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RIFLESSIONI POLITICHE

CIULLI TOMMASO E-MAIL: ciullitom@alice.it Scrivo questa lettera in qualità di consigliere Comunale di un piccolo paese di 18.000 abitanti, perché mi sento in dovere verso il mio Paese di fare delle dovute riflessioni. Siamo in una fase politica ed economico-finanziaria molto difficoltosa, in cui milioni di famiglie non riescono ad arrivare a fine mese, in cui gli Imprenditori arrivano a suicidarsi perché distrutti da una pressione fiscale che non ha eguali in Europa, in cui ai Politici non interessa niente di risanare il nostro Paese e di aiutarlo a crescere ed a svilupparsi. Mi hanno sempre insegnato, fin da bambino, che i problemi per essere risolti devono essere affrontati, cercando di ottenere sempre la migliore soluzione. Sono un ragazzo di 24 Anni che ama la Politica, che ama il suo Comune e ama tremendamente il suo Paese. E sono veramente infastidito da Politici vecchi, che sono in Parlamento da più di vent’anni, che non agiscono su nessun problema, ma soprattutto che non hanno a cuore l’Italia. Vedete, io intendo la politica, come un dovere sociale, pensando al mio futuro, a quello dei miei figli, a quello dei miei nipoti. Non ho interessi di poltrona, non ho interessi ad avere privilegi, vitalizi, ho solo l’interesse di servire il mio Paese con dovere civico e spirito d’iniziativa. E’ l’ora di finirla con il lasciare tutto inalterato, senza riformare mai niente, ed aspettare che il Paese muoia e si avviti su se stesso. Ci sono moltissime cure di cui questo Paese ha bisogno, a cominciare dalla diminuzione dei Parlamentari a n. 500, equamente divisi tra Senato e Camera che non dovranno più fare lo stesso mestiere e far passare le solite leggi aumentando i tempi di approvazione, ma ognuna avrà compiti ben precisi. Dovremo tagliare i benefit, i vitalizi e gli stipendi dei Parlamentari e di tutta la macchina statale, con un massimo di stipendi di Euro 5.000,00 mensili, e togliere dalla politica tutti quei politici corrotti, che ancora oggi, posso svolgere il loro compito indisturbati. Dobbiamo immediatamente abolire le province, e unificare i piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti per avere ingenti risparmi nella spesa pubblica della amministrazioni locali. I partiti politici non dovranno più avere finanziamenti pubblici, le campagne elettorali si fanno con spirito sociale, camminando tra le persone ed ottenendo voti per i programmi di legislatura. Il Parlamento è il primo organo politico dello Stato, ma oltre a quello ci sono moltissime amministrazioni locali e aziende partecipate che hanno migliaia di consiglieri d’amministrazione che devono essere diminuiti anche privatizzando tali aziende. Ci sono aziende Pubbliche della Sanità, la Polizia, e tantissime altre, dove i dirigenti guadagnano milioni di Euro annui, e chi ogni giorno, tipo medici ed infermieri o poliziotti, rischiano la loro vita o la vita altrui percepiscono stipendi ridicoli. I dirigenti delle aziende Pubbliche devono essere a termine, e una volta terminato il loro mandato, non possono essere rieletti, ma nemmeno trasferiti verso altre Amministrazioni Pubbliche. Dovremo eliminare immediatamente qualsiasi forma di agevolazione fiscale a cooperative ed ogni altra forma che usufruisce di tali agevolazioni. Tagliare immediatamente le accise sulla benzina, in quanto servono a finanziare eventi accaduti anni fa e adesso c’e’ bisogno di far risparmiare il cittadino. Ridurre il numero delle leggi Italiane, in quanto ci sono moltissime leggi che si contrappongo e creano disagi nella loro attuazione oltre ad avere costi esagerati. Le leggi devono essere certe, e i processi devono essere più veloci, ma soprattutto le pene certe. Uno dei maggiori motivi perché in Italia si delinque sotto ogni punto di vista, fiscale, penale, è l’incertezza della pena, che lascia libero spazio ad ogni persona di delinquere perché lo Stato non è presente. I cittadini non possono più sopportare un aumento continuo delle tasse, quando ci sarebbero interi capitoli di spesa pubblica da tagliare, in quanto, secondo il sottoscritto, la crescita si potrà avere solo e soltanto se verrà abbassata drasticamente la spesa pubblica, perché non è più sopportabile un aumento di pressione fiscale per varare delle riforme. L’aumento delle tasse sui cittadini e le imprese porta ad una contrazione dei consumi e ad un minor poter d’acquisto delle persone che blocca tutto il Paese, come sta effettivamente avvenendo. E poi dovremo attuare azioni che mettono al centro di tutto i GIOVANI, perché se iniziamo a basare il nostro futuro su di loro, allora potremo crescere veramente. I giovani dovrebbero essere eleggibili sia alla Camera che al Senato dall’età dei 20 anni, gli dovremo dare il diritto di voto dai 16 Anni, dovremo insegnarli a fare impresa e aiutarli a mettere il campo tutte le loro idee. E per ultima, la riforma più importante di cui questo Paese ha bisogno: l’introduzione del MERITO. E’ con l’introduzione del merito che ogni persona può raggiungere qualsiasi livello sociale ed economico, e poter dimostrare che ognuno può portare quella ventata di cambiamento di cui il nostro Paese ha bisogno. Lo sappiamo tutti, il nostro è il paese delle raccomandazioni, delle clientele, delle famiglie, delle caste, delle corporazioni, delle oligarchie, delle mafie. Un solo dato: l'Italia è la società più ineguale dell'Occidente. Ha grandissime disuguaglianze tra ricchi e poveri e al tempo stesso è uno dei paesi con la minore mobilità sociale: i poveri da noi restano poveri per sempre e in maniera ineluttabile. Questo sistema sta provocando danni gravissimi al paese, che perde ogni giorno posizioni in uno scenario globalizzato sempre più competitivo: da almeno 15 anni in Italia la ricchezza aumenta meno che negli altri paesi sviluppati. Dobbiamo invertire questa tendenza per valorizzare il talento e rendere il nostro Paese più ricco e più giusto, in quanto la mancanza di meritocrazia nell'economia italiana e l'incapacità di produrre leader eccellenti sia nel settore pubblico, sia in quello privato genera il declino del Paese, i bassi salari e il conseguente calo del potere d'acquisto dei cittadini. Non possiamo più aspettare che i politici di questo paese stiano con le mani in mano senza prendere decisioni per il nostro futuro, abbiamo bisogno di un cambio di passo che possa tornare a farci crescere e vivere dignitosamente. E’ adesso il momento di far veramente vedere se noi Italiani siamo capaci di ribaltare la situazione e far capire che teniamo al nostro presente, ma soprattutto al nostro futuro. Faccio un appello agli Italiani, cambiamo questa classe politica di vecchi ideologici, che non hanno la minima intenzione di ascoltare i cittadini, le loro problematiche, ma pensano solo ed esclusivamente alle loro poltrone ed alle loro Tasche. L’Italia siamo noi ed è dagli Italiani che deve partire il CAMBIAMENTO. Il Consigliere Comunale (Ciulli Tommaso)

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