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OCCORRE RILANCIARE LA FAMIGLIA E LA NATALITA'

Egregio direttore, come si fa a mettere al mondo dei figli, oggi, in Italia? Date le condizioni proibitive, chi lascia eredi va considerato un eroe, o piuttosto un incosciente? Per i nostri giovani che vorrebbero progettare una propria vita familiare e lavorativa la prospettiva che si apre è quella di una indipendenza economica che arriva fuori tempo massimo e di una precarietà protratta negli anni che rende impossibile qualsiasi pianificazione. Il sistema sembra costruito apposta per garantire loro un’infelicità duratura. In termini sociali si tratta di autolesionismo eletto a sistema, del suicidio pianificato di un intero popolo, di cui non rimarrà traccia nella futura umanità. Per far quadrare il bilancio statale gli Italiani devono andare in pensione sempre più tardi e quindi i posti di lavoro restano congelati e non disponibili per i giovani; per di più i dipendenti pubblici che vanno in pensione vengono sostituiti solo in parte. Tutto il sistema è malato. Mentre la popolazione anziana è cresciuta, il che ha comportato un enorme aumento della spesa previdenziale e di quella sanitaria, spese destinate a crescere ulteriormente, la popolazione giovanile è diminuita in modo drastico e si dimezza a ogni generazione. Il rapporto numerico tra genitori e figli tende infatti al valore di 2:1, ovvero il rapporto numerico inverso tra figli e genitori tende a un valore di 0,5. Se il Governo attuale e quelli futuri non si pongono come priorità quella della salvaguardia della famiglia con riforme a 360 gradi che riguardino inevitabilmente anche il lavoro e i servizi sociali al servizio dell’infanzia, la futura Italia sarà tutta degli immigrati: degli autoctoni non rimarrà neppure l’ombra. Un rilancio della natalità darebbe inoltre, grazie al suo indotto, un formidabile impulso all’economia, altrimenti destinata a una stagnazione senza fine. Con i più cordiali saluti.

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