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INCAZZADOS

Quando è stato nominato il governo dei tecnici la situazione economica del nostro Paese era pessima a causa di entrate fiscali insufficienti per pagare i costi dello Stato, appesantiti da un numero di parlamentari esagerato, con privilegi inconcepibili, attorniati da boiardi e parassiti; c’era poi il retaggio di decenni di welfare insostenibile offerto per acquisire consenso. Avevamo però una ricchezza nascosta: il risparmio privato, che era il più consistente in Europa; era un volano che consentiva, tutto sommato, una vita decente anche il situazioni di crisi. Tutti pensavamo che una manovra “Salva Italia” avrebbe dovuto almeno dimezzare i costi di parlamentari, boiardi e sprechi e tagliare anche quei vergognosi fiumi di quattrini ai partiti che sono una colossale presa di fondelli per i cittadini che, con un referendum, avevano bocciato quel finanziamento. Invece ho appreso che alla Bocconi insegnano a lasciare tutto il marcio inalterato, succhiando nel prezioso salvadanaio privato con tasse spropositate, per continuare ad ingrassare caste e parassiti. Adesso, come conseguenza, arriva il “Crepa Italia”: senza più il risparmio di scorta i consumi si fermano, i negozi chiudono, le aziende anche. E i giovani? Piuttosto che mandarli a frequentare la Bocconi credo sarebbe utile sollecitarli ad imitare gli ”indignados”. Meglio se un po’ più incazzados.

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