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SERVE UNA POLITICA ENERGETICA

Gentile Direttore, in Italia manca una politica energetica e guardando al futuro si vede solo il deserto. Il problema dello stato di salute del nostro pianeta sta diventando sempre più pressante. E’ ora di passare dalle parole ai fatti. Si è tanto predicato e, soprattutto in Italia, non si è fatto niente di niente. Se la priorità è, e non può essere altrimenti, l’abbattimento dei gas ad effetto serra (è ormai ufficialmente riconosciuto, se prima vi era qualche dubbio, che la Terra “ha la febbre”), non si può certo pensare di continuare a produrre energia con centrali a combustibile, né si può pensare di continuare a circolare in automobile come stiamo facendo adesso ( per di più anche cinesi e indiani cominciano a imitarci). Bisognerà necessariamente ricorrere sempre di più al trasporto pubblico, meno inquinante, specialmente su rotaia, ma anche spostarsi di meno per lavoro. Bisognerà anche, in attesa di sfruttare al meglio le fonti di energia rinnovabili (dell’acqua, del sole e dell’aria) ricorrere alle centrali nucleari. Nessuno di noi ha simpatia per queste ultime, ma oggi si dispone di sistemi di sicurezza che renderebbero impossibile una nuova Chernobyl e soprattutto i nuovi progetti prevedono la costruzione di tali centrali all’interno delle montagne, in modo tale che le scorie nucleari verrebbero “sigillate” e sepolte in loco. Le centrali nucleari non producono gas a effetto serra, ma solo vapor d’acqua, e possono funzionare per decenni. Rappresentano attualmente la soluzione più ecocompatibile dopo quella rappresentata dalle energie rinnovabili. La possibilità di smaltire il principale gas-serra, l’anidride carbonica, condensandola e “iniettandola” nel sottosuolo è senz’altro da prendere in considerazione, ma non come una vera alternativa, dal momento che gli attuali studi stimano che i serbatoi di stoccaggio sotterraneo in Italia potrebbero contenere all’incirca due miliardi di tonnellate di CO2 e sarebbero sufficienti tutt’al più per una quindicina d’anni. Morale della favola: basta aria fritta, è ora di darsi una mossa e di decidere per il futuro, se non vogliamo finire sommersi dai nostri stessi rifiuti (gassosi). Continuare a rimandare le decisioni alle calende greche, perder tempo con misure che già a priori si sa essere inefficaci e tenere la testa sottoterra come gli struzzi rischia di portarci sfortuna. Con i più cordiali saluti.

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