Cerca

La differenza tra un politico serio ed un politico mediocre

Riprendo quanto pubblicato in internet da un giornalista indipendente e non schierato. Distinti saluti. "Un politico serio dovrebbe preoccuparsi quando riceve tanti voti: accidenti, adesso comincia il lavoro duro, la lotta in cui ci si gioca tutto. Adesso mi tocca attuare il programma, è quello che l’elettorato si aspetta da me. Il politico mediocre all’italiana, quando riceve un sacco di voti, ha il riflesso opposto: bene, adesso posso riposarmi, accomodarmi sulle poltrone, mettere mio figlio scemo in Regione a 12 mila mensili, procedere all’assegnazione di posti lucrosi ai miei yes-men; oppure – nell’altro noto caso – posso godermela con le mie puttanelle, metterle a posti ministeriali, insomma a carico dei contribuenti. Tanto, questi mi votano. Non è un caso che politici ugualmente mediocri, ma più accorti e sperimentati – tipo Rutelli, Casini, Fini, Di Pietro – non vogliono avere il 40-50%. Troppo impegno. Molto meglio avere il 6-10%. Abbastanza da fare miliardi coi rimborsi elettorali, ma non tanti da doversi assumere responsabilità gravose e dirette. Abbastanza da essere «condizionanti», da entrare in «coalizioni» dove la responsabilità è condivisa e l’immobilismo è la regola per i «veti incrociati»: la politica italiana è forte nei veti incrociati, e nient’altro. È più comodo e più facile. Quando non si vuole, in realtà, fare niente."

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog