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Giancarlo Giusti è innocente e deve tornare in libertà.

Giancarlo Giusti è innocente e deve tornare in libertà. Preg.me Direzione e Redazione del quotidiano LIBERO Prego voler prestare attenzione alla innocenza del magistrato Dott. Giancarlo Giusti vittima della gogna mediatica e della carcerazione arbitraria. A tal fine sottopongo alla Vostra cortese attenzione i contenuti del messaggio che ho inviato ai Vostri colleghi del “Corriere della Sera”. Nell’attesa di un positivo riscontro, prego voler gradire cordiali saluti. Raffaele Coluccia Tel: 347.6239525 Mesaggio inviato ieri 29 marzo al Giornalista Dott. Ferrarella del Corriere.it Preg.mo Dott. Luigi Ferrarella Giornalista del Corriere della Sera lferrarella@corriere.it Oggetto: Giancarlo Giusti è innocente e deve tornare in libertà. Le scrivo per dissentire dal suo articolo apparso oggi sul Corriere sulla vicenda giudiziaria che ha colpito il mio amico magistrato Giancarlo Giusti. Negli anni Novanta, presso l’Università Cattolica di Milano, ho studiato insieme con Giancarlo Giusti, il magistrato che –come sopra dicevo- ha avuto la sventura di incorrere nelle accuse infondate ed infamanti, formulate dal PM Dott. Paolo Storari. Ritengo sia molto grave che nessun giornalista rilevi che non esistono elementi penalmente rilevanti a carico del mio amico Giancarlo Giusti e che la gogna mediatica a cui è stato sottoposto, così come la sua incarcerazione sono finalizzate a determinarne il suicidio ovvero a costringerlo ad una falsa ammissione di “colpa”. Risulta evidente che a parte il polverone sollevato dai professionisti dell’antimafia ansiosi di fare carriera non esiste nessun elemento concreto che possa integrare la fattispecie di alcun reato a carico del mio amico. Dissento pertanto dalla capziosa ingiunzione, da Lei formulata sulle pagine del Corriere e rivolta al CSM al fine di indurlo a perseguire il mio amico Giancarlo Giusti. Conosco personalmente anche il PM Dott. Paolo Storari e su di lui ho rilevato da internet le seguenti informazioni. Storari, dopo aver preparato insieme con il medesimo Giusti l’esame in magistratura, ha prestato servizio come PM prima a Torino, dove è stato rinviato a giudizio per il caso Telecom, poi a Trento, dove è entrato in urto con alcune organizzazioni politiche, poi è infine approdato a Milano dove gli è stato proposto di rifarsi un’immagine, divenendo docile collaboratore del Procuratore aggiunto Dott.ssa Boccassini. Appare molto strano che Ella, Dott. Ferrarella, ometta di ricordare che anche Storari e la medesima Boccassini sono stati oggetto di procedimento disciplinare presso il CSM. Mi spiace, quindi, che Ella inviti il CSM a procedere contro il mio amico Giancarlo Giusti, sul conto del quale non è possibile ipotizzare alcun reato. Negli anni in cui ho frequentato l'amicizia di Giancarlo Giusti ho riscontrato in lui, oltre alla non comune intelligenza ed all'abnegazione nello studio, anche un grande capacità di empatia e senso di umanità. La sua preparazione, serietà e competenza professionali sono indiscutibili, e non possono essere messe in crisi dalla contestazione di alcune debolezze di carattere psicologico, della cui origine -so per certo- il mio amico non ha alcuna responsabilità, essendo egli purtroppo rimasto vittima del soverchiante tritacarne ambientale, al quale purtroppo sono in troppi ad offrire un colpevole contributo di inumanità. Un tritacarne sempre alla ricerca di nuove vittime su cui sperimentare insane suggestioni di onnipotenza, un tritacarne sadico contro cui vale la pena opporre una diversa strategia di vita intelligente, solidale e fraterna, ovvero cristiana. Purtroppo, per problemi economici, dopo gli studi universitari, non ho potuto restare vicino a Giancarlo Giusti per sostenerlo con la mia amicizia. Tuttavia ho sempre ricevuto buone notizie da lui, che nel frattempo, negli scorsi anni, ha formato una splendida famiglia ed ha conseguito ottime soddisfazioni di carattere scientifico e professionale. Intendo pertanto oppormi con risolutezza a questo tritacarne ambientale di cui è rimasto vittima il mio amico, un tritacarne che si configura come uno strumento dell’idolatria del sadismo, alla quale i mezzi di comunicazione di massa tributano il loro deprimente servilismo commerciale. Non è il caso qui di ricordare che l'idolatria del sadismo è stata già denunciata dai più validi intellettuali contemporanei, come il Prof Lobardi Vallauri e il regista Pierpaolo Pasolini e che questi intellettuali sono stati colpiti dalla feroce vendetta esercitata dal sistema sadico e malvagio contro cui si erano levate lo loro denuncia e la loro diagnosi. Sono certo pertanto che la sempre auspicata riforma della giustizia riuscirà a smontare il totalitarismo da inquisizione medioevale, riconducendo la magistratura alle sue autentiche funzioni di giustizia, disinnescando la sua illegittima ingerenza politica che incentiva un insano carrierismo privo di credibilità, riaffermando il primato della superiorità della verità oggettiva sulla menzogna precostruita e persecutoria e risanando il male derivante dall’impostazione fascista e totalitaria, già conferitale dalle leggi di Alfredo Rocco nel corso del triste ventennio fascista. Con l’auspicio che il mio amico Giancarlo Giusti, ottimo magistrato e giudice capace ed irreprensibile, venga presto rilasciato e reintegrato nelle sue funzioni, auspico altresì che Ella sappia riabilitarne l’immagine con le medesime modalità con cui ha contribuito a distruggerla. Con queste considerazioni, La prego di voler gradire i miei distinti saluti. Milano, 29 marzo 2012 Raffaele Coluccia congresso@fivl.net Tel: 347.6239525

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