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Esodati e Scudati

Esodati e Scudati condividono un triste destino perché, entrambi, hanno visto “stracciare” il contratto che avevano sottoscritto - gli Esodati con il proprio datore di lavoro e gli Scudati con lo Stato - ma, mentre i primi sono oggetto di attenzioni particolari da parte di mass media e sindacati, i secondi sono stati classificati, aprioristicamente e senza possibilità di appello, come “delinquenti, mafiosi, evasori, gente di malaffare amica di Berlusconi…..” da purgare, sobriamente, nel nome dell’equità sociale! Ora, premesso che non tutti gli Scudati fanno parte delle categorie di cui sopra (molti hanno dovuto vivere e lavorare, pagando le tasse, all’estero perché in Italia il lavoro scarseggiava e, ahimè, scarseggia ancora), verrebbe da chiedersi: perché due pesi e due misure? Perché, se Esodati e Scudati hanno visto entrambi tradire la fiducia che avevano riposto, i primi sono dei martiri ed i secondi dei delinquenti? Lasciamo perdere la lotta di classe, il ricco ed il povero, il padrone e l’operaio e stiamo ai fatti: entrambi avevano sottoscritto un contratto che, fatalità, è saltato! Qui la questione è più sottile: non è difendere l’uno o demonizzare l’altro ma, piuttosto, lottare per la certezza del diritto. Un diritto che, nello specifico, è stato tradito: che senso ha ritassare, in molti casi a più di 10 anni di distanza, quanto era già stato oggetto - secondo le regole proposte dallo stato e accettate dal contribuente - di precedente tassazione? e poi, se passa questa logica, perché non ritassare tutti i condoni effettuati in passato? e perché non tutte le multe di divieto di sosta prese nei ultimi 10 anni? E’ una logica perversa che prescinde, anche, dalla capacità contributiva del contribuente e che fa dubitare della serietà dei nostri governanti/politicanti che - quello sì, ci sono riusciti – hanno tolto certezza al diritto e creato odio sociale!

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