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Scippo regionale

26 settembre 1981 a Firenze si svolge la prima grande festa del folklore toscano. Nel centro storico fiorentino, nelle Piazze della Signoria e della SS. Annunziata, sfila il Corpo dei Valletti comunali di Prato al completo (l’unica volta), seguiti da oltre 1500 rappresentanti in costume della Toscana. Alla partenza il Sindaco di Prato e l’Assessore alla Cultura vengono ricevuti in Palazzo Vecchio dalla Giunta comunale, poi si recano sulla scalinata dell’Istituto degl’Innocenti e assieme al Presidente della Regione Mario Leone assistono all’arrivo della lunghissima parata, tra lo sbigottimento dei numerosi turisti. Alla fine la SS. Annunziata è colma di variopinti costumi di epoche diverse che riempiono la piazza al fine di rendere omaggio al Presidente Leone e ai Valletti di Prato. Infine con una toccante cerimonia, il Dottor Leone consegna il primo Pegaso, scolpito per l’occasione da Lando Landi, ad Alessandro Assirelli per avere ricostruito la compagine medievale pratese rispettando la storia e la tradizione con riferimento all’anno 1350. Il merito di tale altissimo riconoscimento ha premiato una ricerca protratta per un quinquennio, nel ricostruire i costumi dei Valletti municipali. Come spiega benissimo il giornale cattolico “La Voce” commentando l’avvenimento: «Assirelli premiato! Stanco morto per il lavoro di una decina di giorni di faticacce, il capo del cerimoniale del Comune Alessandro Assirelli (ha avuto in questi ultimi giorni sulle spalle le cerimonie del gemellaggio di Prato con Roubaix, lo svolgimento del Corteggio Storico e I'Ostensione del Sacro Cingolo) ha trovato a premiarlo delle fatiche un ambito riconoscimento: gli hanno conferito il "Pegaso ‘81" che va alla personalità che ha contribuito maggiormente nell'anno a valorizzare aspetti della storia e delle tradizioni della Toscana. “La Voce” invia le congratulazioni vivissime ad Assirelli per questo meritatissimo riconoscimento e gli porge i migliori auguri.». Ovviamente tutti i quotidiani si occuparono diffusamente dell’avvenimento. Di quel riconoscimento ne andavo talmente fiero che in occasione del conferimento del premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri al mio primo libro, mi fu chiesto un breve curriculum ed io con orgoglio citai il Pegaso. Nel 1993 in pieno clima di tangentopoli il Presidente della Regione decise, nel più assoluto silenzio e per motivi politici, la modifica delle regole per la consegna del Pegaso commettendo un gravissimo ed offensivo abuso: tutti coloro che lo avevano ricevuto prima di quella data furono cancellati! Un autentico scippo. Pertanto chi scrive divenne un millantatore nel rivendicare il prezioso riconoscimento. Nel 2005 venuto a conoscenza del grave ed ingiustificato comportamento della Regione, chiesi di sanare la grave sopraffazione ma due governatori, tanto Martini che Rossi sostenuti da vecchi burocrati servi della politica, hanno risposto: il primo molto seccato, il secondo più formale ma sempre negativo. Anche il ricorso al Difensore Civico è stato inutile, quindi quella bellissima scultura dovrei gettarla nei rifiuti. Ho deciso di rendere pubblica questa vicenda che riassume l’arroganza della pubblica amministrazione, malgrado la tanto decantata democrazia e l’ipocrita abitudine di stracciarsi le vesti per la giustizia e l’equità: noi cittadini perbene siamo solo dei sudditi! Eppure c’è una raccolta di centinaia di foto e decine di ritagli di giornali che attestano quell’avvenimento, mentre qualche funzionario si ostina ottusamente a negare l’ evento, mentre l’umiliazione subita è sempre più amara. Ringrazio per l’ospitalità con la speranza di un dovuto atto di giustizia, non solo nei miei confronti ma anche della mia città.

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