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Ma quale risparmio ?

Ma quale risparmio? Entrano i soliti noti. Con estremo disappunto la Direr Campania, la Federazione Nazionale dei Dirigenti delle Regioni fortemente rappresentativo in regione Campania, apprende dai giornali la notizia della nomina di 5 capi dipartimento della Regione Campania. Stupisce fortemente constatare che, tra i 240 dirigenti interni attualmente in servizio - molti dei quali selezionati con un concorso relativamente recente - nessuno sia stato ritenuto idoneo a ricoprire queste importanti cariche pur a fronte delle numerose candidature pervenute. Poco chiari anche i criteri in base ai quali sarebbero state individuate le professionalità che andranno a ricoprire i prestigiosi incarichi, in assenza di procedure di selezione ed in spregio a qualsiasi norma atta ad individuare le migliori competenze sul mercato. Ancora una volta, insomma, nomine senza trasparenza e senza selezione meritocratica a favore dei soliti noti i cui nomi già da tempo circolavano tra le stanze di Via Santa Lucia . La Direr sottolinea come questa Giunta abbia, ancora una volta, perso l’occasione di rappresentare una reale innovazione dell’amministrazione regionale, prestandosi a logiche clientelari a scapito della trasparenza, della valorizzazione delle competenze, del contenimento della spesa. Sul fantomatico e sbandierato risparmio di risorse economiche, del tutto falso e pretestuoso, c’è da dire che si sta gettando fumo negli occhi cercando di distrarre l’opinione pubblica dall’ennesimo abuso e spreco di risorse: nella realtà graveranno sui costi del personale ulteriori 5 capi dipartimento nonché 110 dirigenti, con il previsto passaggio dalle attuali 240 alle previste 350 unità. Un vero risparmio sarebbe stato individuare internamente i superdirigenti, ma purtroppo questa amministrazione, pur nella consapevolezza dell’esistenza di grandi professionalità tra le risorse in pianta organica, continua a privilegiare percorsi non trasparenti che la Direr continuerà a contrastare. Infine, falso e pretestuoso è anche affermare che “la nuova macchina regionale” sarà così “semplificata”: la riforma in realtà introduce ulteriori livelli decisionali, insieme ad una pletora di strutture e di uffici speciali che renderanno sempre più farraginose le scelte e le decisioni, già soggette a poco trasparenti volontà ed umori, in un momento in cui la Regione ed il territorio avrebbero bisogno di investimenti, impulso all'economia e decisioni concrete.

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