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TASSARE LE BORSE DI STUDIO, L'APOTEOSI DEL MASOCHISMO

Quella di tassare le borse di studio, riducendone di conseguenza l’importo netto, è una delle cose più stupide che mi sia capitato di sentire finora. Si tratta di cifre che sono già adesso indecorose, se si pensa che vengono date per un lavoro di altissima specializzazione, che richiede anni e anni di studio e di applicazione, e se si pensa che all’estero gli emolumenti assegnati sono incomparabilmente più elevati. Siamo votati all’autolesionismo: l’Italia, dopo aver investito su ogni ricercatore decine e decine di migliaia di euro, anziché tenerselo stretto per farlo lavorare qua e beneficiare dei risultati che si otterrebbero in ambito scientifico, tecnologico e non solo, con un indotto potenzialmente formidabile anche in termini economici, lo fa fuggire per la disperazione, consegnandolo, anzi regalandolo ad altri, che si fregano le mani dalla contentezza. Avere in omaggio, senza aver neppure speso un quattrino per la loro formazione, le menti migliori (in Italia, come è provato, ce ne sono di ottime), capaci di risultati di potenziale fortissimo impatto a livello scientifico e tecnologico, rappresenta una enorme fortuna. Gli altri Stati, che si vedono recapitare l’omaggio, ce ne sono sicuramente grati e credo che facciano salti di gioia per questa trovata italiana di stampo masochistico e autopunitivo. Ma, come i nostri ricercatori sono di altissimo livello, parimenti anche in questo ambito delle trovate autodistruttive siamo imbattibili e ineguagliabili a livello mondiale. Il nostro genio, si sa, è polimorfo. Con i più cordiali saluti.

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