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Secondo me

Il governo attuale con le sue riforme, certamente non eque, sta trascinando il Paese alle porte di una disperazione popolare, prossima al caos, vedi le prime e sicuramente non ultime avvisaglie di tanti suicidi di chi perde il lavoro e di chi è costretto a chiudere le proprie aziende, nonché quei casi disperati che si danno fuoco davanti agli uffici di Equitalia, perché non riescono a pagare le tasse richieste. Equitalia non vuole storie: pretende soldi anche da chi non ce li ha, e come se non averceli fosse una colpa, e li punisce con penali e tassi di interessi assurdi, tali da raddoppiare l'importo dovuto in breve termine. Sembra la storia del malvagio Sceriffo di Nottingham che estorce denaro ai poveri cittadini per riempire le sue casse. Un altro caso è il dramma della signora di Gela alla quale hanno dimezzato la pensione, per effetto della riforma di questo governo, che le permetteva di “campare” a stento, perciò non potendo più far fronte alle spese si suicida lanciandosi dal balcone. Lo scorso primo gennaio, una tragedia simile era successa a Bari, suicidi che pesano o dovrebbero pesare sulle coscienze del governo, ma di fatto ne al governo e ne al parlamento, tranne all’on. Di Pietro, interessa dare attenzione ai fatti drammatici, archiviandoli come fatti isolati. La stampa li liquida con un piccolo articolo in fondo alla pagina, come una notizia di second’ordine, dimostrano che non importa nulla delle nostre disperazioni, continuando persistentemente con le riforme che stremano le famiglie fino al collasso. Cosi facendo si viene a perdere la fiducia posta in quello Stato di diritto nella quale abbiamo sempre creduto e che ora lo stesso Stato sembra negarci; come il diritto negato ad avere una pensione in una età accettabile giustificandone ignobilmente che la vita media di ogni cittadino si allunga e perciò bisogna lavorare di più, senza considerare tutte le problematiche del caso. Questo governo si comporta da usurpatore di diritti. L’ iniquità che questo produce, vedi anche la disparità di trattamento fra la classe parlamentare e la legge truffa dei finanziamenti ai partiti e il resto della popolazione, non fa altro che rafforzare la disapprovazione delle azione del governo, mentre continuano a tutelare le lobby di cui dicono ne faccia parte; vedi il ritiro perpetrato dell’emendamento che azzera le commissioni bancarie non appena giunto la protesta dell’ABI, dimostrando che “l’uomo del monte” è capace solo di fare il duro con la parte debole del paese, abolendo senza ritegno un altro diritto, quale l’art.18 dello statuto dei lavoratori. L' idea che mi sono fatto, assistendo alla sua insistenza nell' imporsi con le riforme inique, è mefistofelica. Tutto ciò sembra muoversi in un programma ben architettato da chissà quali menti adepte, inclini a riformulare tutto l’assetto sociale in chissà quale visione sconvolgente (vedi la teoria massonica del complotto dell’ordine mondiale dove si insinua che parte di tutta la nostra classe politica ne faccia parte). Nel frattempo i partiti politici, sembrano inermi a tutto ciò, come se fossero imbavagliati o siano incapaci di qualsiasi tentativo di intervento, succubi di un governo generato da loro stessi, frutto dall’ incapacità di gestire la crisi sopravvenuta , dimostrando il totale fallimento di tutta la classe politica, capace solo di fare demagogia. Non è giusto che lo “scotto” della crisi lo debbano pagare solo i cittadini, mentre la classe politica continua a navigare nell’opulenza. Occorre riavviare la proposta fatta tempo fa e poi accantonata, di tagliare i costi della politica, Il governo, la maggioranza e la stessa opposizione non dovrebbero chiedere un centesimo agli italiani senza che loro per primi diano l’esempio. Il taglio di 1000 euro fattosi a noi non basta, esigiamo di più da parte della classe politica anche in nome dell’equità. Esigiamo che si aboliscano nell’immediatezza le provincie, proposta fatta tempo fa e poi accantonata considerato che è un ente non necessario, tra presidenti, assessori, consiglieri e altri costi di gestione la cifra erogata sembra ammontare a un costo di 110 province pari circa a 11 miliardi di euro l’anno. Occorre dimezzare, come proposto e poi accantonato, il regime dei parlamentari considerato da tutti un numero sproporzionato, quindi l’ulteriore riduzione dell’ onorario, i rimborsi fuori controllo e la totale revisione dell’uso del denaro pubblico andrebbero a ricolmare le casse della spesa pubblica . Inoltre per rilanciare l’occupazione, problema discusso in parlamento ma irrisolto, necessita come spesso detto, una detassazione del costo del lavoro. L’Italia si pone al quinto posto tra i 34 Paesi avanzati dell’Ocse con il cuneo fiscale più oneroso; l’Italia è il primo Paese in Europa per la più alta pressione fiscale alle imprese, quindi scoraggia l’investitore estero a investire nella nostra bell’Italia scaricando falsamente, come detto dal presidente da CONFINDUSTRIA, la responsabilità all’art. 18 dello statuto dei lavoratori, pressando sul governo per l’abolizione dell’articolo solo nell’intendo di facilitare il licenziamento, un atto brutale e irresponsabile che rende i lavoratori estremamente fragili al cospetto del datore del lavoro. Per chi gestisce la politica di un Paese e siede nella “stanza dei bottoni”, non c’è posto per l’irresponsabilità. Per chi sta nella “stanza dei bottoni”, bisogna che tenga bene in mente e nel cuore, i capisaldi del vivere comune e il senso dell’altruismo, proiettati in una società globale. Il potere a lungo andare logora le menti e lo spirito delle persone pervertendole alla corruzione, vedi la maggioranza dei nostri parlamentari finiti sotto inchiesta dalla Magistratura (fortuna che ancora oggi esiste un organo indipendente e dedito a fare rispettare le leggi, altrimenti la corruzione là farebbe da padrona). Perciò la sfida da lanciare è l’alternanza continua di persone in politica, con una legge che imponga la non ricandidatura di più legislature, in modo da mantenere integra l’onestà e la moralità dei parlamentari. L’azione politica dovrà poggiare sul senso del dovere e della responsabilità verso il prossimo, imponendosi un compito ben preciso, quello di portare all'interno della vita sociale i diritti individuali e collettivi. Questo significa cambiare completamente i parametri di osservazione e di valutazione. Categorie come la destra, la sinistra, il centro, progressisti, conservatori, comunisti, democristiani, fascisti non ci interessano più. Quello che a noi interessa è il Piano evolutivo, connesso al Bene Comune in armonia con tutto ciò che ci circonda. Sapranno cogliere questa sfida alla luce di quanto descritto?

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