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STANCHEZZA E RIVOLUZIONE

Sono stanca. Stanca di un'Italia che ci consuma, di un'Italia che amo e che non c'è più. Di un'Italia che non ci permette di vivere decorosamente, di pensare al domani perché la priorità è il pane in tavola di oggi, o il tetto sulla testa che stiamo faticosamente pagando alla banca - e dovremo faticosamente ripagare allo Stato. Ma cos'è lo Stato? Questa parola che significato ha, oggi? Ho 27 anni e me ne sento 80. Di carattere ne avrei sempre 15, sempre col sorriso, sempre felice di stare con gli amici, con la mia famiglia, con mio figlio. Ma chi ci sta più con gli amici, la famiglia, i figli? Siamo sempre di corsa, sempre al lavoro, sempre con il fiato corto a inseguire mille lavori per soddisfare mille bisogni più o meno indotti (vedi tv, moda, apparenza), ma non solo. Perché - oggi - sono i bisogni primari a restare sempre e comunque insoddisfatti. Ma chi ci pensa ai bisogni secondari?? Alle vacanze, ai lussi, ai lustrini. Io vorrei fermarmi. Vorrei dire a mio figlio: "Vieni, usciamo un po', giochiamo a pallone", ma non posso. "Non posso proprio perché sabato lavoro -il mio secondo lavoro- perché devo pagare il tuo dentista. Non posso perché a fine mese entra la rata del mutuo, perché hai bisogno di un paio di scarpe nuove. Perché c'è una bolletta del riscaldamento di 250 euro, più 52,50 euro che devo dare allo Stato di IVA." "Mamma, cos'è l'IVA?" L'IVA è una tassa. Una delle tante. Vuoi sapere cosa sono le tasse? Uno dei motivi per cui c'è stata una grande guerra in passato, in Francia, una Rivoluzione, dove qualcuno ha perso la testa. E una grande guerra in America, quando ancora faceva parte di un Regno che per le tasse è stato scacciato. Uno dei motivi per cui noi Italiani - con la "I" maiuscola, non come certi politicanti che quella "I" maiuscola se la sognano - stiamo arrivando al limite. Noi Italiani, dicevo. Noi dipendenti privati, noi piccoli e medi imprenditori. Noi impiegati part-time, noi operai, noi piccoli professionisti. Noi, che siamo stanchi di una politica che ci fa vomitare (destra e sinistra, eh, non siamo certo politicamente scorretti), che ci dà la nausea solo al vedere certi volti ipocriti in tv, o ascoltare certe voci menzognere alla radio. Perché continuano a intervistarla certa gente, poi? Ah, giusto, governa l'italia. Ah, giusto, è l'opposizione per eccellenza. Ah, giusto, deve pur guadagnarsela quella paghetta (!) mensile il politicante di turno. Almeno che parli, no? Dato che a muover le mani non ci pensa, se non per arraffare tutti gli spiccioli che gli vengono a tiro.. Eh, già, ho scritto italia con la "i" minuscola. Perché questa è l'italia che non ci piace. E' l'italia che porterà ad una rivoluzione, ad una guerra civile, ad un massacro. Finché un'altra Italia nascerà - forse - guadagnandosi quella "I" maiuscola. Un referendum, no? Perché proprio la rivoluzione? E' proprio a questo che mirano i nostri ris-pet-ta-bi-lis-si-mi governanti? Certo che mirano a questo. Sennò ci avrebbero gentilmente concesso un referendum legislativo, prevedendolo in quella povera Costituzione martoriata. Perché se ci fosse il referendum legislativo io proporrei prima di tutto una legge che impedisca al governo di modificare il referendum legislativo, deciso dal popolo (perché sennò il popolo sovrano dove sta??). Poi inizierei piano piano a modificare, sempre con referendum legislativo, tutte le leggi o pseudo tali che permettono certe schifezze. Impossibile elencarle tutte, il marcio è così esteso che un libro non basterebbe, e comunque è già stato pubblicato quanto basta sul(gli) argomento(i). Ma, dicevo, il referendum legislativo resta un sogno impossibile, per quelli che - come me - riescono ancora a sognare. A sognare di svegliarsi e trovare un'Italia come si deve. Di non doversi preoccupare di 700 euro di dentista per il bambino che ne ha bisogno. Di non doversi preoccupare di una tassa sulla proprietà di una casa che ancora non ci appartiene (perché se devo ancora finire di pagarla, non è certo mia!). Di non doversi preoccupare se mancano i soldi per la scuola materna, o per un paio di scarpe. Se si sposa un amico e non si può andare a festeggiare perché ci si vergogna a non potergli fare il regalo che merita. Di non doversi preoccupare di dover licenziare dipendenti coi quali ho condiviso gran parte della vita. Vado a nanna ora, preferisco sognare. Chissà, forse anche gli imprenditori che si sono tolti la vita sognavano quello che sogno io. Io amo troppo la vita, e la Mia Italia, non riuscirei mai a compiere un gesto così. Non mi ucciderei mai. Ma a voi, sinceramente, qualche volta, non vi viene voglia di uccidere qualcuno? Di cancellare quel sorrisino dal politicante di turno mentre parla di tasse e diritti dei lavoratori, mentre con le mani arraffa il più possibile dalla vostra busta paga? Sono sincera. Io un pensierino ogni tanto...

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