionali, nonché dalla quotidiana esperienza, che una verifica fiscale tra accesso, esame documenti, redazione e notifica sia durata complessivamente solo 80 (ottanta ) minuti! Il processo verbale di verifica, redatto in tre esemplari, si compone di n. 10 fogli, dal n. 27 al n. 36, e al secondo capoverso del foglio n. 27 (operazioni compiute in data 29.05.2009) testualmente recita: “ in data odierna i verbalizzanti si sono recati presso la sede della ditta verificata ove hanno concluso l’ispezione documentale, al termine della quale hanno compilato il processo verbale di constatazione, previo commento e disamina, con la parte, di quanto riportato nelle pagine in precedenza”. Il processo verbale di constatazione, redatto in quattro esemplari, si compone di n. 58 fogli, più 191 allegati dalla lettera “A” alla lettera “L1”. Quindi in quel giorno e nell’arco temporale di un’ora si è conclusa l’ispezione documentale, si è redatto il processo verbale delle operazioni, si è compilato il processo verbale di constatazione, previo commento e disamina con la parte, e si è proceduto alla firma degli atti. Ferma restando che gli allegati erano già stati confezionati altrove dai verbalizzanti, si può affermare che nell’arco di un’ora si sono stampati 30 fogli per il processo verbale delle operazioni compiute ( 10 fogli per tre esemplari), si sono stampati 232 fogli per il processo verbale di constatazione (58 fogli per quattro esemplari) e, tenuto conto anche dei 191 allegati che, per tre esemplari, assommano a 573, si sono apposte ben 4.175 firme (essendo 5 i soggetti) in solo 3600 secondi! Impossibile! Una firma in meno di un secondo, senza tener conto della stampa e della lettura! Qualità dei rilievi formulati dai Militari nel processo verbale di constatazione redatto nei confronti della (presunta) “Società di Fatto e notificato, come detto, in data 29/5/2009. Punto 1. Accesso presso Fiscalservice s.a.s. (PVC del 29/5/2009, fg. 2) Al punto a.1, ultimo capoverso. In particolare i Militari affermano che il Tortora ha invitato l’Abbatescianni alla consegna agli operanti dell’elenco clienti. Se leggiamo il verbale delle operazioni compiute il 25/11/2008 al foglio n. 3, ottavo capoverso, si legge che è stata esibita la copia dell’elenco clienti della società riferito all’anno 2007. Sempre al foglio n. 3, al quinto capoverso dopo il termine inoltre, si legge “ stampa rubrica anagrafica unico persone fisiche dell’8/5/2005. Nel P.V.C. del 29/5/2009 risulta allegato sub. lettera “Q” una stampa di rubrica anagrafica unico persone fisiche dell’ 8/5/2007 con le annotazioni a margine. Non vi è alcun altro allegato relativo alla copia dell’elenco clienti della società riferito all’anno 2007. Se così è, e tanto non può essere smentito dagli allegati al P.V.C., ne consegue che la stampa rinvenuta è solo quella datata 8/5/2007 e che nessuna direttiva poteva essere mai stata data dal Tortora perché si esibisse qualcosa che già in precedenza era stato rinvenuto ed acquisito! Pertanto è legittimo ritenere che la “rubrica” di che trattasi sia stata erroneamnete indicata con la data 8/5/2005, anzicchè con la data 8/5/2007! Punto 2. Acquisizione Dati e Notizie Utili al Servizio Prima freccia (P.V. 13/5/2009 foglio n. 15, ripreso nel P.V.C. del 29/5/2009 al foglio n. 3, con rinvio agli allegati A e B): Come si evince chiaramente dall’attività di acquisizione di informazioni posta in essere nei confronti di alcuni clienti ( vedasi i citati Allegati al P.V.C.), nessun rapporto di qualsiasi natura è stato mai intrattenuto dai citati clienti con il sig. ABBATESCIANNI e TORTORA. La circostanza che il sig. ABBATESCIANNI conoscesse il cliente per motivi diversi da quelli inerenti la Fiscalservice e si accompagnasse al sig. TORTORA nelle vicinanze della sede della società, non pare possa essere considerato nella maniera più assoluta elemento essenziale e caratterizzante al fine di provare un rapporto di qualsivoglia natura con la predetta società, né tanto meno lo svolgimento di attività commerciale e/o di lavoro autonomo, ovvero di tipo occasionale. Tanto a comprova della assoluta non ingerenza del Tortora nelle vicende della società. Seconda freccia (P.V. del 13/5/2009 foglio n.16, ripreso nel P.V.C. del 29/5/2009 al foglio 3, con rinvio all’allegato C): I Militari affermano che la sig.ra Trovato Agata ha confermato in atti le dichiarazioni rese. Dalla lettura del citato allegato si evince solo che la Trovato ha confermato le dichiarazioni del Tortora, mentre per quel che riguarda le dichiarazioni dell’Abbatescianni e dello Spagnoli ha escluso qualsiasi forma di remunerazione e/o partecipazione attiva alle vicende societarie. Terza freccia (P.V. 13/5/2009 foglio n. 16, ripreso nel P.V.C. del 29/5/2009 al foglio n. 3): Il richiamo al P.V. del 5/2/2009, con il quale i militari ribadiscono che la disamina dei libri contabili, sotto il profilo formale e sostanziale, ha evidenziato la mancata annotazione indicata nella documentazione, appare quanto mai pretestuosa sulla base di quanto ampiamente esposto in precedenza. Quarta freccia (P.V. 13/5/2009 foglio n. 16, ripreso nel P.V.C. del 29/5/2009 al foglio n. 3): Con richiamo al P.V. del 4/3/2009 i Militari affermano che, dalla disamina tra i dati contenuti nel registro presumibilmente di prima nota ed identificabile con la copertina YAMAHA, con i dati contabili contenuti nel libro di contabilità ( libro giornale), si è potuto verificare sostanzialmente che dette operazioni sono state riportate in contabilità. Pur tuttavia i Militari hanno richiesto chiarimenti in merito alle seguenti due annotazioni e cioè: “ Buffetti (presi altro registro 102,00” e “Tortora deve 200” Al riguardo si precisa, oltre a quanto già esposto nel P.V. del 4/3/2009 al foglio n. 13, Sul registro YAMAHA ( al foglio n. 27 – terza scrittura – nel periodo compreso tra il 13/5 e il 28/6/2005) risulta solo annotato ma senza alcuna uscita il dato 102,00, in quanto indicato sul quaderno previsionale Flowers in data 9 giugno 2005 per l’identico importo con la dicitura Buffetti 102,00 ( foglio n. 28 – prima scrittura). La operazione si riferisce alle fatture Ufficio 2000 srl n. 3708 del 4/6/2005 di euro 58,50 e n. 3834 del 9/6/2005 di euro 43,50 e così per complessivi euro 102,00. Detto importo è stato corrisposto al fornitore in data 9/6/2005 per contanti e risulta contabilizzato sul Libro Giornale, pagina 2005/16, data 9/6/2005 riga n. 414, n. 415, n. 416 e 417. A seguito di tanto sul registro YAMAHA ( al foglio n. 27 – sesta scrittura) è stata annotata la relativa uscita di euro 105,00 (arrotondata per eccesso e riportata anche dai Militari nel P.V. del 4/3/2009 all’Allegato 1, foglio 13 – seconda scrittura) e sul registro previsionale FLOWERS si è proceduto allo storno per l’errore commesso. Il tutto è ben comprensibile osservando e leggendo sul registro FLOWERS al foglio n. 28 – terza scrittura – la dicitura : G/C Buffetti 102. Quanto alla annotazione “ Tortora deve 200” (al foglio n. 46 del registro YAMAHA e racchiusa in un riquadro), la stessa è da collocarsi temporalmente nella giornata del 24 dicembre 2006 e risulta effettuata a seguito di specifica richiesta del coniuge per le piccole spese di tipo familiare in quella particolare giornata. La circostanza che detto importo non sia stato portato a deconto delle singole operazioni sta certamente a significare che la somma è rientrata e che necessariamente doveva essere evidenziata su detto registro non potendola certamente inquadrare quale “previsione”. Sempre nel P.V. del 13/5/2009 al foglio n. 17 – terzo capoverso – i Militari scrivono : “… alla luce degli elementi sopra acquisiti, dalla documentazione contabile esaminata è possibile affermare quanto di seguito riportato in ordine alla sussistenza di comportamenti che denotano una partecipazione dei soggetti nell’ambito della società.” Questa considerazione viene nuovamente formulata nel P.V.C. in esame ed articolata in 9 (nove) punti che di seguito si esaminano per confutare in toto quanto ipotizzato dai Militari. Punto n. 1, foglio n. 4 del PVC del 29/5/2009,risultanze delle dichiarazioni rese. Si riportano le dichiarazioni rese in sede di accesso dai sigg. .., TORTORA e ... Esaminiamo le singole dichiarazioni. TORTORA DOMENICO ha detto essenzialmente: - di essere in possesso di nozioni tecnico giuridiche in campo fiscale - tributario. Non si ritiene che tale caratteristica possa essere giudicata qualificante per stigmatizzare un comportamento che denoti una partecipazione nell’ambito della società. Trattasi, di fatto, di un Centro Elaborazione Dati i cui limiti operativi sono ben noti e conosciuti e, pertanto, le nozioni giuridiche possedute non possono assolutamente stabilire un nesso di necessario coinvolgimento come ipotizzato dai Militari. - di essere il marito della sig.ra TROVATO e quindi in possesso delle chiavi di acceso all’ufficio, in quanto generalmente nella fascia tra le ore 19,00 e le 21,00 passa dalla FISCALSEREVICE per: prendere atto dell’integrità dei locali, per prendere la moglie e riportarla a casa e, se deve attendere, indubbiamente prende qualche telefonata e la annota o se la postazione è libera si collega ad Internet. Dai comportamenti sopra descritti non si evince alcunché di strano e/o anomalo, né tale circostanza appare essere significativa dello svolgimento di una qualsivoglia attività di “consulenza fiscale” o di altro tipo. I Militari hanno trascritto poi che il sig. TORTORA discute della dialettica tecnico – giuridica delle pratiche afferenti i clienti sulla base delle domande che la moglie gli pone. Qui proprio non ci siamo. Non è possibile discutere della dialettica, posto che essa è uno dei principali metodi argomentativi della filosofia ed il cui significato è quello di “ parlare attraverso” e più precisamente “arte del dialogare”, intesa come strumento di indagine della verità. Fatta questa doverosa considerazione, è inevitabile porsi dei dubbi, quali ad esempio: se la sig.ra TROVATO, moglie del sig. TORTORA, dovesse chiedere al marito una informazione in campo fiscale, quest’ultimo ha la libertà di risponderle oppure no, solo perché pubblico dipendente? E se la moglie si recasse in Ufficio, come qualsiasi cittadino, per chiedere delle informazioni al front-office o per questioni particolari al back-office, anche in questi casi il sig. TORTORA dovrebbe astenersi? Sarebbe veramente assurdo! In pratica il sig. TORTORA può dialogare con tutto l’universo mondo anche di problematiche particolarmente delicate con l’utenza qualificata, ma deve tacere se la moglie gli chiede di un banale ravvedimento operoso! E poi, il dialogo con il proprio coniuge, anche su argomenti fiscali, non pare proprio che sia vietato dalla legge n. 662/96 o dal D.Lgs n. 16! Non va inoltre sottaciuta la circostanza che il sig. TORTORA, nella dichiarazione resa, ha precisato in maniera inequivocabile la sua occasionale ed estemporanea presenza e che tale circostanza non ha comportato né poteva comportare alcun compenso, omaggio o regalia di sorta da parte sia della FISCALSERVICE sas che di chicchessia. Né tanto meno alla data dell’accesso i Militari hanno rinvenuto il Tortora intento a compiere alcuna operazione nel predetto locale, anzi lo stesso, essendo appena giunto, indossava ancora il cappotto ed era sull’uscio pronto per andare via non avendo trovato il coniuge. Nel P.V.C. del 29/5/2009, foglio n. 7. Per quel che concerne la circostanza che le predette dichiarazioni rese potrebbero essere valutate, nei loro effetti, come confessioni extragiudiziali ex artt. 2733 e 2735 del codice civile ( P.V. del 13/5/2009, foglio n. 19, primo capoverso), si osserva quanto segue. Certamente non siamo nell’ipotesi di cui all’art. 2733 in quanto detta confessione non è avvenuta nel corso di un giudizio. La stessa andrebbe inquadrata quale confessione stragiudiziale ex art. 2735, ma nell’ambito del contenzioso tributario a tale confessione non può essere attribuita l’efficacia di piena prova legale, così come nel processo civile dovendo, al contrario, la dichiarazione c.d. confessoria essere ritenuta come un semplice mezzo di prova soggetto alla libera valutazione del giudice. Non va sottaciuto, inoltre, che tali dichiarazioni, per essere valide ed efficaci devono essere rilasciate da un soggetto capace, senza che le stesse possano essere state cagionate da errore di fatto o violenza. Al riguardo, come già esposto in precedenza, quali garanzie mi sono state offerte nel momento in cui la sera del 25/11/2008 ben cinque militari sono entrati alle ore 19,25 trattenendosi fino alle ore 00,15 del 26/11/2008… NESSUNA! D’altronde, considerato che l’escussione dei presenti è avvenuta quasi in contemporanea ( quella di ABBATESCIANNI si è conclusa alle ore 21,20 – quella di SPAGNOLI alle ore 21,45 e quella di TORTORA alle ore 22,00) resta da chiedersi quali siano state le altre attività svolte dai cinque Militari, sia prima che dopo! Punto n. 3, foglio n. 7, del PVC del 29/5/2009 ( che riprende il contenuto del P.V. del 13/5/2009, al foglio 19, punto 3) si legge: riscontro di una percezione di liquidità relativa alle annotazioni eseguite in apposito registro manoscritto – identificabile con quello con copertina “Flowers Pigna” tenuto dall’Abbatescianni, dal quale risultano detti prelievi. Come si evince chiaramente da quanto su esposto, i Militari parlano essenzialmente di percezione di liquidità. In pratica, sulla base di un TEOREMA già precostituito, si cerca nel prosieguo della esposizione di dare per dimostrato ciò che al contrario non è. Innanzi tutto si ribadisce la funzione previsionale del predetto registro come asserito dall’amministratore; le registrazioni non hanno cadenza squisitamente mensile e la annotazione “3” sta solo ad indicare la possibilità, qualora vi fosse provvista, di procedere ad un riparto di acconto utili con la medesima cadenza trimestrale. Infatti, come si rileva dai prospetti, sia forniti ai Militari che esibiti in questa sede, i riparti hanno avuto la seguente cadenza, inserendo anche il nuovo periodo di imposta anno 2003: per l’anno 2003 al 26 marzo n. 2 assegni da euro 2.250,00 per un totale di euro 4.500,00 al 24 aprile n. 2 assegni da euro 1.500,00 per un totale di euro 3.000,00 al 28 luglio n. 2 assegni da euro 2.500,00 per un totale di euro 5.000,00 al 21 novembre n. 2 assegni da euro 1.500,00 per un totale di euro 3.000,00 al 30 dicembre contanti x 2 da euro 480,00 per un totale di euro 960,00 per l’anno 2004 al 7 gennaio n. 2 assegni da euro 1.750,00 per un Totale di euro 3.500,00 al 4 maggio n. 2 assegni da euro 1.500,00 per un totale di euro 3.000,00 al 23 agosto n. 2 assegni da euro 3.000,00 per un totale di euro 6.000,00 al 2 novembre n. 2 assegni da euro 1.500,00 per un totale di euro 3.000,00 per l’anno 2005 al 5 gennaio n. 2 assegni da euro 3.000,00 per un totale di euro 6.000,00 al 11 aprile n. 2 assegni da euro 2.250,00 per un totale di euro 5.000,00 al 1 agosto n. 2 assegni da euro 2.250,00 per un totale di euro 5.000,00 al 31 ottobre n. 2 assegni da euro 1.800,00 per un totale di euro 3.600,00 al 30 dicembre n. 2 assegni da euro 4.500,00 per un totale di euro 9.000,00 per l’anno 2006 al 17 marzo n. 2 assegni da euro 1.500,00 per un totale di euro 3.000,00 al 17 luglio n. 2 assegni da euro 3.000,00 per un totale di euro 6.000,00 al 25 settembre n. 2 assegni da euro 1.500,00 per un totale di euro 3.000,00 al 16 novembre n. 2 assegni da euro 2.250,00 per un totale di euro 4.500,00 al 28 dicembre n. 1 assegno da euro 3.750,00 per un totale di euro 3.750,00 per l’anno 2007 al 4 gennaio n. 1 assegno da euro 3.750,00 per un totale di euro 3.750,00 al 13 aprile n. 2 assegni da euro 1.500,00 per un totale di euro 3.000,00 al 7 agosto n. 2 assegni da euro 2.250,00 per un totale di euro 4.500,00 al 12 novembre n. 2 assegni da euro 2.250,00 per un totale di euro 4.500,00 al 28 dicembre n. 2 assegni da euro 2.250,00 per un totale di euro 4.500,00 per l’anno 2008 al 7 marzo n. 2 assegni da euro 1.800,00 per un totale di euro 3.600,00 al 12 aprile n. 2 assegni da euro 1.500,00 per un totale di euro 3.000,00 al 18 agosto n. 2 assegni da euro 2.250,00 per un totale di euro 4.500,00 al 31 dicembre n. 2 prelievi da euro 600,00 per un totale di euro 1.200,00 Per quel che riguarda le considerazioni dei Militari, formulate nel P.V. C. del 29/5/2009, al foglio n. 9, primo capoverso, e precisamente che la natura giuridica di dette operazioni di prelievo sono da ricomprendere nelle presunzioni gravi, precise e concordanti richieste dall’art. 2729 del c.c. per effetto dei quali si può affermare che detti prelievi sono da ricondurre alle persone di Abbatescianni, Tortora e Spagnoli, si osserva quanto segue. I Militari affermano che le predette operazioni sono da considerarsi prelievi, ma nessuna prova, neppure semplicemente indiziaria viene offerta. Il tutto è solo ed esclusivamente basato su annotazioni apposte in un quaderno previsionale sul quale non compaiono né nomi né cognomi né importi ma solo “ un numero x “ 3””. Premesso che le presunzioni non stabilite dalle legge sono lasciate al libero apprezzamento del giudice, esaminiamo se i fatti, come assunti dai Militari, abbiano o meno i requisiti della gravità, della precisione e della concordanza, di guisa che, tramite la conoscenza di un fatto secondario, si deduca da questo l’esistenza del fatto principale ignorato. In particolare il requisito della gravità si riferisce al convincimento che le presunzioni sono idonee a produrre, essendo a tal fine sufficiente che l’esistenza del fatto ignoto sia desunta con ragionevole certezza, anche probabilistica; il requisito della precisione impone che i fatti noti da cui muove il ragionamento probabilistico ed il percorso che essi seguono non siano vaghi ma ben determinati nella loro realtà storica ed il requisito della concordanza postula che la prova sia fondata su una pluralità di fatti noti convergenti nella dimostrazione del fatto ignoto. (Si veda in tal senso Cass. Civ. – Sez. Lav. N. 11906 del 6/8/2003) Nella fattispecie in esame non pare vi sia alcuno dei requisiti come sopra ben delineati. Manca la gravità, in quanto non vi è ragionevole certezza del postulato del fatto noto da cui far discendere il fatto ignoto; manca la precisione, in quanto il percorso non appare assolutamente probabile, ma vago e squisitamente assiomatico nel senso che ritiene provato quel che al contrario dovrebbe essere provato; manca la concordanza, in quanto al di là della pluralità e convergenza dei fatti noti, nessun nesso teleologico evidenzia una qualsivoglia correlazione tra le annotazioni e i soggetti chiamati in causa. Nonostante le dichiarazioni della Parte, i Militari sostengono che dette affermazioni non sono corrispondenti ad una analitica analisi non solo con riferimento alle operazioni riepilogate precedentemente, ma anche, e soprattutto, in riferimento alla tenuta complessiva del registro e di cui si dirà al punto 4. ESAMINIAMOLE : Punto n. 4, foglio n. 9, del PVC del 29/5/2009. Natura del registro manoscritto recante una copertina con dei fiori e la scritta “ Pigna Flowers” dal quale si evince: - La sistematicità cronologica delle annotazioni. Al foglio n. 10, primo capoverso, si afferma che “ pertanto, mal si concilia la perfetta tenuta di una contabilità, così come sopra riportato, con le dichiarazioni fornite dalla sig.ra TROVATO Agata, a meno che non si voglia ipotizzare che un soggetto abbia tenuto per circa sei anni una contabilità riconducibile ad annotazioni che non sono reali ma solo previsionali, così come intende voler accreditare la sig.ra TROVATO Agata allorquando dichiara: .. “ omissis “ OSSERVAZIONI: Non si comprende nella maniera più assoluta perché la perfetta tenuta della contabilità, peraltro mai richiesta e/o esaminata nella sua interezza, mal si concilierebbe con le dichiarazioni della sig.ra TROVATO. Non si comprende neppure il significato dell’ipotesi formulata dai Militari allorquando affermano che ciò sarebbe credibile solo ammettendo che un soggetto tenga e conservi per sei anni una contabilità caratterizzata da annotazioni che non sono reali! Ma come è stato conservato il quaderno previsionale con la scritta “Flowers Pigna”, così pure è stato conservato il quaderno con il Centauro su moto “YAMAHA”, ma di quest’ultimo quaderno e del confronto con le scritture sul libro giornale se ne offre spedita e rapida informazione solo nel P.V. del 4/3/2009, quasi a volerne sommariamente trascurare la correttezza. Anche questo quaderno è stato conservato per circa sei anni, come tutta la documentazione contabile e amministrativa. -le ripetute annotazioni relative alla percezione fra i tre dipendenti pubblici, di cui due ancora in servizio, oggetto di verifica di importi di denaro. (foglio n. 10, secondo capoverso, primo pallino, del P.V.C.) OSSERVAZIONI: Con questa semplice considerazione i Militari ritengono che quelle annotazioni siano relative alla percezione di importi di denaro. Come già detto, si dà per dimostrato quel che si dovrebbe dimostrare. Ma non basta. Quegli importi sono stati percepiti dai tre dipendenti pubblici. Nessuna prova o elemento viene offerto all’esame, nessun assegno intestato ai tre soggetti, nessuna quietanza firmata dagli stessi, nessuna somma rinvenuta in eccesso e/o in difetto rispetto al saldo di cassa al 25/11/2008, data di inizio delle operazioni. -i continui riferimenti ad operazioni registrate in entrata corrisposti da soggetti che sono anche clienti della Fiscalservice sas, atteso l’eseguito riscontro tra detti nominativi e l’elenco clienti acquisito in sede di controllo. (foglio n. 10, secondo capoverso, secondo pallino, del P.V.C.) OSSERVAZIONI Proprio questa considerazione fatta dai Militari è la specifica ammissione della natura previsionale del suddetto quaderno “Flowers”. Sullo stesso, infatti, come già detto in precedenza e oggetto di comparazione con il quaderno “YAMAHA”, sono riportate le previsioni di incasso ( spesso al netto I.V.A.) proprio di quei soggetti che sono clienti della Fiscalservice sas. Nessun nominativo nuovo e/o diverso da quelli contenuti nell’elenco dei clienti è stato rinvenuto e contestato! -le ricorrenti annotazioni relative a spese di gestione ordinaria della sede ove è ubicata la cennata s.a.s. (foglio n. 10, secondo capoverso, terzo pallino, del P.V.C.) OSSERVAZIONI Se il quaderno in esame ha natura previsionale per la società ed anche di memoria personale dell’amministratore, non si comprende nella maniera più assoluta quale possa essere la valenza delle annotazioni ai fini della su richiamata “percezione di liquidità”. -l’indicazione della seguente annotazione: “ Stornare dal Nero a fatturato pertanto prelevare dall’altro registro, relativa ad una operazione registrata BUFFETTI ft 27/03 di 17,00” (foglio n. 10, secondo capoverso, quarto pallino, del P.V.C.) OSSERVAZIONI Anche in questa circostanza appare netto e chiaro il sommario controllo effettuato dai Militari. In data 27/03/2004 è stata ricevuta e pagata la fattura n. 2590 del 27/3/2004 dell’Ufficio 2000 srl per l’importo di euro 17,04. Detta operazione erroneamente è stata indicata per euro 17 sul quaderno “Flowers” al foglio 13, sesta scrittura, tant’è che successivamente è stata stornata, prima della nona scrittura,per il pari importo di euro 17. Correttamente, sul quaderno “YAMAHA” al foglio 14, seconda scrittura, in data 27/3/2004, è stato indicato BUFFETTI ft. 27/3 17. La scrittura relativa alla fattura n. 2590 del 27/3/2004 è riportata in contabilità sul Libro Giornale, pagina 8/2004, del 27/3/2004. Riga n. 239, n. 240 e n. 241 per quel che riguarda la rilevazione del Costo e del Debito verso il Fornitore Ufficio 2000 e successivamente, per il pagamento sul Libro Giornale di Contabilità, pagina n. 8/2004,data 27/3/2004, riga n. 242 e n. 243, immediatamente successive a quelle già indicate, con evidente contestualità delle operazioni. Punto n. 5, foglio n. 12, del PVC del 29/5/2009, con rinvio agli allegati F,G e H, si legge: accertata disponibilità della struttura societaria, correlata al possesso delle chiavi e alla disponibilità del locale e delle strutture tecniche della società. OSSERVAZIONI Al riguardo i Militari formulano questa considerazione senza alcun riferimento preciso e puntuale a fatti elementi e circostanze. Non va sottaciuto che, alla data dell’accesso dei Militari, sia il Tortora che l’Abbatescianni erano in piedi a colloquiare tra loro e che nessuna specifica o particolare attività stavano compiendo in quel momento. Anzi, va aggiunto che il Tortora, essendo appena arrivato in quanto era uscito dall’Ufficio di Brindisi alle ore 17,40, indossava ancora il cappotto ed era sull’uscio per andare via, atteso che il coniuge non era presente. Sempre nello stesso verbale del 25/11/2008 al foglio n. 2 e n. 3, si legge che, a supporto delle dichiarazioni rese dall’ABBATESCIANNI, vengono acquisiti n. 7 fogli di cui 4 manoscritti e 3 fax (foglio n. 2 terz’ultimo capoverso); al foglio n. 3 ( nella parte centrale) si legge che, a supporto delle dichiarazioni rese dall’ABBATESCIANNI, è stata rinvenuta la seguente documentazione: n. 4 fogli manoscritti. Non è chiaro se si tratta sempre della stessa documentazione o di altra. Questa considerazione è molto opportuna, laddove si consideri che della stessa non vi è alcuna traccia negli allegati da “A” a “L1” al P.V.C. su richiamato! Ma questi documenti erano o non erano a supporto delle dichiarazioni rese dall’Abbatescianni! Punto n. 6, foglio n. 12, del PVC del 29/5/2009, si legge: In ordine alle dichiarazioni fornite dal dott. Tortora Domenico. OSSERVAZIONI Prima freccia: i Militari sostengono che vi sia una sostanziale conferma alla circostanza che il citato, anche se con le modalità indicate nell’atto sopra riportato, comunque fornisce chiarimenti tecnico - giuridici nei confronti di tematiche concernenti pratiche di clienti della società. Al riguardo si sono già fornite esaustive motivazioni in precedenza, ancorchè appaia indispensabile in questa sede ribadire che il dialogare con il proprio coniuge di qualsiasi argomento, anche di natura fiscale, non costituisce né potrà mai costituire esercizio di ogni e qualsivoglia attività vietata dalla legge. Seconda freccia: “una assidua frequentazione dello studio (giornalmente nella fascia oraria 19.00/21.00)” Premesso che non si tratta di uno studio (professionale), è altresì essenziale in questa sede espungere dal contesto l’aggettivo qualificativo “assidua” (frequentazione) in quanto sintomatico di una presenza costante e duratura, proprio perché così non è. E poi, anche la fascia oraria compresa tra le ore 19,00/21,00 non solo è estremamente approssimativa, ma sta solo e semplicemente ad indicare l’arco temporale in cui presumibilmente si passava per incontrare il coniuge e non già la costante permanenza in detto luogo ovvero lo svolgimento di qualsivoglia attività! Terza freccia: ”la preoccupazione di verificare l’integrità della struttura della società, entità giuridica e patrimoniale nettamente distinta da quella personale”. Al riguardo non si ravvisa nulla di anomalo, né tanto meno si comprende il nesso eziologico tra l’entità giuridica e patrimoniale della società con quella personale. Quale sarebbe la causa e quale l’effetto. Perché definire quella del Tortora una “preoccupazione” quando, al contrario è un comportamento squisitamente normale. E come potevano i Militari, quella sera, leggere un sentimento così intimo nella psiche del Tortora, posto che non avevano nessuna “macchina della verità” con cui misurare le sue sensazioni! Quarta freccia: “il possesso delle chiavi dello studio nonché, parimenti, delle password di accesso ai personal computer presenti nello studio conferisce ulteriore valore aggiunto alla tesi dell’interesse del dott. Tortora Domenico nella società”. Per verificare la integrità dei locali nei giorni in cui l’Ufficio non veniva frequentato è semplicemente naturale che la propria moglie dia le chiavi della struttura al marito, indipendentemente dalla circostanza che lo stesso sia un dipendente pubblico. Quanto al valore aggiunto circa l’interesse del Tortora nella società, questo rientra nel comune agire e sentire. Chi non si occupa e/o preoccupa di come vanno le cose del proprio coniuge. Questo credo accada quotidianamente nell’ambito familiare, laddove non ci sono segreti di natura particolare tra i coniugi. Per quel che riguarda le password, quella conosciuta è solo finalizzata all’accensione del computer per navigare in internet o altro, in quanto l’accesso ai programmi contabili è protetto da altra password a conoscenza solo dell’Amministratore! Nessuna attività in tal senso è stata svolta dai Militari. Quinta freccia: “in ordine alla documentazione rinvenuta in sede di accesso presso la Fiscalservice sas riconducibile al dott. Tortora Domenico, - e ritirata solo a titolo di esempio a supporto di quanto da lui dichiarato -, a conferma della sua partecipazione diretta sulla contabilità sono state rilevate : -stampa rubrica anagrafica unico persone fisiche dell’8/5/2007 con allegati fogli manoscritti sui quali sono stati riportati alcuni clienti della citata società con annotazioni riconducibili ad importi da versare/fatturare, seguiti da segni convenzionali quali OK, ? e X, riportate su carta intestata alla ditta Salamino srl con sede in Casamassima -modelli F24 con appunto manoscritto dal Tortora; -n. 3 fogli manoscritti dr. Tortora con annotazioni riferibili a soggetti clienti della società; -cartella esattoriale relativa ad una posizione ICI e appunti manoscritti dal medesimo dr. TORTORA; -copia fax intestata al sig. Signorile Michele relativa all’autoliquidazione INAIL, del premio 2006/2007, inviata per competenza alla c.a. del dott. Tortora Domenico”. OSSERVAZIONI STAMPA RUBRICA ANAGRAFICA -In ordine ai fogli manoscritti, nel ribadire che gli originali sono privi di qualsiasi firma da parte dei Militari e della Parte, in quanto la documentazione è stata acquisita in originale e restituita solo con P.V. del 5/2/2009, foglio n. 11, si rappresenta quanto segue. Dall’esame della predetta documentazione appare, ictu oculi, la natura ed il significato delle singole scritturazioni, di certo non imputabili al Tortora e neppure abbisognevoli di particolari spiegazioni. Primo foglio e secondo foglio: I nominativi dei soggetti indicati nel predetto foglio costituiscono, da quel che si vede solo un semplice pro memoria. Infatti, il numero a fianco di ciascuno non è assolutamente riconducibile a importi da versare e/o fatturare bensì solo ed esclusivamente alla loro posizione nell’archivio e tanto solo per facilitarne la ricerca. Il segno convenzionale raffigurato con il simbolo OK ovvero X, sta semplicemente ad indicare lo stato di avanzamento dei lavori e precisamente la X, avanzamento parziale, l’OK, dichiarazione completata, il ?, soggetto ancora carente di documentazione. La informazione circa la interpretazione univoca di segni convenzionali non necessita di spiegazioni e qualora ve ne fosse stato bisogno andava richiesta all’Amministratore della Fiscalservice. Quarto foglio: indicazione del valore dei Beni Strumentali da indicare nello Studio di Settore, così come comunicato dai Clienti. In prosieguo i nominativi dei clienti ai quali consegnare le deleghe, tanto è vero che a metà pagina vi è una riga con sopra indicato: “dare deleghe”. Quinto foglio: annotazione delle società, con a fianco la simbologia di cui già si è detto. Sesto foglio: annotazioni varie. Pertanto appare quanto mai esasperato voler dedurre da tali semplici ed insignificanti elementi una particolare partecipazione diretta sulle contabilità da parte del Tortora. Se il Tortora è intervenuto, nel senso di chiarire il significato dei fatti ai Militari Verbalizzanti, lo ha fatto solo perché da esperto verificatore contabile gli appariva quanto mai particolarmente strano che un Alto in grado della G. di F., parliamo di un Maggiore, non avesse assolutamente nozioni di contabilità o conoscenze specifiche nel settore, mostrando evidenti difficoltà anche nella più semplice interpretazione di fatti elementari, che sono ormai da tempo patrimonio anche del contribuente più sprovvedutoe ingenuo! MODELLI F24 CON APPUNTO MANOSCRITTO DAL TORTORA -In ordine al predetto mod. F24 ed all’appunto manoscritto, non si può che ribadire quanto già detto. Poiché in sede di compilazione l’amministratore sig.ra TROVATO (moglie del TORTORA) si è resa conto che probabilmente vi era qualche errore, ha chiesto al coniuge di evidenziargli il problema. Cosa che è stata fatta verbalmente e con estrema disponibilità e che si sarebbe potuta fare anche presso lo sportello di un qualsiasi Ufficio dell’Agenzia. Ma per i Militari è vietato al Tortora di parlare e/o discutere con la moglie! Ad ogni buon conto, l’allegato “R” risulta composto di n. 3 fogli, ma di questi sul secondo e sul terzo non vi è alcun appunto del Tortora, atteso che il secondo è una fotocopia del primo e il terzo non contiene alcuna scrittura. N.3 FOGLI MANOSCRITTI DR. TORTORA CON ANNOTAZIONI RIFERIBILI A SOGGETTI CLIENTI DELLA SOCIETA’ -anche in questo caso, si tratta di semplici annotazioni che non possono essre attribuite assolutamente al Tortora in quanto mai dallo stasso riconosciute come proprie. Cartella esattoriale relativa ad una posizione ICI e appunti manoscritti dal medesimo dr. TORTORA -al riguardo, sulla base della documentazione in atti, non si tratta di una Cartella esattoriale ai fini ICI, ma solo di un prospetto di conteggio elaborato dall’Amministratore in nome e per conto della propria madre sig. PASTORE Giovanna. Infatti, il foglio di che trattasi reca la posizione del contribuente ed il codice fiscale PSTGNN24E60A662V - il cognome PASTORE ed il nome GIOVANNA. Poiché era stato commesso un errore, la sig. TROVATO (moglie del TORTORA) ha chiesto al marito, portando a casa il foglio, di calcolare gli importi da ravvedimento operoso per la propria madre, nonché suocera del Tortora. Non pare che questo sia esecrabile, quanto meno dal punto di vista dei rapporti di parentela! Parentela che, in sede di dubbio espresso dal C.T.U. nominato dalla Commissione Tributaria Provinciale di Bari a seguito di impugnativa degli avvisi di accertamento, è stata comprovata con la esibizione di Procura Generale conferita dalla genitrice Pastore Giovanna alla propria figlia Trovato Agata in epoca ante 25/11/2008. ASSURDO, MA VERO. Le su esposte considerazioni sono state accolte e condivise dai Militari, come da note n. 1 e n. 2 riportate in calce al P.V.C. in esame al foglio n. 12 e n. 13. Per quel che riguarda la attribuzione o paternità di alcuni scritti che sarebbero a me attribuibili, circostanza questa assolutamente priva di un mio espresso o concludente riconoscimento, tanto è vero che nessuna domanda in tal senso mi è stata mai formulata dai verbalizzanti nel processo verbale di escussione, faccio presente, in questa circostanza, violando consapevolmente il mio diritto alla privacy, che non potevo riconoscere la paternità di quegli scritti in quanto non provenienti dalle mie mani, per i motivi e la documentazione che di seguito elenco, con esibizione a semplice richiesta e precisamente: - Studio G. GRIMALDI – Bari 4.4.95 – Sig. TORTORA DOMENICO A. 46 N. 45902. RX MANI Diagnosi: Segni di artrosi metacarpo falangea ed interfalangea,con riduzione della rima articolare soprattutto a carico delle articolazioni distali del 2° e 3° dito della mano sx. - Studio G. GRIMALDI – Bari 20.4.96 – Sig. TORTORA DOMENICO A. 47 N. 66175 MANI su lastre MAMM. Diagnosi: Artropatia degenerativa cronica in sede interfalangea distale soprattutto a sinistra, con riduzione dell’interlinea articolare. -Regione Puglia AUS BA/4 P.O. DI VENERE – U.O. Complessa di Neurologia Domenico Tortora – Data Refereto 17/12/2007 – Indagine n. 00007292 Note: L’esame elettromiografico praticato a livello del trapezio, deltoide posteriore, bicipite, abduttore breve del pollice, estensore comune delle dita ha evidenziato presenza di attività spontanea a riposo a tipo fibrillazione a livello del bicipite, dopo contrazione volontaria ridotto il reclutamento di um a livello del deltoide posteriore, marcatamente ridotto a livello del bicipite, estensore comune delle dita, abduttore breve del pollice. L’esame elettroneurografico del mediano DX, nel tratto polso gomito, ha evidenziato aumento della latenza distale del map evocato. Inoltre,anche a seguito di successivo aggravamento, essendo la patologia molto dolorosa, sono ormai oltre dieci anni che con la mano destra non posso più scrivere in corsivo né tanto meno con speditezza. Mi è consentito solo scrivere in stampatello maiuscolo e con molta difficoltà dovendo concentrare la forza della dita per impugnare lo stilo. In altri termini: NON POSSO SCRIVERE PERCHE’ NON HO LA FORZA DI IMPUGNARE LA PENNA! Copia fax intestata al sig. Signorile Michele relativa all’autoliquidazione INAIL, del premio 2006/2007, inviata per competenza alla c.a. del dott. Tortora Domenico. -passando dalla Fiscalservice per riprendere la moglie e fare ritorno a casa, allo squillo del telefono, essendo la sig.ra Trovato impegnata altrove, il Tortora rispondeva al telefono e alle richieste di informazioni da parte del sig. SIGNORILE M. circa un documento pervenutogli dall’INAIL, lo invitava a trasmetterlo per fax. Questi prontamente spediva il foglio e lo indirizzava all’attenzione del Tortora, posto che per correttezza ed educazione il Tortora si era presentato al Signorile come si conviene tra persone civili ed educate. D’altronde, appare di tutta evidenza che la Fiscalservice non opera né potrebbe operare nel campo afferente la materia del Lavoro e della Previdenza. ìSesta freccia: di aver datato, con le modalità sopra riportate, la sua presenza in ambito societario dall’anno 2000 circa. Tenuto conto che la Fiscalservice è sorta come società fin dal lontano Novembre 1991, la predetta circostanza appare essere assolutamente influente ai fini di che trattasi, posto che il sottoscritto, per ben due volte, è stato già oggetto di indagine ai sensi della legge n. 662/1996 nell’anno 1997 e nell’anno 2001 (entrambe archiviate). Tali circostanze, quindi, erano già note all’ amministrazione, ma questa ha ritenuto giustamente di archiviarle in quanto non

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