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La I° comunione possibile

Gent.mo direttore Belpietro, le scrivo l’esperienza della mia famiglia con un figlio disabile e la sua I° comunione,scusi la lunghezza, ma anche le cose positive vanno raccontate con tutto lo spazio che serve! Devo fare una premessa in modo che mi conosca un po’: sono sposata con Stefano e abbiamo 2 figli ,Luigi di 17 anni e Carlo di 12. Carlo ha avuto una grossa sofferenza respiratoria a 24 ore dalla nascita, che ha lasciato un grave ritardo cognitivo e motorio. Questa sua presenza ha cambiato tutta la nostra vita quotidiana, oltre a cercare il Centro medico più adatto per Carlo , tante domande ci martellano: perché a noi?, perché Carlo è così, che cosa ne sarà di lui?, sarà felice?,che “eredità” lasciamo a Luigi? Abbiamo fatto tanti incontri che ci hanno aiutato a guardare Carlo. Il mio umano è colpito drammaticamente, se non prendo sul serio queste domande e cerco il significato della mia vita, rimane la disperazione, la fatica senza prospettiva,la ribellione e io non sono felice. L’amicizia con Anna, una mamma come me, con un figlio speciale, mi ha fatto conoscere gli “Amici di Giovanni” e guardare all’”Associazione Famiglie per l’Accoglienza” come luogo dove sperimentare la tenerezza dell’amore alla mia persona. Nel maggio del 2010 hanno fatto la I° Comunione i bambini della stessa età di Carlo; il figlio di un nostro amico ci ha invitato alla cerimonia e io ho pianto tanto. Ero ferita e dolorante, volevo chiedere se Carlo potesse ricevere il Sacramento , ma avevo paura di una risposta negativa. Inizio il lavoro su di me. Perché tengo tanto che Carlo si comunichi? La risposta è stata questa. Lo voglio come ho chiesto il Battesimo,per la fede in Cristo e l’appartenenza alla Chiesa che viviamo mio marito ed io. Ho iniziato a chiedere al mio parroco che mi ha risposto che per la Cresima non c’erano problemi, ma per l’Eucarestia ci vuole la piena consapevolezza del ricevente. Il sacerdote della Fraternità di Comunione e Liberazione (di cui facciamo parte) è dello stesso parere. Questi “quasi no” mi hanno spinto ad andare più a fondo, non mi bastavano. Ne abbiamo parlato con la persona con cui abbiamo un rapporto di confronto e di sostegno genitoriale e si è fatto più chiaro che il nostro desiderio era legittimo: come soddisfiamo tanti bisogni, ci sostituiamo a Carlo perché lui non è autonomo, anche per la vita di fede chiediamo noi il Sacramento per lui. Invitiamo il Parroco a cena, parliamo senza il figlio più grande per essere più liberi: a tavola come sempre preghiamo e Carlo risponde ripetendo la preghiera. Questo già stupisce un po’ il parroco. Lui ha ripensato alla nostra domanda e noi gli comunichiamo la nostra intenzione di chiedere il Sacramento insieme a tutti i bambini della Parrocchia . Don Umberto (il parroco) ,sorprendendoci , condivide la nostra domanda e ci dà questa bellissima testimonianza: - Chi siamo noi per impedire alla Grazia del Sacramento dell’Eucarestia di entrare in Carlo? Noi non sappiamo cosa il Signore voglia operare in lui con la Sua Grazia. Noi quando riceviamo il Sacramento mettiamo tanti ostacoli, Carlo non li mette, quindi deve ricevere il Sacramento. E’ vero che non ha una piena consapevolezza, ma siamo certi che gli altri bambini la abbiano?- Ora bisogna preparare Carlo, per quello che è possibile, una nostra amica molto affezionata si è offerta di aiutarci. A maggio2011 Carlo avrebbe fatto la I°Comunione con gli altri bambini, lui non reggeva una Messa intera, per cui non so come avremmo fatto Per prepararlo abbiamo parlato con i catechisti, che sono stati felici di avere Carlo, mi hanno chiesto di spiegare ai bambini perché lui avrebbe fatto la I° Comunione con loro. Ho raccontato ,sintetizzandola un po’, la storia del libricino “Tu sei speciale “ di Max Lucado (San Paolo edizioni) . I bambini conoscevano Carlo dalla Scuola Materna e anche i genitori, mi hanno chiesto che cosa piace a Carlo e io mi sono sorpresa a dire tutto ciò che non fa. Il catechista mi corregge subito chiedendo di nuovo come Carlo passa il tempo, cosa mangia ecc. Ho cambiato prospettiva, ho pensato a Carlo come è e non a tutto quello che non è. Si è deciso così che i bambini sarebbero venuti a giocare con Carlo, a casa nostra, a vedere i Cartoni, perché piacciono anche a loro e a fare merenda. Sono stati dei momenti in cui ho sperimentato che se non c’era Carlo io non sarei stata così contenta! Carlo ha fatto la I° Comunione insieme a tutti i bambini il 22 maggio 2011 (S.Rita santa degli impossibili), è stato un po’ in sacrestia, ma ha percepito chiaramente che era un giorno speciale, un giorno di festa in cui Gesù gli si è fatto più amico. Siamo andati ad altre messe e lui è stato abbastanza tranquillo e si accosta al sacramento con piacere anche oggi. E’ iniziato un cambiamento in lui. I bambini hanno detto che sarebbero tornati a giocare con lui; quando usciamo, tutti lo salutano;se siamo ai giardini, guarda i bambini giocare e spesso loro gli lanciano la palla, che è uno dei pochi giochi che fa. Per qualsiasi chiarimento sono ben felice di essere contattata attraverso la mail. Rita Bigelli

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