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Quando i crediti della pubblica amministrazione ti fanno indebitare

La pubblica amministrazione non paga lavori eseguiti e i piccoli imprenditori che sono creditori di comuni e ministeri vari si ritrovano a doversi indebitare, più di quanto non lo siano sempre, per cercare di andare avanti. Le ragionerie dei comuni, tempestate di centinaia di telefonate ora dicono: "di pagare non c'è speranza". E qui ti crolla il mondo, il conto anticipo alle banche occupato, gli interessi che ti distruggono, il quotidiano che non puoi mandare avanti, i fornitori che reclamano, i ragazzi, tuoi dipendenti da sempre che devono essere pagati, i contributi, la cassa edile, le tasse ecc. ecc., tutte spese a cui non puoi far fronte perchè LO STATO NON TI PAGA LAVORI REGOLARMENTE ESEGUITI E TERMINATI ANCHE DA OLTRE UN ANNO. E l'ulteriore paradosso, abbiamo appalti aggiudicati, commesse per un annetto assicurate, ma lavori che non possiamo iniziare per mancanza di disponibilità economica, i mezzi che si spostano, i materiali da comprare, le trasferte da pagare, non sono costi ad oggi sostenibili. Non pagando nessuno, che ci vuole a raggiungere il pareggio di bilancio, che ci vuole a rispettare il patto di stabilità per gli enti locali? Facile no? Vorrei provare ad andare al supermercato, fare la spesa e poi alla cassa dire che passo a pagare tra 9-10 mesi! I comuni Toscani per cui lavoriamo è circa una nno che non pagano. Ho scritto anche al sindaco "sognatore" del comune capoluogo di Provincia, chiaramente senza risposta. Facile andare a Ballarò e qualificarsi sognatore, dire che l'italiano nei suoi sogni ci devono ancora sperare. Il nostro di sogni, quello di un'impresa edile nata dal nulla, come tante, e qualificatasi e specializzatasi con sacrificio e amore, che vede impegnata una famiglia intera, dieci fidati ragazzi che da sempre lavorano insieme, grazie anche, tra gli altri, ai mancati pagamenti dell'amministrazione "capitanata" dal sindaco sognatore, si infrange. Noi si chiuderà bottega, così non ci si fa, cosa faremo non so, cosa faranno i nostri dipendenti nemmeno, sappiamo solo chi ringraziare, il caro e vecchi Stato Italiano!

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