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Lettera aperta al Presidente Monti

Gentile Presidente, In questi ultimi giorni non e' lo spread tra i partiti che si e' allargato. Ma quello tra l'azione del Governo e i mercati. L'insostenibile livello di pressione fiscale ha fatto piombare il Paese in una spirale che allontana inesorabilmente la ripresa e il pareggio di bilancio. E inoltre, senza crescita come pensa di onorare gli impegni assunti con l'Europa di riduzione del rapporto debito/PIL? Con nuovo ricorso alla leva fiscale? A questo punto, e' improrogabile avviare un serio piano di dismissioni per ridurre lo stock del debito. Qualche idea? La Germania ha ceduto da tempo il proprio Banco Posta, perche' non possiamo farlo anche noi? E, gentile Presidente, come ex Commissario UE, non trova raro, se non unico in Europa, che il settore dell'energia sia concentrato nelle mani di poche aziende, tutte a vario titolo in mano pubblica (ENI, ENEL, municipalizzate?). Anche qui non si puo' privatizzare niente? Esistono strumenti e mezzi per valorizzare le partecipazioni e gli attivi in mano pubblica attraverso un piano di realizzi scadenzato nel tempo (p.e. attraverso il conferimento in un Fondo con personalita' giuridica separata) . E' un progetto facile? Per niente. Si deve costruire da zero una complicata architettura finanziaria superando le resistenze di caste avvezze a privilegi e clientele. Ma, gentile Presidente, se davvero vuole salvare l'Italia e il futuro dei suoi giovani, trovi il coraggio di affrontare anche questa sfida e dia un segnale che i mercati e i cittadini non mancheranno di apprezzare. Cordialmente Raffaello Savarese, Roma

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