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IL BIGLIETTO DI ANDATA LO PAGO' LO STATO ...QUELLO DI RITORNO DEVONO PAGARLO I CONGIUNTI

Egregio Direttore, l'Italia che paga per tutti ( chi viene rapito durante le vacanze....affinchè possa rientrare )paga per i partiti politici affinchè possano rubare....paga per le tangenti nella sanità ecc.ecc.NON PAGA per far rientrare in Patria le povere ossa di giovani che Le hanno donato la vita, morti nelle più indescrivibili sofferenze nei lager nazisti. Le racconto una storia così tragica che solo in una nazione come la nostra , purtroppo, può accadere. Sono Sergio Giovanni Potenza. Le scrivo da VERNOLE (LECCE) e vorrei mettere alla vostra attenzione la mia personale vicenda. In data 10 novembre 2011, io e la mia famiglia abbiamo ricevuto una notizia bellissima: dopo 67 anni che era disperso, abbiamo rintracciato (tramite un'inchiesta giornalistica de LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO) le spoglie di un mio prozio morto nel campo di concentramento di Fallingbostel (sepolto da 67 anni ad Amburgo). I miei non avevano mai ricevuto notizie sulla sua sorte, e non le dico l'entusiasmo a ricevere una notizia del genere dopo più di mezzo secolo. Nè io (e nemmeno mio padre) abbiamo mai conosciuto questo nostro caro parente, ma abbiamo sofferto la morte di mia nonna (mamma di mio padre e sorella dello zio caduto a Fallingbostel) e delle sue sorelle, morte con il rimpianto di non aver mai conosciuto la reale sorte del loro amato fratello. Praticamente, una storia da FILM (consulti questo link, è un mio articolo su un blog del mio paese http://noidivernole.wordpress.com/2011/11/10/trovate-le-ossa-di-cinque-vernolesi-dopo-67-anni/) Ho indipendentemente avviato una ricerca per sapere di più sul mio prozio morto a FALLINGBOSTEL nel 1944, dopo una tubercolosi polmonare contratta nel lager maledetto. Ho ritrovato parecchi documenti preziosissimi sul suo tragitto di guerra.Lo zio UCCIO (chiamato così in Famiglia ANTONIO PANTALEO DE CARLO) come suo padre partì nel 1941 in guerra , fronte Greco Albanese. Da lì venne fatto prigioniero dai tedeschi l'8 settembre 1943 dai tedeschi dopo l'armistizio e, come lui, trasportato con 300 compagni in Germania, dopo un viaggio bestiale durato più di tre mesi. Per l'onore di nostro zio, morto a 3000 km lontano da casa e di mia nonna e delle sue sorelle (morte con il rimorso di non aver conosciuto la sua sorte) abbiamo immediatamente deciso di avviare le pratiche per riportare i resti di ANTONIO PANTALEO DE CARLO qui a Vernole (Lecce) nel suo paese natio. Per farlo riposare finalmente in eterno vicino ai suoi cari! In collaborazione con l'Amministrazione locale di Vernole (il caso di mio zio non è isolato, visto che nella stessa inchiesta giornalistica, solo nel mio paese, sono state ritrovate le spoglie di altri 5 nostri concittadini, la cui sorte è stata simile) abbiano contattato dapprima il Ministero della Difesa, Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra. Il Ministero della Difesa ha risposto alla nostra richiesta di rimpatrio dei resti in data 27/03/2012 (con oltre 4 mesi dall'inizio della "storia") comunicandoci che loro conoscevano il destino di questi ragazzi dispersi (la cui morte non era mai stata notificata alle famiglie) e la dislocazione precisa nei vari cimiteri di guerra esistenti sul territorio tedesco, dandoci dettagliate indicazioni sull'ubicazione dei resti. Ma la cosa che ci ha maggiormente irritato è che, nella stessa lettera, citano l'articolo 272 del D.LGS n° 66 del 15 marzo 2010, che stabilisce: "LE SALME DEFINITIVAMENTE SISTEMATE A CURA DEL COMMISSARIO POSSONO ESSERE CONCESSE AI CONGIUNTI SU RICHIESTA E A SPESE DEGLI INTERESSATI. In poche parole, a questi poveri ragazzi che hanno dato la vita per la patria, tutti al di sotto dei 30 anni e morti tra stenti e patimenti vari nei campi di concentramento tedeschi, venne pagato (ad inizio guerra) il biglietto di andata, mentre il BIGLIETTO DI RITORNO DEVE ESSERE PAGATO DA LORO O DA CHI PER LORO (noi familiari ancora in vita). PER TUTTO QUELLO CHE HANNO DATO ALLA PATRIA, LA PATRIA GLI NEGA OGNI FORMA DI DIGNITA' POST-MORTEM. (almeno una sepoltura degna e in un cimitero italiano non se la meriterebbero questi "eroi"?) Tutto mi pare sia scandaloso anche perchè, visto il momento di grave crisi in cui versano tutte le famiglie italiane, è stata chiesta una somma (dai 2000 euro ai 2500 euro pro capite) che molti di noi non sono in grado di versare, non consentendo, conseguentemente, il rimpatrio dei resti dei nostri cari. In attesa di un vostro riscontro, porgo distinti saluti SERGIO GIOVANNI POTENZA (cellulare 3290813345 / telefono 0832891557)

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