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ERA MEGLIO LA PRIMA REPUBBLICA

Gentile Direttore, dopo tutte le porcherie a cui lo hanno abituato i politicanti di tutti i partiti politici, il povero elettore non sa più a che santo votarsi. Lo sfortunato elettore può essere tentato, per rabbia, di voltare le spalle a un partito mal gestito, ma, se vuole evitare di votare scheda bianca, rinunciando così a una sua rappresentanza parlamentare, deve comunque trovare qualcosa che gli assomigli per quanto attiene ai programmi e che abbia anche qualche possibilità di approdare in Parlamento. Con le ultime leggi elettorali, vale a dire il Mattarellum e il vigente Porcellum, non è invece per nulla scontato che il voto espresso dall’elettore possa concorrere all’elezione di un suo rappresentante. Se il partito non ha le spalle larghe, il voto è da dare per perso. Grazie al “voto utile” che ha caratterizzato il Porcellum, molti elettori si sono dovuti, per così dire, “tappare il naso” per non vedere annullato il proprio voto e si sono rassegnati a votare per i grossi partiti, allo scopo di salvare il salvabile. I piccoli partiti sono scomparsi dal Parlamento. Ciò può essere positivo per alcuni aspetti, ma negativo per altri. Si tratta cioè di un’arma a doppio taglio. La possibilità di ricatto da parte dei partiti piccoli sul Governo esiste solo quando la coalizione di Governo si costituisca prima del voto, come abbiamo visto per tutta la “Seconda Repubblica”. Se invece la coalizione di Governo si costituisce in Parlamento, cioè dopo il voto (ed è ovvio che ciò debba avvenire comunque sulla base di intese di programma), il potere di veto dei piccoli partiti si riduce notevolmente e il loro peso relativo viene ad essere molto più vicino al loro peso assoluto, cioè al numero dei voti conseguiti. Un piccolo partito che tiri troppo la corda corre infatti in tal caso il rischio di essere estromesso dalla coalizione governativa e rimpiazzato con un altro che abbia minori pretese. Le nuove idee nascono spesso dal basso e hanno bisogno di tempo per prendere piede. All’inizio sono portate avanti da partiti piccoli. Se questi vengono eliminati sul nascere, anche l’idea muore. La stessa Lega, che ha concorso a elaborare il Porcellum, con queste regole elettorali sarebbe morta nella culla, anzi non sarebbe mai nata. In effetti la Lega si è costituita durante la “Prima Repubblica”, quando anche partiti con l’1% dei voti potevano esprimere un rappresentante in Parlamento. Umberto Bossi, il “Senatùr”, ne è l’esempio. Chi disconosce le proprie origini non rende un buon servizio alla società che rappresenta. Perciò, per ritornare al problema da cui siamo partiti, diamo la possibilità all’elettore di avere una sua rappresentanza degna di questo nome e di poter castigare chi si comporta male e non onora il suo mandato, senza però per questo dover fare hara-kiri dal punto di vista elettorale. Torniamo al sistema elettorale della “Prima Repubblica” che non annulla voti, né li moltiplica, e che consente all’elettore di castigare le cattive gestioni senza dover fare come il marito che per far dispetto alla moglie … il seguito è noto. Con i più cordiali saluti.

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